Cosa vedere a Dublino e cosa visitare in 1 2 o 3 giorni

Cosa vedere a Dublino, cosa fare e mangiare a Dublino in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Dublino è una città moderna tra le più belle di tutta l’Europa, attiva ed è sede operativa di molte multinazionali. Infatti molti giovani lavoratori, provenienti da qualunque parte del mondo, ci si recano perché lì trovano lavoro con facilità.
Dublino, fondata dai Vichinghi come centro per il commercio degli schiavi (le prime notizie che ci giungono sono del 140 d.C.), è ricca di monumenti e musei meravigliosi che raccontano di questa sua storia millenaria.

Urbanisticamente Dublino negli ultimi anni è stata resa simile alle altre capitali europee e del mondo, soprattutto nelle sue zone più centrali; palazzi moderni, uffici, catene dei più famosi fast food e l’immancabile strada dello shopping ricca dei marchi più importanti, Grafton street, la strada più glamour di tutta l’Irlanda.

Dublino è unica nelle statue dei suoi personaggi più illustri, che possiamo incontrare tra le strade del centro, tra cui Molly MaloneOscar Wilde e James Joyce.

Dublino è una città che soddisfa i gusti più svariati dei suoi visitatori. Se siete amanti della natura e del verde, sono disponibili numerosi parchi, tra cui St Stephen’s Green e l’immenso, ma più periferico, Phoenix Park, con al suo interno lo zoo. Se invece siete amanti della movida e del divertimento notturno, recatevi nel quartiere Temple Bar, pedonale e ricco di Irish pub con musica dal vivo, artisti di strada e giovani in vena di far festa, specialmente nei fine settimana e durante i festeggiamenti di San Patrizio, il santo patrono d’Irlanda, che si festeggia il 17 marzo. Se invece siete amanti di storia e letteratura, visitate i tanti monumenti e musei cittadini, ma soprattutto percorrete i numerosi itinerari urbani narrati nei romanzi dei suoi più grandi autori.

Cosa vedere a Dublino

Ma cosa vedere a Dublino? Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Dublino per 1, 2, 3 giorni o per il weekend. Le principali attrazzioni e mete turistiche da visitare a Berlino:

Trinity College di Dublino

Durante una visita a Dublino è fondamentale fare una visita al Trinity College. È una delle più prestigiose ed antiche università al mondo, fondato nel 1592 dalla regina Elisabetta I d’Inghilterra.

Vanta studenti illustri, come Jonathan SwiftOscar WildeBram Stoker e Samuel Beckett. Il Trinity College ha collezionato inoltre numerosi risultati, tra i quali l’invenzione del codice di catalogazione di libri ISBN.

L’ateneo è situato in pieno centro città ed appena varcato l’ingresso del college, resterete affascinati dalla maestosità degli edifici in stile georgiano e dalla tranquillità che trasmettono gli ampi prati dell’esterno.

Passeggiando nel campus è possibile imbattersi in alcuni scene di vita studentesca, come partite di cricket, badminton o football americano tra studenti durante le pause tra le lezioni.

Se ci andate durante i periodi delle lauree, troverete qualche studentessa neolaureata che si fa fotografare felice sotto la statua del teologo George Salmon, come se fosse una piccola ed ironica vendetta contro questo teologo, che lavorò per molti anni al Trinity College e che si oppose fortemente all’ingresso delle donne in questa università.

All’interno dell’ateneo è d’obbligo la visita alla biblioteca, che con i suoi circa 5 milioni di testi è uno spettacolo per gli occhi unico al mondo; imponenti file di colonne in legno pieni di antichissimi volumi. Il più famoso tra tutti è il “Book of Kells”, manoscritto in miniatura di una bellezza rara, che contiene, tra le tante cose, il testo dei 4 vangeli in latino.

Cattedrale di San Patrizio a Dublino

Situata nel centro di Dublino, la cattedrale di San Patrizio è la più grande delle due cattedrali protestanti presenti.

Costruita nel XII secolo in stile gotico, secondo la leggenda, proprio sul pozzo da cui San Patrizio prendeva l’acqua benedetta per battezzare i primi cristiani irlandesi. Si narra che quel pozzo fosse senza fondo e che facesse da porta d’ingresso per le anime del Purgatorio.

All’interno la cattedrale è imponente, le luci filtrate dalle vetrate che gioca con gli spazi interni, il grande organo con 4000 canne che accompagna i concerti corali che si tengono durante tutto l’anno, trasmettono al visitatore aria di solennità e sacralità ed impongono un naturale ed estasiato silenzio.

Al suo interno troviamo le tombe di oltre 500 grandi personaggi illustri irlandesi, tra le quali quella dello scrittore Jonathan Swift.

Temple Bar a Dublino

temple bar dublino
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Il quartiere di Temple Bar è il quartiere centrale della città ed è ricco di pub, bar, spazi espositivi, ristoranti e teatri. Oggi è ritrovo di molti artisti di strada. La leggenda vuole che questa zona prenda il nome da Sir William Temple, rettore del Trinity College e che qui si stabilì con la sua famiglia.

Situato a sud del fiume Liffey, nel Temple Bar le strade di giorno sono affollate da mercatini e atelier storici, dove è possibile acquistare prodotti dagli alimentari ai vinili più rari; di notte le strade in pavè vengono invase da giovani alla ricerca di divertimento.

Durante una visita a Dublino è necessario lasciarsi trasportare dall’atmosfera di uno dei tanti storici pub di Temple Bar. Verrete accolti da fiumi di birra e da musica dal vivo. Ogni pub ha una propria band musicale, che accompagna le chiacchiere, la birra e i balli.

Temple Bar inizialmente era frequentato dalla medio-alta borghesia della città, ma nel corso dei secoli è diventato un quartiere malfamato e degradato; talmente brutto da convincere l’amministrazione cittadina a trasformarlo in un’area di rimessa per gli autobus. Il Meeting House Square è una piccola piazzetta in cui si esibiscono artisti di strada. In estate vengono organizzate delle rassegne cinematografiche. Su un lato della piazza c’è il National Photographic Archive (archivio fotografico nazionale).

Half Penny Bridge è un ponte pedonale in ferro a pochi metri da Temple Bar, che attraversa il fiume Liffey e collega il lato nord di Dublino con quello sud. Prende il nome dal pedaggio che si pagava per utilizzarlo (mezzo Penny, appunto). È uno dei punti più suggestivi della capitale, ideale da percorrere all’alba e al tramonto, per godere di un panorama cittadino dai contorni molto particolari, romantici e mozzafiato.

Half Penny Bridge esiste da quasi 200 anni e nacque con l’obiettivo di far spostare le persone da un lato all’altro della città in modo più sicuro, poiché i traghetti e le imbarcazioni che prima garantivano il servizio, versavano in pessime condizioni igienico-sanitarie.

La prigione di Kilmainham Gaol a Dublino

Kilmainham Gaol dublino prigione
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Per avere più cognizione della storia dell’Irlanda è necessario visitare il carcere di Kilmainham Gaol. Costruito nel 1796, tra le celle fredde, grigie e scarne, c’è una parte importante della storia dell’indipendenza dell’Irlanda.

Molti criminali comuni e ribelli politici sono stati rinchiusi qui, per non uscirne mai più vivi. Venivano infatti giustiziati nel cortile interno al carcere, luogo adibito appunto alle esecuzioni.

Kilmainham Gaol fu abbandonata dal governo nel 1924 e dopo una lunga ristrutturazione, la prigione venne trasformata in museo della storia del Nazionalismo irlandese. Oggi vi vengono organizzate visite guidate.

La prigione si è trasformata anche in set cinematografico: gli U2 l’hanno scelta come location per registrare un loro videoclip musicale; e alcuni film, tra cui “Il nome del padre” è stato girato qui, uno spaccato sulla resistenza e sui soprusi subiti dagli irlandesi durante l’occupazione inglese.

La visita al carcere di Kilmainham Gaol rappresenta la tappa emotivamente più impegnativa dell’intero viaggio a Dublino.

Durante la visita è possibile essere rinchiusi all’interno di una delle tante celle del carcere, per comprendere la sensazione di angoscia che ciascun detenuto viveva dietro le sbarre; potrete inoltre osservare da vicino abiti, lettere ed altri oggetti personali di alcuni dei suoi più famosi “abitanti”.

La Galleria Nazionale Irlandese di Dublino

Una visita la merita anche la Galleria Nazionale di Irlanda, gratuita, nel cuore di Dublino, dove possiamo ammirare varie opere tra le quali la Cattura di Cristo del Caravaggio, gli acquerelli di Turner, l’Annunciazione di Rubens, diverse opere di autori olandesi, italiani (soprattutto barocca), di impressionisti inglesi e francesi e numerosi ritratti e paesaggi di artisti irlandesi che ripercorrono la storia del paese.

Tra quadri e i dipinti, troviamo una sala interamente dedicata alle opere di Jack Yeats, illustratore e fumettista irlandese che nel 1894 ha realizzato il primo fumetto di Sherlock Holmes.
Fu aperto nel 1864.

Il Castello di Dublino

castello dublino
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Il Castello di Dublino è il centro del potere amministrativo della città e si trova tra la Christ Church Cathedral e la Cattedrale di San Patrizio. Un costruzione laica tra i due “templi” religiosi.

Questo castello ha origini normanne ed è stato costruito nel 1204 come opera difensiva per volere di Re Giovanni d’Inghilterra.

Abitato per molti secoli dai vari ambasciatori di sua maestà, il Dublin Castle è stato il simbolo dell’oppressione inglese sull’isola ed è passato sotto il controllo del governo irlandese solo nel 1922 per il riconoscimento dell’indipendenza dall’Inghilterra. Ha una strutture medievale, con 4 torri, un fossato e un ponte levatoio.

Oggi il Dublin Castle è sede di rappresentanza del governo e viene utilizzato durante le cerimonie ufficiali di stato.
Potete visitare gratuitamente gli spazi esterni del castello ed ammirare la maestosità delle mura, mentre a pagamento potete visitare gli appartamenti interni, le sale, i lunghi saloni, gli enormi lampadari e la St Patrick’s Hall, la sala più grande degli appartamenti di stato, contenente uno degli apparati decorativi più importanti di tutta l’Irlanda, è la sala d’insediamento dei presidenti d’Irlanda. Da non perdere è la Throne Room, dove è custodito il trono di Guglielmo d’Orange III, re d’Inghilterra e d’Irlanda dal 1689 al 1702.

The Spire a Dublino

The Spire, lo “spillo”, è una gigantesca torre d’acciaio alta 120m, larga 3 metri alla base e 15 centimetri nella sommità, che si trova al centro di O’ Connell Street, uno dei viali più importanti di Dublino, facilmente raggiungibile dall’omonimo ponte. Dal 2002, anno della sua costruzione, è la scultura più alta del mondo.

Ci troviamo nella parte nord della città, quella che veniva anticamente bistrattata e maltrattata dai dublinesi, perché si diceva fosse frequentata da straccioni e delinquenti.

La storia di The Spire non ha versioni ufficiali; c’è chi dice, malignamente, che sia lo spillo che ha punto beffardamente le zone poco nobili del re d’Inghilterra e per questo simbolo della ribellione contro la dominazione inglese; altri versioni raccontano di questo monumento simbolo della lotta contro l’uso dell’eroina, molto diffusa nella Dublino degli anni ’90; oppure si dice sia semplicemente un monumento alla luce o che la torre serva a solo come abbellimento dello skyline della città.

L’unica notizia certa è che fino al 1966, al posto di The Spire vi era la statua dell’ammiraglio inglese Horatio Nelson, fatta esplodere con una bomba dall’IRA, l’organizzazione militare indipendentista irlandese.

Guinness Storehouse di Dublino

Il Guinness Storehouse è il primo stabilimento di produzione della birra Guinness, venne costruito nel 1759 nel St James’s Gate Brewery, grazie all’intuizione di Sir Arthur Guinness, fondatore della birra.

Ci arrivate comodamente con 10 minuti di passeggiata dal centro storico. Nello stabilimento-museo vengono prodotti migliaia di litri di birra, esportati in tutto il mondo. Questa birra è amata per il suo colore scuro ed il sapore amarognolo.

La visita ai 7 piani della Guinness Storehouse è sia uno viaggio all’interno dell’universo Guinness, sia uno spaccato dello spirito irlandese dove tenacia, creatività, senso pratico, precisione e attenzione ai dettagli sono le caratteristiche che emergono ad ogni spiegazione sui singoli procedimenti per l’unione di malto, orzo, luppolo e lievito, necessari per la creazione della birra.

Ciascun piano affronta un aspetto della produzione di birra; dalle vecchie fotografie del birrificio alla mostra sui metodi di lavorazione, dai macchinari alle tecniche di lavoro.

Visitate questo stabilimento-museo e al termine vi verrà offerta una pinta di Guinness appena spillata, da godersi nel Gravity Bar, punto panoramico dello stabilimento, dal quale è possibile ammirare per intero la città di Dublino.

Cosa mangiare a Dublino

Sull’isola Irlandese, la tradizione vuole che la colazione sia composta da un ricco menù salato, fatto appunto di salsicce, uova, pancetta e tè; mentre la cena sia composta da vari menù di carne e di pesce.

Il pranzo resta un momento molto marginale della giornata e anche i turisti ormai lo vivono così.

Vi consigliamo di fare tappa cibo in uno dei tanti bar e caffè della città, dove potrete assaggiare i famosi Scones, biscottini fatti con uvetta, pezzetti di cioccolato, frutta secca, mirtilli o frutti di bosco, magari accompagnati da un tè.

Per la cena, vi consigliamo di recarvi in uno dei pub di Temple Bar ed assaggiare i tanti piatti di carne tipici della tradizione, tra cui la Beef Guinness Pie, carne di manzo cotta nella Guinness e ricoperta da uno strato di pasta sfoglia.

Il consiglio è di non presentarvi mai troppo tardi nei pub, perché le cucine chiudono presto e correte il rischio di restare a bocca asciutta. È d’obbligo assaggiare uno dei tanti whiskey irlandesi o una pinta di birra.

Dove dormire a Dublino

Come ogni grande capitale, Dublino offre qualsiasi tipo di soluzione per la notte. La capitale irlandese è ricca di hotel, B&B, campeggi e ostelli, sparsi in ogni angolo della città.

La zona più ricca di sistemazioni, ma attenzione perché è anche la più costosa, è quella del centro, vicino al Trinity College o adiacente a Temple Bar.

È possibile trovare ottime soluzioni anche nella zona di O’ Connell Street, nei dintorni di The Spire, che ha prezzi più ragionevoli.

Dublino è molto ricca di guesthouse e B&B, arredati in modo da far respirare la tipica atmosfera irlandese. Il consiglio è quello di prenotare con largo anticipo, specialmente in prossimità di eventi importanti, come ad esempio il torneo “6 Nazioni” di Rugby o il St Patrick’s Day.

 

Risorse utili:

irlandando.com

Cosa vedere a Berlino e cosa visitare in 1 2 o 3 giorni

Cosa vedere a Berlino le principali mete e dove mangiare e dormire in in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Berlino è una città ricca di storia e di meraviglie da visitare in tutta l’ Europa. Nata molto probabilmente come borgo commerciale di origine slava nel XII secolo su un’isola della Sprea, acquistò subito importanza come città e divenne successivamente capitale del regno di Prussia e poi dell’Impero tedesco. Nel 1920 vennero inglobati molti comuni e città circostanti e Berlino venne così ampliata molto. La storia che ha avuto negli ultimi 80 anni, l’ha enormemente trasformata.
Il muro che ha diviso la città dal dopoguerra fino al 1989, ha oscurato gli inestimabili tesori della storia dell’Umanità che sono a Berlino. Ma la “caduta del muro” nella tarda serata del 9 novembre 1989, le ha permesso di tornare ad essere una città con un ruolo importante anche a livello culturale. I suoi tesori sono quasi tutti custoditi nell’Isola dei Musei al centro del fiume Sprea.
Ma Berlino è anche il centro della musica elettronica, della moda e dei designer. Il contesto urbano unisce la nuova architettura d’avanguardia con le rovine gotiche e postbelliche. Distruzione, divisione, riconciliazione, memoria e riscatto si rincorrono in un panorama eccentrico e cosmopolita. Berlino è la città che non ci si aspetta.

Cosa vedere a Berlino e luoghi di interesse da visitare

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Berlino per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Cosa vedere a Berlino:

Il Reichstag di Berlino

Reichstag
Reichstag

Il Reichstag è oggi la sede del parlamento tedesco. È nato nel 1894 come edificio per accogliere le camere del Parlamento Tedesco e proprio da una delle sue finestre che venne proclamata la nascita della Repubblica Tedesca nel 1918, segnando quindi la fine della monarchia. Nel 1933 fu quasi completamente distrutto da un incendio, ma una volta risistemato, durante la seconda guerra mondiale, fu utilizzato come clinica per le nuove nascite.

Il 2 ottobre 1990, un anno dopo la caduta del Muro, si celebrò in una delle sue stanze la cerimonia ufficiale della Germania riunificata. Solo nel 1999 è ritornato ufficialmente il simbolo della democrazia tedesca e oggi ospita nuovamente le camere del Parlamento.
La splendida cupola in vetro e acciaio è stata progettata dal rinomato architetto inglese Sir Norman Foster, come simbolo di apertura dopo il periodo buio della divisione e attraverso le sue vetrate si vede tutta Berlino e la zona interna del Parlamento.

Questo palazzo, come la maggior parte dei monumenti berlinesi, porta i segni della Seconda Guerra mondiale, ma ha una sua storia sua da raccontare ed è assolutamente da visitare.

Il Muro di Berlino

muro di berlino
muro di berlino

Il Muro di Berlino, nei suoi 28 anni di vita, ha diviso materialmente e terribilmente in 2 la città, ha creato barriere sia ideologiche che politiche. Il presidente americano Ronald Regan, durante un suo famoso discorso tenuto a Berlino nel 1987 disse “Mr Gorbaciov, tare down this wall!”. Venne abbattuto due anni dopo, la notte del 9 novembre 1989.

L’agosto del 1961, segnò un cambiamento epocale alla città che cambiò completamente. Infatti 170 km di cemento, alti 10 m, segnarono la divisione del mondo in due, da un lato il mondo americano e dall’altro quello sovieticoValicare il confine era praticamente impossibile, si contano infatti almeno 136 persone morte nel tentativo disperato di fuggire a Berlino Ovest passando dall’altra parte del muro con i mezzi più disparati e impensabili.

La caduta del Comunismo portò gli esponenti del governo della DDR ad annunciare ai berlinesi dell’est che avrebbero potuto finalmente attraversare il confine. Il muro cadde sotto i colpi dei martelli e dei picconi dei cittadini stessi.
Solo 1 km di cemento è stato lasciato in piedi per non dimenticare il passato e nel 1990 artisti provenienti da ogni parte del mondo hanno celebrato la riunificazione della Germania con bombolette spray, dipingendo questo km di muro rimasto con coloratissimi murales, alcuni dei quali sono diventati opere famose in tutto il mondo (tra questi “The mortal kiss” che immortala il bacio sulla bocca tra Honecker e Breznev, e il “Test the best” che raffigura l’auto “ufficiale” della Germania Est che sfonda il muro).

Il governo tedesco oggi tutela questi graffiti che compongono la East Side Gallery, un vero e proprio monumento, una galleria d’arte all’aperto, quindi non perdetevela assolutamente.

Checkpoint Charlie a Berlino

Il Checkpoint Charlie era uno dei luoghi di passaggio tra la Berlino Est e la Berlino ovest. Il 25 ottobre del 1961 i carri armati sovietici e americani si schierarono in questo punto gli uni di fronte all’altro, in un’azione di forza terminata a favore delle truppe americane, che si assicurarono il diritto di muoversi liberamente per Berlino. Ma con la città spaccata in due, vista la necessità di impedire agli abitanti della DDR cercasse di passare nella zona Ovest, vennero creati diversi punti di controllo, che presero il nome dall’alfabeto fonetico della Nato: il Checkpoint Alfa, il Checkpoint Bravo e il Checkpoint Charlie. Avevano tutti l’arduo compito quindi di vigilare questo confine.
Con l’abbattimento del muro, è stato smantellato anche il Checkpoint Charlie. Quello che vediamo oggi è una riproduzione realizzata qualche anno dopo, nel 2000, con delle gigantografie molto suggestive di un soldato americano con lo sguardo rivolto verso Berlino Est e uno sovietico che guarda verso la zona Ovest e il celebre cartello che annunciava “You’re leaving the american sector” (“State per lasciare il settore americano”).

È possibile visitare anche il museo “La casa del Checkpoint Charlie”, in cui è allestita un’esposizione permanente sulla storia del Muro e sono esposti gli oggetti più strambi usati per i più particolari tentativi di fuga degli abitanti della Berlino Est.

Il Memoriale dell’Olocausto di Berlino

Nel Quartiere Mitte, l’architetto statunitense Peter Eisenman progettò il Memoriale dell’Olocausto, per commemorare le vittime della Shoah. Berlino non poteva non dedicare un monumento a uno dei momenti più bui della nostra storia. I 2.711 stele di cemento colorate di grigio scuro di altezza variabile rappresentano un atto di commemorazione per i 6 milioni di ebrei sterminati durante il nazismo. Per la costruzione del monumento, indetta una gara internazionale, sono stati vagliati oltre 500 progetti tra i quali è stato scelto appunto quello di Eisenman.
Inaugurato nel 2005, la sua idea era quella di disporre lastre di altezza variabile, da 20 cm fino a quasi 5 m, concentrando quelle più alte verso il centro, per dare un aspetto non lineare e labirintico al monumento, al punto che camminando tra le grigie e squadrate stele di cemento, il memoriale diventa sempre più stretto e irritante, in modo che il visitatore possa avvertire il contrasto tra il prima e il dopo il suo ingresso. Secondo quando pensato dall’architetto stesso, le stele sono realizzate per disorientare e l’intero complesso intende rappresentare un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere però il contatto con la ragione umana in un’angosciante solitudine.

Per chi volesse completare quest’esperienza suggestiva, che lascia non pochi spunti di riflessione, consigliamo di visitare il Punto Informazioni che si trova sottoterra, nell’angolo a sud-est del monumento. Una mostra permanente propone un percorso che tratta simbolicamente le vicende personali e i destini di alcune vittime dell’olocausto attraverso citazioni, immagini e voci di testimoni.
Una visita a questo memoriale è quasi un obbligo per chiunque si rechi a Berlino.

La Porta di Brandeburgo a Berlino

La Porta di Brandeburgo è un altro simbolo-icona della Guerra Fredda. Merita assolutamente una visita, anche se la Quadriga che vediamo oggi è stata rifusa nel 1953 e riposta sulla Porta. L’originale durante la seconda guerra mondiale fu infatti distrutta dai bombardamenti.
Quando il muro venne abbattuto, migliaia di persone si radunarono proprio di fronte la porta, che dal 1969 era rimasta chiusa in quella “terra di nessuno”, tra i due settori della città.
La Porta di Brandeburgo fu costruita nel 1788 quando Guglielmo II, grande appassionato di arte e mitologia greca, commissionò la costruzione di una delle 18 porte di accesso alla Città di Berlino sulla falsariga della porta d’ingresso all’Acropoli di Atene. Sulla sommità di questo imponente arco (sorretto da 12 colonne alte 26 metri), si eleva una Quadriga raffigurante la Dea della Vittoria a bordo di un carro trainato da 4 cavalli.

L’Isola dei Musei di Berlino

Dalla Porta di Brandeburgo si snoda la Unter den Linden, il viale più famoso di Berlino che si estende fino all’Isola dei Musei, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, sia per la singolarità architettonica e sia per l’inestimabile patrimonio custodito nei suoi musei.

Quest’isola, che si trova proprio al centro del fiume che attraversa la città, è unica al mondo perché ospita 5 musei che ripercorrono le tappe della storia dell’umanità: – l’Altes Museum, “Museo Vecchio”, il primo dei cinque ad essere costruito, tra il 1823 e il 1830. Nelle sale del piano terra troviamo collezioni di opere e oggetti del mondo dell’Antica Grecia, mentre il piano superiore è dedicato agli oggetti di vita quotidiana degli Etruschi e alle testimonianze della Roma antica e imperiale. – Il Neues Museum, “Museo Nuovo”, ospita altri reperti dell’antichità classica e favolose opere egizie, ed è nato subito dopo l’Altes. Qui possiamo ammirare il busto in pietra di Nefertiti, risalente al 1340 a.C., la Collezione dei Papiri e diverse opere della Preistoria europea. – Nella Alte Nationalgalerie, invece, troviamo importanti pitture e sculture tedesche del XIX secolo e una collezione di opere dell’Impressionismo francese e tedesco. – Il Bode Museum, dal nome dell’architetto che lo progettò, costruito nel 1904, vanta una splendida collezione di monete di circa 500.000 pezzi, oltre alle testimonianze di arte bizantina e sculture del Mondo Classico.

Completa la rosa dei musei il Pergamon Museum, che prende il nome dall’opera più importante in esso custodita: l’altare di Pergamo, risalente al II secolo a.C., la maestosa Porta del mercato di Mileto, costruita nel 120 a.C., e la Porta di Babilonia, costruita per volere del sovrano Nabucosondor e consacrata alla dea Ishtar, impreziosita da meravigliosi mosaici.

Il Duomo di Berlino

Imponente e sontuoso è Duomo di Berlino, il cui aspetto attuale risale al 1904, dopo che nel 1894 l’imperatore Gugliemo II ordinò che fosse demolita la precedente cattedrale perchè troppo semplice e classica, per far posto invece ad un duomo che rispecchiasse adeguatamente la grandezza della religione luterana e la potenza della dinastia reale.

I bombardamenti della II guerra mondiale la danneggiarono gravemente, in particolare al tetto. I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1975 e la cattedrale venne riaperta dopo 18 anni. Oggi è possibile ammirare al suo interno gli originali: altare maggiore, risalente al 1850; la Cripta degli Hohenzollern e il maestoso Organo Sauer di 7000 canne.

Alexander Platz a Berlino

Disordinata, frenetica, corredata da discutibili opere architettoniche, Alexander Platz è storicamente considerata il centro della parte orientale della città. Nel 1805, quando lo zar Alessandro I visitò Berlino, la piazza che ospitava il mercato del bestiame, Ochsenmarkt (mercato dei buoi), venne ribattezzata appunto Alexander Platz.

La piazza è stata teatro dei principali eventi della storia berlinese e snodo cruciale del traffico della capitale (ben 20 linee di tram e bus si intersecano in questo punto).

Oggi è circondata da ingombranti palazzoni, chiara testimonianza dell’architettura socialista, come “La Casa dell’insegnante”; “La Casa del viaggio”; “La Casa dell’Industria elettronica”. Ma l’edificio-icona di Alexander Platz è la Torre della televisione, che con i suoi 365 metri di altezza, ogni metro per ogni giorno dell’anno, domina dall’alto la città ed è una delle strutture più alte dell’Europa Occidentale. Un ascensore che sale alla velocità di 6 metri al secondo, porta i visitatori alla sfera d’acciaio, a 203 metri di altitudine, dalla quale si gode una vista mozzafiato di Berlino. Sulla piazza si affacciano anche l’Urania Weltzeituhr, l’orologio del tempo del mondo, una struttura che ruota continuamente mostrando l’ora nelle varie zone del mondo, e la Brunnen der Völkerfreundschaft, la fontana dell’amicizia tra i popoli che domina il centro dell’area pedonale.
Dal momento della sua installazione, il 30 settembre 1969, l’ orologio costituisce uno dei più amati punti di incontro di Berlino.

Cosa mangiare a Berlino

La cucina di Berlino è una cucina ricca e sostanziosa. La Germania ha una cucina innovativa.

Certo, l’immagine di un tedesco che beve birra e mangia wurstel e crauti non è poi molto distante dalla realtà. I tedeschi sono amanti della carne e specialmente degli insaccati. La carne viene accompagnata da crauti o patate (Sauerkraut o Kartoffel). Quest’ultime sono anche alla base anche dell’insalata (kartofellsalat) degli gnocchi (kartoffelklosse) e della zuppa (kartoffelsuppe) e ovviamente della brace (Bratkartoffelln). Il piatto preferito è l’Eisbein, pezzi di maiale bolliti con crauti.
Il tutto rigorosamente accompagnato da tanta birra. Alla birra si associano i pretzel mentre tra i dolci vi consigliamo di gustare il Krapfen. Non tutti sanno che a Berlino ci sono alcuni dei più famosi ristoranti del mondo di Alta Cucina. Ci sono pure molte varietà di cucina etnica, quindi troverete sicuramente qualcosa adatta al vostro gusto. Comunque, qualunque siano i vostri gusti non perdetevi i wurstel presso i chioschetti sparsi un po’ ovunque in città e i Kebab, specialità turca, preparati in modo magistrale in tutta la città.

I pasti principali a Berlino sono 3. Il primo, la colazione (Frühstück), è un pasto salato ricco, composto da salumi, da formaggi e pane. Il tutto accompagnato dal caffè o dal tè. A pranzo potrete gustare una zuppa, un piatto di carne e verdure e una crema come dessert. La cena invece si consuma molto presto, verso le 18, e si limita spesso a un piatto di salumi e di formaggi.

Dove dormire a Berlino

A Berlino ci sono circa un migliaio di hotel di ogni categoria a cui si aggiungono centinaia di ostelli e appartamenti in affitto. Un numero così elevato di possibilità fa sì che i prezzi siano bassi e permette inoltre di avere ampia scelta, quindi di trovare sempre una camera più adatta alle proprie esigenze.

Nel Mitte (centro) si possono trovare camere a 40 euro a notte o piccoli hotel di design con prezzi intorno ai 100 €. La capitale tedesca è ben servita dai mezzi pubblici metro, autobus e tram, quindi tranquilli, potete prendere in considerazione una sistemazione più periferica per risparmiare un po’.

Approfondimenti e siti utili:

https://www.berlino.com

Cosa fare, vedere e mangiare a Lisbona

Cosa fare vedere e mangiare a Lisbona in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Lisbona è una capitale affascinante, che regala panorami mozzafiato perché situata su un territorio collinare. La capitale europea posta più a Occidente, è una bellissima città ed è anche l’unica che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Questo infatti le conferisce un’aria un po’ malinconica, ma anche una particolare luce e bellissimi cieli tendenzialmente sempre azzurri e tersi.

Salendo e scendendo tra le varie zone della città, con il tipico tram giallo, potrete ammirare gli affascinanti vicoli. Dall’imponente castello di São Jorge, il panorama si allarga sugli edifici in tinte pastello della città vecchia, sul Tago e sul ponte sospeso chiamato Ponte 25 de Abril. Troverete in giro per la città dei negozietti che vendono le tipiche piastrelle (raccolte nel Museo Nazionale Azulejo che espone cinque secoli di piastrelle in ceramica).

Per comprendere al meglio la città e il carattere dei suoi abitanti, vi consigliamo di ascoltare il Fado, le canzoni che i marinai portoghesi cantavano sulle navi con cui partivano alla conquista del mondo.

Scoprite i quartieri della città. Il più antico, l’Alfama vi stupirà con le facciate delle case con intonaco corroso, azulejos stinti, vicoli stretti dove risuonano musiche e voci. O il Bairro Alto, la Baixa, passando per Belem e il Chiado: queste zone vi mostreranno la vera identità culturale di Lisbona, vedere la gente del posto che compie azioni quotidiane o sentire il caratteristico e malinconico fado suonato in qualche localino tipico, farà di Lisbona la vostra casa.

Cosa vedere a Lisbona

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Lisbona per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

La Baixa di Lisbona

baixa di lisbona
baixa di lisbona

Il cuore della città è il quartiere della Baixa, la parte cioè della città che dalle rive del Tago fino all’Avenida da Liberada.

Il terribile terremoto del 1755 ha completamente distrutto la città, che è stata poi ricostruita in modo impeccabile con una meravigliosa architettura neoclassica. La Baixa è considerato il simbolo di questa rinascita, di una ricostruzione fatta in modo preciso e accurato e di speranza. Il Marchese di Pombal, primo ministro del re Josè I, la volle ricostruire con molte strade dedicate esclusivamente ai pedoni e numerosi bar, ristoranti, negozi. Visitate la Praca do Commercio e l’Elevador de Santa Justa. Non dovete assolutamente perdervi la Praca do Rossio, con la sua pavimentazione bianca e nera che da un effetto di movimento, il mar largo come lo chiamano i lisboeti, costruita dai detenuti del Castello di Sao Jorge dopo il terremoto del 1755. Nella Praca do Rossio visitate anche la Stazione, un capolavoro in stile neo-manuelino con la caratteristica entrata a doppio ferro di cavallo.

Alfama a Lisbona

alfama lisbona
alfama lisbona

Salite su un tipico tram giallo, il famoso n. 28, mettetevi comodi, osservate il panorama che vi scorre rapidamente davanti, l’Alfama. Questo quartiere va scoperto solo in questo modo, soltanto dopo potrete mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e capire cos’è realmente questo quartiere.

Il tram vi condurrà in vicoletti anche solo di 4 metri di larghezza: giocate a fare i ragazzini e toccate pure i muri dei palazzi, ma attenzione alla pendenza di alcuni.
Sotto il dominio arabo, l’Alfama ebbe il suo massimo sviluppo e fu residenza di nobili e commercianti.

I segni di quel periodo felice e lontano nel tempo rimangono nei dettagli nobili dei vecchi palazzi moreschi e nelle numerose fontane nascoste nei patii.
Vi innamorerete dell’atmosfera caotica e inafferrabile e della vita di Alfama.

Il Bairro Alto di Lisbona

lisbona bairro alto
lisbona bairro alto

Una visita merita assolutamente anche il Bairro Alto, che per un lungo periodo è stato la zona ricca della città, il quartiere che sceglievano per vivere le famiglie benestanti.

Ma dal 1800 il Bairro Alto si divise in due, da una parte quindi le famiglie aristocratiche e dall’altra i creativi, gli artisti squattrinati, le librerie, i ristoranti e gli antiquari.

Oggi il quartiere è scelto come luogo dei giovani e del divertimento, soprattutto nei fine settimana tra le chiacchiere e la musica di qualche esclusivo locale jazz. Se il Bairro Alto è il quartiere trendy e fantastico di notte, il Chiado è il quartiere elegante e alla moda durante il giorno. Infatti di giorno il Bairro alto non è molto vivo.

Il Chiado di Lisbona

Chiado lisbona
Chiado lisbona fonte foto:10cose.it

Il Chiado è il famoso quartiere dello shopping e del teatro di Lisbona, con una selezione di monumenti storici, teatri, negozi tradizionali e raffinati, interessanti café e ristoranti e librerie.

Il Chiado, gravemente danneggiato dalle fiamme nel 1988 e dai terremoti, è stato ricostruito così bene e in uno stile così fedele a quello originario, che passeggiando per queste strade non ci si accorge di nulla.

Chiado, che significa astuto e malizioso, è proprio una zona che rispecchia queste caratteristiche, come le caratteristiche di Antonio Ribeiro, poeta e frate, che veniva soprannominato “O Chiado“. Fu il quartiere preferito da Pessoa, malinconico poeta e scrittore portoghese, che si trovava spesso al caffè A Brasileira, che si trova in Rua Garrett, che amava molto e dopo trascorreva gran parte delle sue giornate. È d’obbligo una foto con la copia in bronzo del poeta seduto al tavolino del bar, che ricorda appunto ai turisti che qui Pessoa passava le sue giornate a leggere e scrivere.
Passate anche a visitare le imponenti rovine gotiche della Chiesa del Carmo, semidistrutta dal terremoto del 1755 e lasciata così, a futura memoria di quello che è stato.

Belém a Lisbona

belem lisbona
belem lisbona

Il quartiere di Belém è molto grazioso e ampio ed è qui che troviamo molte delle più importanti attrazioni turistiche della capitale, tra splendidi monumenti storici, come il Monastero dei Jerònimos ed il Padrão dos Descobrimentos (Monumento alle scoperte), affascinanti musei e giardini colorati e ben tenuti, il tutto lungo le acque dell’estuario del Tago. La sua storia è strettamente legata alle scoperte marittime: proprio da qui le navi portoghesi partivano in cerca di ricchezze e nuove terre da conquistare.

Merita sicuramente una sosta la Torre di Belém, realizzata per essere faro e fortezza del porto di Restelo. La particolarità del quartiere risiede proprio nello stile architettonico delle sue strutture che sono caratterizzate da gotico iperdecorato, il Manuelino.

Monastero de Los Jeronimos

Los Jeronimos monastero
Los Jeronimos monastero fonte foto:losapuntesdelviajero.com

Il Monastero de los Jeronimos, patrimonio UNESCO, è il più importante monumento di Lisbona e si trova nel quartiere di Belém. Fu costruito nel 1505 per festeggiare il ritorno dell’esploratore portoghese Vasco de Gama che aveva appena scoperto la rotta per l’India.

Questa importante meraviglia architettonica, prende il nome dai monaci dell’Ordine di San Girolamo, a cui fu donato dopo la costruzione. Il nome del quartiere prende spunto dalla chiesa di Betlemme dentro il Monastero, in cui sono ospitate le tombe di Vasco de Gama (sinistra) e Luis Camoes. La tomba di Fernando Pessoa, il più conosciuto scrittore portoghese si trova invece nel bellissimo chiostro, considerato il più bell’esempio di stile manuelino.

Tram, funicolari e ascensori di Lisbona

funicolare lisbona
Funicolare lisbona. fonte foto: animatedweb.it

Per apprezzare veramente Lisbona e scoprire pienamente tutta la sua bellezza, dovete muovervi in tram.
Fate un giro sulla leggendaria linea turistica 28 che vi farà scoprire tutto il quartiere dell’Alfama.
I tram di Lisbona sono leggendari, affrontano senza paura la pendenza di vicoli e vicoletti senza mai arrendersi. Lisbona, situata su un territorio collinare, è piena di funicolari e ascensori. Le funicolari sono la Gloria che sale verso il Bairro Alto, la Bica e la Lavra (la prima costruita in tutta Europa)L’ascensore è l’Elevador de Santa Justa, neo-gotica e in ferro, costruita a fine 800 da un allievo di Gustave Eiffel. Con i suoi 32 metri di salita e due cabine in legno spettacolari, porta direttamente nel Chiado, davanti alla Chiesa del Carmo.

Il Miradouro de Santa Luzia a Lisbona

miradouro santa luzia
miradouro santa luzia fonte foto:lisbona.info

Tutte le foto panoramiche che avete mai visto di Lisbona, sono fatte dal Miradouro de Santa Luzia, che sorge subito sotto al Castello de Sao Jorge, prendendo Rua da Saudade.

Questo capolavoro metà umano e metà naturale vi apre uno scenario da favola, i tetti dell’Alfama, l’orizzonte di Lisbona con le splendide azulejos (piastrelle decorate) che decorano il muretto del belvedere. Le azulejos sono una tradizione portoghese millenaria.
Dando per un momento le spalle del panorama, sulla facciata della chiesa di Santa Luzia, ci sono due splendidi mosaici di azulejos: uno raffigura il Terreiro do Paço (l’attuale Praça do Comércio) prima del terremoto del 1755 e l’altro i crociati alla riconquista di Lisbona. Vi consigliamo di andare al Miradouro verso l’ora del tramonto, magari con una birra in mano.

Cosa mangiare a Lisbona

Gli alimenti particolarmente tipici della cucina portoghese sono il bacalhau e Porto. Ma per deliziare il vostro palato, ci saranno molti altri sapori tipici, tutti da provare.

Per mangiare benissimo, assaggiare i piatti tipici e non pagare uno sproposito, dovete recarvi nelle tascas, caffetterie molto modeste gestite da famiglie portoghesi. La caratteristica di questi locali è che basta sedersi e, anche senza dir nulla, il vostro tavolo vedrà popolarsi di un sacco di antipasti, olive nere, affettati, formaggio di capra e prosciutto affumicato. 

Senza ombra di dubbio il bacalhau è il piatto forte della città, si dice che esistano ben 366 modi di cucinarlo, uno per ogni giorno dell’anno, più uno ovviamente per il 29 febbraio degli anni bisestili. Però anche alcuni piatti di carne meritano la vostra attenzione e il vostro palato. La caldeirada, uno stufato a base di diversi tipi di pesce e crostacei, il tutto ricoperto da erbe e pomodoro. Il cozido à portuguesa, stufato a base di carne e legumi, e il sarrabulho, con fegato di maiale o anatra marinata nel vino rosso e legato con il sangue di maiale. Il caldo verde è una zuppa a base di patate, cipolle, cavoli ricci e fette di salsiccia di maiale, spesso preparato durante le feste tradizionali portoghesi, come quelle in onore dei santi delle città. È d’obbligo accompagnare il vostro pasto con del buon Porto. Concludetelo invece con un pasteis de nata, tipico dolce locale.

Dove dormire a Lisbona

Trovare un posto dove dormire economico a Lisbona non è assolutamente un problema. Ci sono alberghi di ogni livello e sono molto diffusi i motel, gli hotel sulla strada. Potete anche scegliere, pagando un poco di più di prenotare una camera in una pousadas, dimore di grande valore storico che sono state adattate ad hotel.

I portoghesi preferisco alloggiare nelle pensao, tipiche pensioni a gestione familiare, molto confortevoli e accoglienti. Non mancano ovviamente anche i bed & breakfast per chi non vuole spendere tanto e gli appartamenti, che qui sono chiamati quartos, aparthotel o turismo de abitacao, per chi desidera una maggiore indipendenza.

Cosa fare, vedere e mangiare a Budapest

Cosa fare vedere e mangiare a Budapest in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Budapest per molti aspetti viene definita la “Parigi dell’Est“. Entrambe hanno un fiume che le divide in due e sul quale si affacciano imponenti castelli e bei palazzi, entrambe hanno una collina in città dalla quale godere di un panorama mozzafiato sulla città.
Nonostante queste analogie Budapest ha una propria identità, o forse in realtà anche più di una.

Infatti Budapest è nata nel 1873 dall’unione di tre città: Buda, Pest e Óbuda, separate dall’acqua, ma unite tra di loro dal Ponte delle Catene e da altri sette ponti. Pochi giorni bastano per godere della capitale ungherese e passare dalla Budapest romana a quella medievale con il Castello, navigando sul Danubio e un bel viaggio nel tempo nelle stazioni della metro, ancora ferme a 130 anni fa.

Cosa vedere a Budapest

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Budapest per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Il Quartiere di Buda a Budapest

Il quartiere di Buda, situato sulla riva destra del Danubio, è stato il primo nucleo della città di Budapest, infatti ancora oggi si identifica con la parte più vecchia dell’attuale città. Su questa collina e tra le mura del suo Castello vennero a rifugiarsi gli abitanti di Pest quando ormai gli attacchi dei mongoli divennero insostenibili.

Nacque una città bellissima, capace di confrontarsi con le vicine Praga e Vienna. Purtroppo però la storia la trasformò, perché prima i turchi la conquistarono (1541) e la trasformarono: le chiese divennero moschee e sorsero minareti e bagni turchi. Poi i bombardamenti e la ricostruzione per venire di nuovo abbattuta nel 1945. Dello splendore precedente purtroppo non rimase più molto. Fu infatti ricostruita mantenendo il vecchio aspetto. Oggi passeggiando tra le sue vie incontriamo il Palazzo Reale, la Chiesa di Mattia e alcuni scorci molto belli.
Sicuramente Buda merita una visita.

Il Quartiere Pest a Budapest

pest
pest

Mentre Buda è la parte antica e nobile della capitale ungherese, Pest è la parte moderna e innovativa. Mentre a Buda regna la tranquillità, Pest è disordinata e irrequieta.

Nella zona di Pest, con i negozietti degli stilisti e dei giovani artisti, esce fuori tutta l’anima creativa della città. Non ci sono grandi musei da visitare, però tra il Palazzo del Parlamento, il Duomo di Santo Stefano, la Grande Sinagoga e il Museo etnografico resterete affascinati da tanta bellezza. Non perdetevi la Casa del Terrore, usata sia dai nazisti che dai comunisti, come luogo di tortura.

Qui potrete anche godervi un po’ di shopping (viale Andrássy) che in un viaggio che si rispetti, non può mancare.

Il Museo di Belle Arti di Budapest

museo belle arti budapest
fonte foto:placesonline.com

Il Museo delle Belle Arti di Budapest è considerato uno tra i musei d’arte più ricchi del mondo. Forse non ci si aspetta molto da un museo in un paese dell’est così martoriato nell’arco della sua storia, ma questo museo si può paragonare al Prado di Madrid o al Louvre di Parigi.

Nel Museo possiamo trovare i preziosi manufatti del mondo greco-romano, la collezione egizia, le sculture, le stampe e i disegni, la galleria dei Maestri antichi e quella dei maestri contemporanei, tra i quali Giotto, Tiepolo, Raffaello, Tiziano, Velázquez, Ribera, El Greco, Murillo, Goya, Pieter Bruegel il Vecchio, Rubens, Van Dyck, Rembrandt, Albrecht Dürer. Nella collezione dell’Ottocento e Novecento invece ci sono opere di tutti i maggiori impressionisti francesi, Renoir, Monet, Manet, Delacroix, Gauguin, Cezanne, Picasso e altri.

Il Parco delle Statue di Budapest (Memento park)

memento park
memento park

Gli abitanti di Budapest sono stati più furbi degli abitanti di molte altre città dell’est. Invece di approfittare della fine del Comunismo e distruggere tutte le statue, sfogando quindi sul marmo decenni di mancata libertà, hanno trasformato questi ricordi di marmo in un strumento di sfruttamento della memoria, per quanto brutta possa essere. Hanno cioè raccolto tutte le statue che rappresentavano i grandi potenti del comunismo (tra i quali Marx, Lenin, Stalin, Bela Kun) insieme ad anonimi soldati liberatori dell’ex Urss e hanno creato un Memento Park del comunismo. Se siete appassionati di spionaggio, potete girare per le sale della mostra su come veniva addestrata una spia comunista. È un bellissimo parco sulla memoria del popolo dell’est, merita una visita.

I bagni termali di Budapest

bagni termali budapest
fonte foto:viaggiandonelmondo.it

I romani, appassionati di terme, fondarono a Budapest “Aqiuncum”, delle grandiose terme, di cui ancora oggi si possono vedere i resti in diversi posti di Óbuda. Da allora, Budapest è sempre stata una città termale. Oggi infatti è l’unica capitale europea con le terme e nel 1934 ha ottenuto l’appellativo di “città termale”. Anche voi in vacanza potrete godere di questa bella e lunga tradizione, 70 millioni di litri al giorno con una temperatura da 21 a 78 C°, in bagni termali grandi e piccoli.

La Grande Sinagoga di Budapest

sinagoga budapest
sinagoga budapest

Budapest conta tra la sua popolazione una delle più numerose comunità ebraiche, basti pensare infatti che ancora oggi sono attive 22 sinagoghe, di cui molte in scuole, ospedali o case private. Proprio nel cuore del ghetto ebraico è attiva la più grande Sinagoga d’Europa.

Edificata nel 1859 in stile neo-moresco, può ospitare fino a 3.000 persone. Nella parte bassa della sinagoga ci sono posti per 1.497 uomini, mentre al piano superiore 1.472 per le donne.
Nel giardino della Sinagoga, proprio sopra una ex fossa comune, c’è un monumento che ricorda gli ebrei uccisi dai nazisti tra il 1944 e il 1945: è un albero di salice, chiamato “Albero della vita”, con foglie di metallo. Su ognuna di esse è inciso il nome di un martire. All’interno della Sinagoga ha sede il museo che ricorda la vita quotidiana degli ebrei ungheresi e le persecuzioni durante la Seconda guerra mondiale. Sorge sul luogo dove nacque Theodor Herzl, il padre del Sionismo e dell’idea di uno stato ebraico.

L’Isola di Margherita di Budapest

isola margherita budapest
isola margherita budapest

Budapest ha bisogno di essere visitata con calma. Merita la vostra attenzione il giro sul Danubio con sosta e giro sull’Isola di Margherita (la si può raggiungere anche attraverso l’omonimo ponte).

Situata al centro del Danubio, è composta principalmente da un parco. La cosa più bella è affittare una bicicletta sul posto e girare in lungo e in largo per scoprire ogni angolo dell’isola. In fondo è lunga solo 2,5 km e larga appena 500.
Prima dell’Isola di Margherita, c’erano tre isolotti distinti: l’isola Balneare, l’isola dei Pittori e l’isola delle Lepri. Unite dal cemento alla fine del 1800, oggi formano un’unica grande isola che prende il nome dalla figlia del re Béla IV, Margherita, che dopo l’invasione tartara si ritirò in un monastero sull’isola stessa (oggi ne sono rimasti solo i ruderi purtroppo).
Oggi l’Isola è il luogo preferito dagli abitanti che cercano poco smog, giardini, parchi per passeggiare e fare sport, o che sognano di farsi un bagno nelle acque termali della grande piscina all’aperto Palatinus. Tra le altre attrazioni c’è anche la fontana musicale, con getti d’acqua alti fino a 25 metri, che funziona in sincronia con l’orologio che batte le ore con la diffusione di pezzi musicali. Ovviamente nei mese estivi è affollatissima.

Il Palazzo del Parlamento a Budapest

parlamento budapest
parlamento budapest

Il Palazzo del Parlamento di Budapest è uno dei simboli cittadini, forse il più conosciuto e fotografato. Per la costruzione, tra il 1885 ed il 1904, l’architetto Imre Steindl si ispirò al Parlamento di Londra e al Duomo di Colonia.
Il gotico delle guglie, torrette, arcate e finestre, contrastano con il barocco e rinascimentale dell’interno. La grande facciata sul Danubio non rende però giustizia alla grandezza complessiva del palazzo: quasi 18.000 mq, 27 ingressi e 691 stanze. Non c’è che dire, il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro e i parlamentari hanno una gran bella dimora in cui svolgere le loro funzioni!

Cosa mangiare a Budapest

Gli alimenti base della cucina ungherese non sono particolarmente leggeri, ma sicuramente gustosi. Troviamo piatti con carne, patate, cipolla, spezie o paprika. Le caratteristiche fondamentali sono i sapori intensi, ottenuti grazie all’abbondante uso di spezie.

Con il clima particolarmente rigido (in inverno può arrivare anche a -50 gradi sotto lo zero), il corpo richiede calorie e il palato di consolarsi un po’. Così tutto inizia con il lardo soffritto con l’aggiunta della paprika. Questa è la base del famoso Goulash, il piatto tipico per eccellenza. Non esiste un goluash uguale ad un altro, perché ognuno lo cucina in maniera propria, con una propria variante: non devono però sicuramente mancare carne, patate, pepe e paprika. Ci sono altre zuppe tipiche, come la halászlé (una zuppa a base di pesce), mentre il piatto di carne più famoso è il maiale con paprika e patate. Dovete provare pure il porkolt (spezzatino di carne a base di cumino e cipolla). Ci sono tanti piatti da gustare, basta solo prepararsi a lunghe digestioni.

Dove dormire a Budapest

Budapest è una delle destinazioni europee in crescita grazie all’aumento dei voli low cost. I prezzi degli alberghi ancora accettabili e una buona ospitalità turistica, spiegano il successo in crescita della capitale ungherese. Infatti è entrata ormai nella top ten delle capitali europee, turisticamente parlando. Sono presenti sul territorio molti hotel, B&B e pensioni. Vi consigliamo di alloggiare nella parte centrale che permette di muoversi con maggiore libertà, soprattutto di sera.

Roma la città Eterna: monumenti e luoghi da visitare

Cosa fare vedere e mangiare a Roma in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Come descrivere Roma in poche righe? Come scegliere cosa vedere in una città piena di meravigliosi monumenti, fontane, piazze, statue, musei e opere d’arte di ogni genere? È difficile pensare che questa meravigliosa città sia nata da un piccolo insediamento di pastori sul colle Palatino (secondo la trazione il 21 aprile del 753 a.C.) e da una lupa che ha allattato due bambini (Romolo e Remo) come fossero suoi cuccioli.

L’unica cosa certa è che Roma è invasa ogni giorno da milioni di turisti che rimangono ammaliati dal fascino di questa città. Roma infatti ha un fascino che la rende una città unica al mondo. Cercheremo di indicarvi alcune cose che assolutamente meritano una visita durante una vacanza a Roma.

Cosa vedere a Roma

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Roma per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Il Colosseo a Roma

colosseo roma
colosseo roma

Tra le prime cose che vi consigliamo di vedere a Roma, c’è senza ombra di dubbio il Colosseo. Fu inaugurato come Anfiteatro Flavio, chiamato Colosseo più avanti, probabilmente per via dell’enorme statua conosciuta con il nome di “Colosso del Dio Sole”, posta nelle vicinanze e che aveva le sembianze di Nerone.

La sua costruzione fu voluta dall’imperatore Vespasiano (fondatore della dinastia dei Flavi). Gli antichi romani assistevano al suo interno a lotte tra gladiatori e animali feroci oppure alle simulazioni di battaglie navali. Tito, il figlio successore di Vespasiano, aggiunse due ordini di posti alla struttura principale e per festeggiare l’opera (80 d.C.) indisse ben cento giorni di giochi.

Il Colosseo impone la sua maestosa presenza al centro della città. Intorno troverete molti “centurioni” (simpatici personaggi vestiti con il tipico abbigliamento dei combattenti romani), tra una battuta in romanaccio e una fotografia, sono entrati a far parte anch’essi della tradizione.

Resterete affascinati dal Colosseo, specialmente la sera, con tutte le luci accese. Se è vero che quando cadrà il Colosseo, cadrà Roma e insieme a lei il mondo intero, speriamo vivamente che la costruzione regga ancora per un bel po’.

Il Pantheon di Roma

Pantheon roma
Pantheon roma

Il Pantheon sorge, secondo la leggenda, nel punto in cui Romolo, alla sua morte, fu afferrato e portato in cielo da un’aquila. Con la sua cupola e il colonnato, il Pantheon è uno dei monumenti romani più visitato.

Il tempio è dedicato a tutte le divinità (Pan- tutti  Theon- divinità), costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.C. in sostituzione di un precedente tempio di Marco Agrippa consacrato a Marte e a Venere. Nel 609, il tempio romano fu convertito in basilica cristiana con il nome di Santa Maria ad Martyres.

Nel 1870 ha assunto il ruolo di sacrario dei re d’Italia, infatti vi troviamento le tombe di Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia, oltre a quella di Raffaello Sanzio.
La caratteristica principale è la grande cupola emisferica del diametro di 43,3 m pari all’altezza dal pavimento, sulla cui sommità vi è la grande – ed unica – apertura (9 m.), l’oculus (occhio).

Da questo foro proviene la luce (e l’acqua quando piove, che però defluisce rapidamente). Quando piove, l’apertura crea un “effetto camino”, cioè una corrente d’aria in salita che porta alla frantumazione delle gocce d’acqua. Così, anche quando la pioggia fuori è battente, la sensazione è che all’interno piova meno. Il Pantheon merita sicuramente una visita.

I Musei Vaticani di Roma

musei vaticani roma
musei vaticani roma

I Musei Vaticani sono nati dal mecenatismo dei papi che per secoli raccolsero e commissionarono opere straordinarie. Sono considerati fra i più bei complessi museali al mondo (13 musei, l’uno diverso dall’altro) e racchiudono una delle più belle collezioni d’arte del pianeta. Possiamo ammirare le pregiatissime opere dell’antichità greca e romana (il Lacoonte, l’Apoxyomenos, l’Apollo del Belvedere), dell’arte egiziana (mummie) ed etrusca (Marte di Todi).

La piccola Pinacoteca custodisce una collezione di dipinti che va dal XII al XIX secolo, con opere di Raffaello, Caravaggio e Leonardo da Vinci.

Girando per i Musei, incontrerete anche alcune sale affrescate, come l’Appartamento Borgia affrescato dal Pinturicchio intorno al 1490, le Stanze di Raffaello, ovvero le quattro sale utilizzate da papa Giulio II come propria residenza decorate da Raffaello e la famosa Cappella Sistina (dal nome del suo fondatore, papa Sisto IV) che Michelangelo ha reso uno dei tesori artistici più apprezzati e celebrati al mondo (visitato da circa 20.000 visitatori al giorno).

Gli affreschi della Creazione (sulla volta) e del Giudizio Universale (sulla parete dell’altare), sono considerati fra i più grandi ed intensi capolavori pittorici della storia dell’arte mondiale. I Musei Vaticani meritano senza ombra di dubbio una visita, resterete affascinati da tanta bellezza.

Fontana di Trevi a Roma

fontana di trevi
fontana di trevi

Se avete qualche desiderio, non esitate a lanciare una monetina nella Fontana di Trevi, così la tradizione vuole che si realizzi. Progettata dall’architetto Nicolò Salvi, la Fontana riceve le acque dell’acquedotto Vergine dai tempi di Augusto.

La bellezza della costruzione lascia davvero senza fiato per la sua imponenza. Notate un particolare che, si dice fu realizzato semplicemente per ripicca: sulla destra della Fontana di Trevi si trova un vaso di travertino, detto “Asso di coppe” che secondo la leggenda fu messo lì da Salvi stesso per coprire la visuale dalla bottega di un barbiere che criticava continuamente il suo lavoro durante la costruzione.

Guardando la fontana notiamo riferimenti al mare, il barocco incontra il classicismo in una perfetta armonia. La Fontana di Trevi si vede spesso nei film perché è un set cinematografico molto amato, teatro di manifestazioni e palcoscenico di grandi feste. Soltanto Anita Ekberg ne “La dolce vita“, ha avuto il permesso di farsi il bagno nella fontana. Non ci provate pure voi, altrimenti sarete costretti a fare i conti con le forze dell’ordine che, vi garantiamo, non la prenderanno per niente bene.

Piazza Navona a Roma

piazza navona roma
piazza navona roma

Piazza Navona è una delle piazze più frequentate, sia dai romani che dai turisti, il luogo ideale dove intrattenersi a chiacchierare, stando comodamente seduti al tavolino di un bar ammirando la bellezza delle sculture e delle architetture barocche. Questa piazza diventa un bellissimo spettacolo soprattutto durante il periodo natalizio, quando si riempie di caratteristiche bancarelle.

Piazza Navona sorge nel luogo dell’antico stadio di Domiziano (da qui la sua forma ovale), voluto dall’imperatore per ospitare le gare di atletica, infatti fino al XIX secolo, nella piazza furono organizzati spettacoli ludici e sportivi. Nel mese di agosto la piazza veniva allagata chiudendo gli scarichi delle fontane, per offrire un po’ di frescura ai romani.

Qui spicca la Fontana dei Quattro Fiumi, di Bernini (1651). I 4 fiumi sono il Gange, il Danubio, il Rio della Plata e il Nilo, rappresentati da quattro giganti disposti su una roccia piramidale dalla quale si eleva un obelisco romano. Nella piazza troviamo pure la chiesa di Sant’Agnese in Agone dalla facciata concava, progettata da Borromini per dare risalto alla cupola.

Ci sono anche la Fontana di Nettuno o dei Calderari, all’estremità settentrionale, e la Fontana del Moro che fronteggia Palazzo Pamphilj (a sud della piazza), disegnate da Giacomo della Porta.

La Basilica di San Pietro a Roma

basilica di san pietro
basilica di san pietro

La Basilica di San Pietro, situata nella Città del Vaticano, non è tuttavia la cattedrale di Roma, perché tale titolo spetta alla Basilica di San Giovanni in Laterano.

In quanto Cappella pontificia, posta in adiacenza del Palazzo Apostolico, la basilica di San Pietro è la sede delle principali manifestazioni del culto cattolico. È infatti il cuore della Chiesa cattolica e sorge dove nel 324 Costantino fece costruire un santuario in onore del Primo Apostolo, che lì fu crocifisso e sepolto.

Nel 1506, papa Giulio II incaricò Donato Bramante di progettare la costruzione della Basilica, quindi insieme a Michelangelo e Giacomo della Porta furono alcuni degli architetti che parteciparono alla costruzione di San Pietro, negli oltre cento anni impiegati per completare la grandiosa opera.

I maggiori artisti del Rinascimento romano e del barocco hanno lasciato lì capolavori di straordinaria bellezza, come la Pietà di Michelangelo, la Cattedra di S. Pietro, il monumento di Urbano VIII e il sontuoso Baldacchino del Bernini.
Con la cupola di Michelangelo e la monumentale facciata, la Basilica di San Pietro domina lo spettacolare portico a colonnato di piazza San Pietro, capolavoro architettonico del Bernini. È oggi la chiesa più grande del mondo (22.000 mq di superficie).

È un luogo grandioso, imperdibile per pellegrini e visitatori che arrivano da ogni parte del mondo per vedere tale meraviglia.

Villa e Galleria Borghese a Roma

villa borghese roma
villa borghese roma

Il parco di Villa Borghese è il “cuore” verde di Roma. Progettato nel 1605 per il cardinale Scipione Borghese (nipote prediletto di papa Paolo V), rimaneggiato nel corso dei secoli dai suoi successori, acquistato dallo Stato agli inizi del Novecento, questo grande parco pubblico è tutt’oggi, un autentico giardino delle delizie.
Passeggiando per il parco (di 6 km di circonferenza) incontreremo statue neoclassiche, costruzioni esotiche, un laghetto artificiale, un’uccelliera, numerose fontane, giardini e boschetti, uno zoo (il Bioparco), un anfiteatro (Piazza di Siena) ed alcuni musei.

La più famosa è la Galleria Borghese, ospitata nell’omonima villa secentesca (nota come Casino Borghese), è stata concepita per custodire la magnifica collezione privata Borghese, costituita inizialmente da Scipione, al quale si deve il nucleo più importante della stessa. La villa è divisa in due sezioni: la raccolta di sculture (Museo) al pianterreno, tra le quali si possono ammirare alcuni capolavori del Bernini (“Ratto di Proserpina”, “Apollo e Dafne”) e la famosa Paolina Borghese raffigurata dal Canova; e la pinacoteca (Galleria) al primo piano, che comprende opere di grandi maestri della pittura come Tiziano, Antonello da Messina, Raffaello, Perugino, Caravaggio e Rubens.

Piazza di Spagna e Trinità dei Monti a Roma

piazza di spagna roma
piazza di spagna roma

Piazza di Spagna è una tappa obbligatoria durante una vacanza a Roma. Spesso scenario di sfilate di alta moda e celebre protagonista di numerosi film, la piazza insieme alla scalinata di 135 gradini di Trinità dei Monti è conosciuta e amata in tutto il mondo.

Tanti personaggi storici sono passati di qui, come Giuseppe Balsamo (Cagliostro), noto alchimista ed esoterista, che alloggiava in una delle locande adiacenti alla piazza. Si narra che il suo arresto avvenne proprio in piazza e che il fantasma della moglie si aggiri ancora in questa zona, perché fu proprio lei a denunciare il marito al Sant’Uffizio (la congregazione della sacra romana e universale Inquisizione).

Quando vi siederete insieme a migliaia di turisti sulle scale, anche se non si può, respirate un po’ di quella bella atmosfera (più rassicurante oggi). Se visitate Roma durante la stagione calda, usate la Barcaccia (la fontana che si trova al centro della piazza) per rinfrescarvi un po’.

Cosa mangiare a Roma

La cucina romana è popolare, semplice ma saporitua, genuina ma abbastanza sostanziosa ed è rimasta inalterata nei secoli. È una cucina che si basa sull’uso di erbe aromatiche, di avanzi e frattaglie, di strutto, olio e battuto a base di lardo, guanciale, ventresca e grasso di prosciutto.

Assolutamente da provare sono i primi bucatini all’amatriciana (la ricetta originaria nasce ad Amatrice, una città del Lazio, dove la pasta con guanciale e pecorino, erano il piatto tipico dei pastori e dei montanari dell’Appenino centrale), la cacio e pepe, la carbonara (realizzata in principio con le razioni di cibo degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale).

Come secondi da provare sono i saltimbocca, la trippa, l’abbacchio alla romana, la coda alla vaccinara, il fritto misto di carne, la porchetta della vicina Ariccia e come contorno i carciofi alla romana o alla giudia, la cicoria e le puntarelle.

Se tutto questo ancora non vi è bastato, provate anche il maritozzo con la panna!
Se invece visitate Roma durante la stagione calda, fermatevi dai venditori ambulanti in giro per la città e provate la grattachecca, è una bevanda rinfrescante tipica fatta con ghiaccio grattato a neve al quale vengono aggiunti uno o più sciroppi (amarena, tamarindo, menta, orzata, cocco, limone…) o succhi di frutta.

Dove dormire a Roma

A Roma il turismo o qualche evento, qualche concerto o manifestazione, fanno sì che la città sia perennemente invasa da turisti o scolaresche. Quindi trovare un posto a dormire economico è molto difficile. Sicuramente Roma è ricca di posti letto, quindi un posto si troverà sempre, ma se riuscite però a prenotare in anticipo, risparmierete molto e magari avrete più possibilità di scelta.

Ovviamente alloggiare nel centro storico richiede una spesa elevata o una capacità di adattamento ad hotel piccoli, senza colazione o servizio. Molte più possibilità arrivano dagli hotel appena fuori il centro nei quartieri più periferici. Il prezzo medio di un hotel 3 stelle a notte parte da 80 €.

Cosa fare, vedere e mangiare a Parigi

Cosa fare vedere e mangiare a Parigi in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Parigi è una città splendida, merita di essere visitata almeno una volta nella vita. È considerata la città degli innamorati, ma non solo, offre molto, tra musei, monumenti, chiese, quartieri caratteristici, cibo e tanto altro.

Certo, alcuni posti a Parigi sono irrimediabilmente romantici, come Montmartre vista da una mansarda oppure le luci soffuse dei localini del Quartiere Latino tra i parigini oppure ancora le piazzette e gli angoli del quartiere Marais oppure Ville Lumière. Potete fare un giro della Senna in battello, che consente un’affascinante esplorazione della città e del fiume.

A Parigi anche il cibo vi stupirà! Se non vi fermate ai locali per turisti, scoprirete il meglio della cucina francese che non si limita a croissant, formaggi e salsine varie.

Cosa vedere a Parigi

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Parigi per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Montmartre a Parigi

moulin rouge montmartre
moulin rouge montmartre

Nel 1800 il quartiere di Montmartre (Monte dei Martiri o Monte di Marte) era considerato maledetto perché era scelto dagli artisti squattrinati in cerca di fortuna e dai borghesi annoiati amanti delle prostitute e del Moulin Rouge.

Era un quartiere sfacciato, una città nella città, scelto come casa da Picasso, Van Gogh e Modigliani.
Diventò una zona popolare atta al divertimento. Rappresenta il punto più alto di Parigi e sulla sua sommità c’è la Basilica del Sacro Cuore ed è stato la culla della vita Bohème durante la Belle Époque. Oggi Montmartre è un quartiere molto amato, dove la folla di turisti rende difficile anche muoversi, possiede comunque ancora un fascino particolare tutto da vivere.

Basilica del Sacro Cuore di Parigi

basilica sacro cuore parigi
basilica sacro cuore parigi

La Basilica del Sacro Cuore di Parigi fu costruita con pietra calcarea, che ha la caratteristica di non trattenere polvere e smog, così dopo ogni pioggia risulta ancora più splendente. Fu costruita nel 1873 nella sommità del quartiere di Montmartre, che allora era ancora poco più di un villaggio.

La decisione di costruire la basilica venne presa subito dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, per donare alla nazione la fiducia e l’ottimismo necessari ad una nuova rinascita. Dopo l’inaugurazione, inizialmente venne snobbata dagli abitanti di Montmartre che continuarono ad andare a messa alla Chiesa di Saint Pierre, una delle più antiche di Parigi.

Il Museo D’Orsay a Parigi

musee orsay parigi
musee orsay parigi

Il Museo d’Orsay ha un fascino antico e prezioso, nel cuore di Parigi, lungo la Senna. La struttura e l’architettura del Museo sono assolutamente moderne, ma osservando il complesso da determinati punti, ci si ritroverà sorpresi di scorgere lo scheletro appena accennato della vecchia stazione.

Infatti il luogo in cui sorge era prima la vecchia stazione d’Orsay, trasformata in occasione dell’esposizione Universale di Parigi del 1900.

Le opere d’arte presenti incantano gli occhi, gareggiando sempre per bellezza e quantità di opere con il vicino Louvre. I prati di Manet e i papaveri di Monet, l’autoritratto di Van Gogh e le splendide ragazze tahitiane di Gauguin, questi sono solo alcuni dei gioielli presenti e li troverete insieme a migliaia di altre bellissime opere d’arte.

Il Louvre di Parigi

louvre
louvre

Il Louvre è uno dei più celebri musei del mondo ed uno con il più alto numero di visitatori. Il museo ha preso il nome dal palazzo che lo ospita, originariamente una fortezza, costruita alla fine del XII secolo.

Negli anni ottanta si propose un rinnovamento dell’intera area e in questa occasione venne progettata una piramide di vetro e acciaio, posizionata in maniera da illuminare un grande atrio sotterraneo che avrebbe funto da nuovo ingresso principale al museo, oltre al Carrousel du Louvre che è una vera e propria città sotterranea con bar, negozi, auditorium, servizi, libreria e un sala per le esposizione temporanea.

Trovate le bellezze dell’arte egizia, greca, romana e altre; le opere di Antonello da Messina, Botticelli, Michelangelo, Canova, Leonardo, Caravaggio, Raffaello, Giotto, Tiziano, Cézanne, Degas, Delacroix, Bosch, van Eyck, Rembrandt, Velázquez e molti altri ancora.

Nel Louvre c’è di tutto e purtroppo non è possibile ammirare centinaia di capolavori in una sola giornata. Quindi vi consigliamo di decidere in anticipo quali opere e pianificare il giro che deciderete di fare. Vi consigliamo di dedicare solo uno sguardo veloce alla Gioconda perché è sempre attorniata da una miriade di turisti.

La Torre Eiffel di Parigi

tour eiffel paris
tour eiffel paris

La Torre Eiffel fu nella storia respinta, criticata e poi finalmente amata. Questa grande struttura in ferro, la cui punta sembra voler toccare le nuvole, oggi è il simbolo di Parigi. È costruita con ben 18.038 pezzi di metallo ed è stata ultimata il 31 marzo 1889.

Secondo i piani però doveva essere smantellata dopo soli due anni, invece per nostra fortuna è ancora lì. Mentre riceveva pesanti umiliazioni da parte degli intellettuali (c’è chi la definì “uno scheletro di torre“, chi “un lampadario assolutamente tragico” o ancora “un comignolo di plastica“), ben 2 milioni di persone la visitavano e attualmente con i suoi 6 milioni di visitatori l’anno, è il monumento più frequentato del mondo.

Una visita con foto sotto la Torre è un obbligo per chiunque visiti Parigi. Resterete sbalorditi dall’illuminazione notturna e dal gioco di luci che puntualmente parte i primi 10 minuti di ogni ora.

Il Quartiere Latino di Parigi

quartiere latino parigi
quartiere latino parigi

Il Quartiere Latino non è un vero quartiere, ma una zona che trae il suo nome dall’uso esclusivo del latino che si faceva nei corsi erogati dalle scuole e università medievali che vi hanno sede.

In questo quartiere c’è un’aria frizzante e non, come si potrebbe pensare dal nome, una moltitudine di localini spagnoli e portoghesi.

L’atmosfera è francese ed è ricco di locali e di cafè, aperti giorno e notte in ogni periodo dell’anno, straripanti di professori e studenti che, usciti dalle sobrie mura della Sorbona e delle altre istituzioni culturali, cercano distrazione e relax.

L’unica nota straniera la danno l’Istituto del Mondo Arabo e i ristoranti che vendono kebab in Piazza St. Michel.

Se volete fare una sosta dalle lunghe camminate che si fanno quando si visita una città, fermatevi nei giardini del Lussemburgo, giardini alla francese pubblici del Palazzo del Lussemburgo. Sul piccolo stagno al suo interno vengono effettuate regate di barche in miniatura. Il giardino contiene diverse sculture molto belle.

La Cattedrale di Notre-Dame a Parigi

notre dame parigi
notre dame parigi

Notre-Dame de Paris (il cui vero nome è cattedrale metropolitana di Nostra Signora), è il principale luogo di culto cattolico di Parigi. L’elegante e misteriosa signora di Parigi è il centro della Francia, perché proprio davanti al suo ingresso si trova il Punto Zero, ovvero la stella di bronzo dalla quale vengono calcolate tutte le distanze stradali della Francia.

La cattedrale, fin dalla sua fondazione, fu luogo di importanti eventi di rilevanza nazionale. Voluta dal Vescovo Sully per invidia nei confronti della Cattedrale di St. Denis, venne costruita rastrellando soldi in tutta Parigi. Notre Dame ha vissuto momenti bui e di splendore, per essere definitivamente salvata dal fascino di un romanzo: Notre-Dame de Paris di Hugo.

Il romanzo, che ruota intorno alla cattedrale e ai suoi personaggi, le ha restituito prestigio. Custodisce alcune delle reliquie più importanti della cristianità, tra cui un chiodo della croce di Gesù e la corona di spine. Indubbiamente merita una visita, anche se spesso c’è molta coda da fare per entrare.

La Reggia di Versailles a Parigi

reggia di versailles
reggia di versailles

La Reggia di Versailles fu un’antica e grandiosa residenza reale dei Borboni di Francia. È ad una ventina di km da Parigi, ma merita senza dubbio una visita. Se poi siete cresciuti guardando Lady Oscar, non potete proprio perdervela. Resterete affascinati dallo sfarzo e dalla regalità di questa reggia, uno dei palazzi più belli e più grandi al mondo.

Gioiello nato dai capricci di Luigi XIV, soprannominato il Re Sole, la Reggia di Versailles, diventa il riflesso della potenza di questo sovrano. Il Re si trasferì a Versailles perché a Parigi vedeva congiure dei nobili da ogni parte. Vista la sua scelta del nome, Re Sole, le stanze hanno il nome dei pianeti e gravitano attorno all’importante Salone di Apollo (Dio del Sole), non a caso la sua Camera del trono.

La Sainte-Chapelle di Parigi

Sainte-Chapelle parigi
Sainte-Chapelle parigi

Il cattolicissimo re Luigi IX per custodire un pezzo della Croce Santa, uno dei chiodi conficcati nella carne di Cristo e la sua Corona, ordinò la costruzione della meravigliosa Sainte-Chapelle, cappella palatina del medievale palazzo.

Queste reliquie (ancora però non riconosciute autentiche dalla Chiesa) sono attualmente conservate a Notre-Dame, ma la Cappella mantiene integro il suo fascino: è considerata l’espressione più autorevole dell’architettura gotica e il suo splendore lo si coglie già dall’esterno, ammirando le vetrate colorate.

Nella Sainte-Chapelle la parte bassa era il luogo di preghiera del popolo, mentre quella alta ospitava la famiglia reale e i nobili, che raggiungevano la Cappella attraverso un passaggio protetto che portava al Palazzo di Giustizia, allora sede reale.

Entrate ed ammirate la splendida luce che filtra attraverso i 600 mq di splendide vetrate colorate, la più importante testimonianza dell’arte vetraria del XIII secolo. Le scene raccontano diversi episodi della Bibbia, tra cui la Genesi, l’Esodo, la storia delle reliquie della Passione, il Libro dei Re e altro. Il grande rosone sul lato sud (9 metri di diametro), rappresenta invece l’Apocalisse.

Il Mercato delle pulci di St-Ouen a Parigi

Fate una passeggiata al mercato delle pulci di St-Ouen sia se siete appassionati di antiquariato sia se vi piace solo curiosare tra pezze colorate, oggetti strani, libri antichi e non. Si svolge tre giorni alla settimana: sabato, domenica e lunedì. Potete trovare di tutto, dalla patacca cinese con aria retrò a pezzi d’autore e di valore riconoscibili solo dagli esperti e capitati lì per caso. Potete essere fortunati e riuscire a trovare un prezioso e affascinante oggetto d’epoca e fare il grande affare.

Il mercato di Saint Ouen è diviso per sezioni: libri, mobili, vestiti, dischi. Anche se non andate alla ricerca del grande affare, sarete comunque contenti di aver respirato un po’ d’aria caotica, festosa e francese.

Cosa mangiare a Parigi

La cucina parigina è considerata una delle più buone al mondo. Cercate di non fermarvi nei locali tipici per turisti, perché rischierete di mangiare male e spendere tanto.

Al mattino i parigini amano gustare una ricca colazione a base di croissant e baguette (pane lungo) con burro e marmellata. Fermatevi a gustarla in un affollato bistrot.

I piatti tipici da non perdere assolutamente durante una vacanza a Parigi sono: Omelette, famosa frittata di uova farcita con formaggio; escargot, squisite e succulente lumache insaporite con burro e prezzemolo; soupe à l’oignon, zuppa di cipolle (ne vale la pena, è veramente buona); carne di anatra o oca; la carne è uno dei piatti più apprezzati della cucina francese; Foie Gras, fegato d’oca o d’anatra; crepes, con vari ripieni.
Da gustare sono gli innumerevoli formaggi, i più famosi sono il Beaufort, il Brie o il Roquefort. Da accompagnare rigorosamente a un ottimo vino francese.

Come dolci vi consigliamo di non lasciarvi scappare i macarons, meringa e crema. Solo un morso a questo piccolo pasticcino basta per creare dipendenza! Provate anche, se volete per colazione, il pains au chocolat, un semplice saccottino a base di pasta sfoglia con cioccolata all’interno.

Dove dormire a Parigi

Parigi è piena di hotel, appartamenti, b&b, stanze e in ogni quartiere della città. I costi non sono proprio bassi (a partire da 80 € per notte in hotel 2 o 3 stelle). Considerate, nella scelta del posto per dormire, che gli spostamenti possono richiedere anche molto tempo. È necessario quindi cercare un buon compromesso tra costi e la posizione dell’hotel.

Cosa fare, vedere e mangiare a Londra

Cosa fare vedere e mangiare a Londra in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Londra è una città dalle mille sfaccettature, dalle mille culture, dai mille cibi e dalle mille etnie. È una città in cui i signori in inglesi camminano al fianco dei cingalesi, degli italiani, degli indiani, dei brasiliani, dei tedeschi, degli africani, dei giamaicani e qualche altro centinaio di etnie di tutto il mondo.

Questa fusione ha portato Londra ad una importante evoluzione e a diventare la meravigliosa metropoli che è.

È una delle capitali europee che assolutamente merita una visita. È necessario vedere il Big Ben e l’House of Parliament, Buckingham Palace e Cambio della Guardia, tornare bambini facendo un giro sul London Eye, provare i “Fish&Chips”.

Oppure provate a vedere Londra anche da punti di vista un po’ più insoliti. Per esempio fate un giro sulle orme di Jack lo Squartatore, potrebbero aprirsi scenari inaspettati.

Cosa vedere a Londra

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Londra per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Trafalgar Square e National Gallery di Londra

trafalgar square londra
trafalgar square londra

La piazza principale di Londra è Trafalgar Square e la possiamo identificare un po’ come l’icona della città. La piazza, dedicata alla battaglia di Trafalgar, sfoggia al centro una Colonna con Horatio Nelson, in ricordo del celebre ammiraglio eroe della battaglia (sconfisse le flotte spagnole e francesi durante le guerre napoleoniche nel 1805).

In origine la piazza era la sede delle stalle reali, King’s Mews. Dalla piazza si snodano le arterie principali della città: The Mall (il viale che porta a Buckingham Palace), lo Strand (che porta alla City) e Whitehall (che conduce all’House of Parliament). Sulla piazza si affaccia anche la National Gallery.

La National Gallery, fondata nel 1824, custodisce il nudo più famoso dell’arte preistorica, la Venere di Bilendorf, risalente a 25.000 anni fa, e la principale raccolta inglese di pittura, in cui troviamo anche i dipinti di scuola italiana, fra i quali Botticelli, Raffaello e Michelangelo, e i maestri inglesi del ‘700 e ‘800, oltre a una vasta raccolta di opere contemporanee. L’ingresso alla collezione principale permanente è gratuito, anche se talvolta è richiesto il pagamento di un biglietto per accedere ad alcune esposizioni speciali. Non perdetevelo.

Buckingham Palace e Cambio della Guardia a Londra

Buckingham Palace
Buckingham Palace

Buckingham Palace è una tappa obbligatoria durante la visita della città. Si raggiunge da Trafalgar Square, percorrendo il Mall e passando sotto il maestoso Admiralty Arch. È la residenza della monarchia inglese, costruito nel 1703 per il duca di Buckingham, e soltanto in seguito acquistato da Giorgio III che ne fece la residenza sua e della famiglia reale.

Il palazzo reale ha 775 stanze, un immenso parco reale di 20 ettari ed è visitabile solo d’estate (perché durante il periodo estivo la famiglia reale si trasferisce nella residenza estiva, il castello di Windsor).

Dal 1 agosto al 27 settembre infatti viene aperta al pubblico l’Ala Ovest, che comprende alcune stanze degli appartamenti di stato e le scuderie reali, dove sono custodite le favolose carrozze usate dai sovrani nelle occasioni ufficiali.

Inoltre se vi trovate a passare da quelle parti intorno alla 11.30, non perdetevi assolutamente la cerimonia del cambio della Guardi di Sua Maestà: uomini in uniforme rossa, con un ingombrante copricapo di pelliccia nera, che sfilano scambiandosi cenni curiosi.

Questa cerimonia va avanti dal 1660. Per sapere se la regina è a casa, fate attenzione al numero delle guardie, se ce ne sono 4 “The Queen” è a casa.

Big Ben e House of Parliament di Londra

big ben londra
big ben londra

L’House of Parliament (o Palazzo di Westminster) è un imponente edificio di architettura neogotica di 1200 stanze in cui ha sede l’House of Commons e l’House of Lords, le due camere del Parlamento inglese.

Questo palazzo è attraversato in lungo e in largo da 3 km di corridoi, la gigantesca struttura nasconde infatti un labirintico sotterraneo e si dice che George Orwell si sia ispirato proprio a questi sotterranei per descrivere il “Miniver”, il Ministero della Verità di Londra, nel suo romanzo “1984”.
L’House of Parliament è sovrastata da due celebri torri: la Victoria Tower dalla quale si accede al Parlamento e la Clock Tower, la torre del Big Ben. Pochi sanno che il nome Big Ben non appartiene all’orologio, ma all’enorme campana di 13 tonnellate e mezzo (così chiamata perché fu fatta installare da Benjamin Hall) che ha il compito di battere le ore, mentre altre 4 campane più piccole suonano ogni quarto d’ora.
Purtroppo la visita alla Clock Tower, alta 96 metri, è consentita solo ai cittadini britannici, ma si può entrare a visitare le due Camere. Passeggiare di sera da quelle parti e osservare la facciata dell’House of Parliament quando le luci si rispecchiano nel Tamigi ridisegnandone il profilo, raddoppiano lo spettacolo.

Tate Gallery di Londra

millennium bridgePasseggiando per il Millennium Bridge, ponte pedonale spettacolare in acciaio che collega direttamente la riva nord del Tamigi alla riva sud, si arriva proprio alla Tate Modern, la galleria d’arte nata dal progetto di espandere e dividere la collezione d’arte britannica contemporanea da quella del passato custodita nella Tate Britain. Entrambe, insieme alla Tate Liverpool e la Tate St. Ives in Cornovaglia formano il complesso museale Tate.

Aperta dal 2000, la Tate Modern è una delle gallerie d’arte più all’avanguardia del mondo e nelle sue sale è rappresentata tutta l’arte dal 1900 ai giorni nostri, con opere di Picasso, Matisse, Dalí, Kandinsky e Van Gogh.

In generale comunque è una struttura che va vista e ammirata in quanto è essa stessa un’opera d’arte, fu costruita in una centrale elettrica in disuso, ma l’edificio conserva ancora il suo fascino originale nell’aspetto esteriore, nell’imponente ciminiera e nei suoi spazi interni: la Turbine Hall, ad esempio, quella che un tempo era la sala macchine, oggi è l’ingresso principale alla Galleria.

Per gli appassionati di teatro, vi segnaliamo che vicino alla Tate Modern, c’è lo Shakespeare’s Globe Theatre, moderna ricostruzione del celebre Globe Theatre, costruito nel 1599 dalla compagnia teatrale di Shakespeare.

La Cattedrale di Saint Paul a Londra

st paul cathedral
st paul cathedral

La Cattedrale di St Paul è sorta dalle ceneri della cattedrale distrutta nel tragico incendio del 1656. Il clero inglese volle un campanile tradizionalmente inglese, tutto guglie e navate.

Ma nel 1710, dopo 35 anni di lavori, Londra si ritrovò la sua cattedrale con la cupolona, che in realtà è pura illusione perché le cupole sono 3. Quella esterna maestosa e imponente, visibile da tutti, al suo interno ne racchiude una seconda visibile soltanto dall’interno della cattedrale, e nel mezzo ne è presente una terza che però non è visibile, ma che sostiene il lucernaio.

La cattedrale di St Paul ospita gli eventi più significativi della città: dai funerali di Winston Churchill a quelli di Lord Nelson, dal centesimo compleanno della Regina Madre, al matrimonio di Lady Diana con il Principe Carlo. La chiesa ospita inoltre lapidi commemorative e tombe di molte illustri personalità britanniche, tra i quali il Duca di Wellington, Lord Nelson, sir Winston Churchill, T.E. Lawrence, Sir Alexander Fleming e tanti altri.

Da non perdere la Whispering Gallery (La Galleria dei Bisbigli) che deve il nome ad una acustica particolare: pronunciando infatti una parola vicino al muro, la si può ascoltare da qualsiasi punto vicino alla galleria. Dalla Gold Gallery (Galleria d’Oro) è invece possibile ammirare e godere di una splendida vista su Londra.

British Museum di Londra

British Museum londra
British Museum londra

Il British Museum, in un’esperienza unica, ci mostra le meraviglie dall’arte contemporanea alle origini della nostra storia. Un viaggio all’indietro nei secoli alla scoperta dei tesori più affascinanti e antichi del mondo, attraverso otto milioni di oggetti che raccontano la storia dell’uomo, dalle prime incisioni su pietra dell’era preistorica alle prime monete, dai geroglifici alle antichissime ceramiche cinesi, fino ai dipinti del XX secolo. È il museo pubblico più antico al mondo, con il suo imponente ingresso con frontone e colonnati che riprendono il modello dei templi greci

Il British Museum dedica un’intera galleria alle sculture del Partenone, vanta la più antica collezione di vasi greci, la più grande collezione al mondo di reperti dell’Antico Egitto (seconda solo a quella del Museo del Cairo) e custodisce la Stele di Rosetta che ha permesso di decifrare e studiare i geroglifici.

Data la vastità del museo, vi consigliamo di scegliere un itinerario con le opere che più vi interessano e visitare solo quelle, altrimenti non vi basterebbe una giornata intera.

Il London Eye di Londra

london eye
london eye

Il London Eye (occhio di Londra), anche noto come Millennium Wheel (Ruota del Millennio) è una ruota panoramica situata sulla riva sud del Tamigi tra il Ponte di Westminster e l’Hungerford Bridge, a Londra. È una delle ruote panoramiche più alte del mondo, sicuramente però è la più alta d’Europa. Se desiderate tornare un po’ bambini o solamente restare abbagliati dalla bellezza di Londra vista dall’alto, visitatela, resterete a bocca aperta. Terminata nel 2000 dopo un paio d’anni di lavori, è alta 135 metri.

Torre di Londra

St. John’s Chapel
fonte foto:englishmonarchs.co.uk

La Torre di Londra è diventata Patrimonio dell’Umanità, protetta dall’UNESCO. Durante una visita di Londra, la torre con i suoi 1.000 anni di storia merita l’attenzione necessaria. È un castello storico eretto nel 1078 lungo il Tamigi per proteggere i Normanni dalle incursioni dei cittadini della City e dagli invasori esterni.

Il primo edificio ad essere eretto, dietro ordine di Guglielmo il Conquistatore, è la White Tower (la Torre Bianca) con quattro torri angolari coperte da cupole e custodisce la meravigliosa St. John’s Chapel, capolavoro di architettura normanna. Antica residenza reale, prigione di stato, teatro delle esecuzioni di personaggi di alto rango e dei dissidenti religiosi, zoo reale, sede della zecca del regno, custode dei gioielli della Corona, è tra le mura di quest’imponente fortezza che è stata scritta gran parte della storia di Londra. Ed è qui che alla storia si intreccia la leggenda. La fortezza non è sorvegliata solo dagli iconici “Beefeaters”, le guardie in costume cinquecentesco color nero e rosso, ma anche da un gruppo di sorveglianti speciali: the Ravens, uccelli della famiglia dei corvi. La leggenda narra che Re Carlo II fosse convinto che la monarchia e la Torre sarebbero andati in rovina qualora i sei corvi che presidiavano la Torre avessero abbandonato la fortezza. Oggi è possibile incontrare il gruppo di volatili che continuano a perlustrare il territorio ma soltanto sotto la guida del “Raven Master” e, non dimenticatelo, non è consentito dar loro del cibo!

Tower Bridge a Londra

tower bridge
tower bridge

Dall’antica fortezza medievale al ponte levatoio più famoso al mondo, il Tower Bridge collega la zona di Southwark alla Torre di Londra. Se ti affascinano i panorami mozzafiato e insoliti, non puoi non visitare il Tower Bridge. Anche la suggestiva passerella in vetro, che collega le due torri neogotiche a 42 metri di altezza dalle acque del Tamigi è una tappa obbligatoria.

Costruito per permettere il transito sul Tamigi di navi molto grandi, con un meccanismo che faceva alzare le due estremità del ponte azionato da un sistema idraulico che sfruttava la forza del vapore.

Dagli anni ’70 invece il vapore è stato sostituito dal gasolio, ma è sempre possibile visitare le Sale Macchine Vittoriane, nella torre Nord, in cui sono esposti gli ingranaggi d’epoca. Nella Tower Bridge Exhibition, inoltre, è stata allestita una mostra interattiva che racconta la storia dell’imponente opera.

Cosa mangiare a Londra

L’aria di Londra ha sempre un leggero odore di frittura perché ad ogni angolo di strada troverete ambulanti che friggono senza sosta spuntini da mangiare al volo, anelli di cipolla e fish&chips. Quest’ultimo consiste in una porzione di merluzzo e patate, fritti, servite in una carta per alimenti grondante d’olio. Godetevi il vostro fish&chips senza pensare che l’olio in cui è stato fritto è scuro come il petrolio.

Ma il fascino della cucina di Londra sta anche nel fatto che potete guastare alternative etniche. La città inglese infatti è la città più multiculturale del mondo, quindi anche la sua cucina lo è.

Thailandese, cinese, africana, brasiliana, cingalese, giamaicana e tante altre. Potete veramente gustare cibo proveniente da ogni parte del mondo. Al mattino gustate uova, pancetta e porridge (zuppa d’avena). Dimenticatevi la deliziosa colazione italiana con caffè, latte e cornetti.

Se invece volete gustare del cibo tipicamente inglese, recatevi in un pub, che sono diversi dai nostri: servono anche piatti elaborati, di solito a base di carne di manzo o di maiale, cacciagione e cipolle. Un consiglio: di solito la carne è sotto, molto sotto le cipolle, ma c’è. Non disperate.

Dove dormire a Londra

Londra è la città più accogliente del mondo ma anche la più cara, proprio perché perennemente ricca di turisti e uomini d’affari in visita.

Per questo trovare posti economici per dormire, può essere una impresa a volte difficile. Spulciate tra le offerte e magari riuscirete a trovare qualcosa che vi soddisfi anche economicamente, magari una camera nei quartieri meno centrali. Ricordatevi che Londra ha una rete di mezzi pubblici efficiente e molto ampia.

Cosa fare, vedere e mangiare a Venezia

Cosa fare vedere e mangiare a Venezia in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Venezia si può visitare come spesso fanno i turisti che spediti girano in qualche ora le principali piazze e i principali ponti e si ritengono soddisfatti della visita. Oppure si può non seguire questo percorso prestabilito e visitare Venezia in maniera meno “turistica”. Certo, anche il percorso meno turistico prevede la visita a Piazza San Marco e la passeggiata sul Ponte di Rialto per ammirare il Canal Grande.

Per scoprire questa Venezia, bisogna uscire un po’ fuori dall’ordinario, è fondamentale per esempio entrare nei palazzi e non limitarsi ad osservarli dalle loro bellissime facciate. Così scoprirete la Gallerie dell’Accademia, la Scuola Grande di San Rocco e la Chiesa dei Frari. Questo vi permetterà di visitare luoghi straordinari in una città che di ordinario ha ben poco. Scoprirete opere magnifiche e architetture finissime, che raccontano la vera storia di Venezia.

Cosa vedere a Venezia

Vi consiglieremo cosa fare, vedere e mangiare a Venezia in 1, 2, 3 giorni o nel Weekend.

Piazza San Marco a Venezia

piazza san marco
piazza san marco

È obbligo iniziare da Piazza San Marco, che, anche se molto turistica, è di una bellezza da togliere il fiato. Il grande piazzale su cui sorge la Basilica, con gli innumerevoli piccioni in attesa di qualche briciola, è una delle immagine più famosa di Venezia. È rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica ed è l’unica piazza di Venezia che possa effettivamente ritenersi tale, mentre tutte le altre con questa caratteristica vengono chiamate “campi”.

Pochi ci crederanno, ma anticamente l’area dove oggi sorge la piazza era un grande orto attraversato dal Rio Batario, che per volere del Doge Vitale II Michiel verrà interrato. Tutto ciò avvenne prima dell’arrivo delle reliquie di San Marco e della conseguente costruzione della Basilica.

Oggi la si può considerare come “il salotto d’Europa”, ma negli anni della Serenissima Repubblica ospitava fiere, tornei, processione e la caccia ai tori. Ora è circondata da bar costosi (attenzione che sono molto costosi), dove ci si può accomodare e godersi estasiati tanta bellezza.

Palazzo Ducale a Venezia

palazzo ducale venezia
palazzo ducale venezia

Palazzo Ducale è uno dei simboli della città ed è un capolavoro di stili che traggono spunto dall’architettura bizantina e da quella orientale.

Il palazzo però negli anni ha subito molte variazioni, dettate dalla lunga serie di incendi che ne hanno determinato significativi cambiamenti.

La bellezza della struttura sta nel fatto che la pesante mole del palazzo sia sorretta da quelli che sembrano esili colonne intarsiate.

Gli interni conservano ancora, per nostra fortuna, un’ampia pinacoteca con le opere dei più famosi maestri veneziani, tra i quali Jacopo e Domenico Tintoretto, Tiziano VecellioFrancesco BassanoPaolo VeroneseGiambattista ZelottiAndrea Vicentino e Antonio Vassilacchi.
I veneziani tengono particolarmente a questo palazzo perché è custode della loro storia e il protagonista di molti avvenimenti importanti per la città.

L’importanza politica del Palazzo, che ha accolto i Dogi (per questo è anche chiamato Palazzo Dogale), fu sottolineata anche da Napoleone Bonaparte quando, nel 1797 lo rese il centro della sua amministrazione, dopo aver conquistato la città.

L’importanza storica del Palazzo Ducale di Venezia è testimoniata anche dall’elevata somma versata dal Stato italiano appena nato, in favore di una ristrutturazione totale, nonostante il bilancio pesantemente in passivo dell’Italia unificata.

Lo Stato non badò a spese per dare ad uno dei più importanti simboli di Venezia, nuovo lustro.

Canal Grande di Venezia

Canal Grande di Venezia
Canal Grande di Venezia

Il Canal Grande, detto dai veneziani anche Canalazzo, ma non in senso dispregiativo, attraversa la città per 4 chilometri, dividendo il centro storico in due parti con la sua particolare forma di S al contrario.

In alcuni punti raggiunge anche i 5 metri di profondità, mentre la sua ampiezza è varia, fino ad arrivare a ben 70 metri di larghezza.

Il tour sul Canal Grande permette di ammirare la città da un punto di vista diverso.

Parte dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia e arriva fino a Piazza San Marco e offre una visuale inusuale e meravigliosa dei palazzi che vi si affacciano, che sono tutti rivolti verso il corso d’acqua.

L’armonia delle costruzione e gli stretti vicoli che si intravedono, permettono di capire perché Venezia è, da sempre, una delle città più particolari, amate e affascinanti del mondo.

I Ponti di Venezia

ponte di rialto venezia
ponte di rialto Venezia

I ponti a Venezia sono ben 354! La città ha infatti un rapporto morboso con i suoi ponti proprio perché ne ha disperatamente bisogno per collegare le diverse zone e rendere agli abitanti e agli innumerevoli turisti gli spostamenti un po’ più agevoli.

I veneziani hanno saputo trasformare un’esigenza in una caratteristica distintiva della città: Venezia infatti è famosa proprio per tutti questi ponti che si incontrano lungo i canali.

Il più celebre, forse, è il Ponte di Rialto, che fa bella mostra di sé sul Canal Grande e che nel 1593 sostituì l’antico ponte, fatto con barche di legno, che permetteva il passaggio verso il mercato i Rialto. Oggi il ponte, coperto da arcate, è attraversato ogni giorno da una moltitudine di turisti e venditori. È uno dei punti fotografici più famosi del mondo.

Il Ponte dei Sospiri però non è meno famoso. In molti pensano che il nome sia dovuto ai languidi sospiri degli innamorati che vi passano sotto mentre si giuravano amore eterno, ma sembra che i sospiri siano invece quelli dei condannati che venivano condotti nelle vicine carceri e, guardando per l’ultima volta la città, si lasciano prendere dallo sconforto.

Il Ponte della Costituzione, il più recente ponte di Venezia, è stato ideato e costruito dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Il Ponte, commissionato nel 1997, è stato aperto al pubblico nel 2008 e soltanto un anno dopo, ha avuto la definitiva approvazione tecnica.

Le Gallerie dell’Accademia a Venezia

Le Gallerie dell’Accademia, un complesso che unisce la chiesa di Santa Maria della Carità, il convento dei Canonici Lateranensi e la Scuola Grande di Santa Maria della Carità, ospitano la più ricca collezione di dipinti veneti in generale e veneziani in particolari, dal trecento bizantino e gotico agli artisti del Rinascimento.
Alcuni dei nomi degli artisti presenti sono Bellini, Carpaccio, Giorgione, Veronese, Tintoretto e Tiziano, Tiepolo e i grandi vedutisti settecenteschi Canaletto, Guardi, Bellotto, Longhi. Ci sono anche opere del Mantegna, di Piero della Francesca, Crivelli e tanti altri. Nel museo, inoltre, è ospitato anche l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci che però purtroppo viene esposto molto raramente perché la luce scolorirebbe l’inchiostro. Se siete interessati a vederlo, informatevi prima se è visibile o no.

La Basilica dei Frari a Venezia

Spesso i turisti erroneamente non visitano la Chiesa dei Frari. È una monumentale basilica lunga 102 metri, con 17 altari monumentali e una raccolta di opere degna dei migliori musei del mondo.

Vi sono seppelliti Antonio Canova e Tiziano, il musicista Monteverdi, molti dogi, condottieri e molte altre personalità di spicco veneziane. L’Assunta di Tiziano, nell’abside, è l’opera più importante della chiesa, insieme alla Pala Pesaro, sempre di Tiziano. Possiamo ammirare anche le opere di Bellini (Trittico dei Frari e Madonna in trono) e la Deposizione di Frangipane. Da visitare assolutamente è anche il Coro in legno.
Quando sarete dentro la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari lasciatevi affascinare dalla luce, dalla potenza monumentale e dalla disposizione delle opere poste come in un museo che danno una sensazione complessiva di maestosità.

La Scuola Grande di San Rocco a Venezia

scuola grande san rocco venezia
fonte foto:aclivenezia.it

Assolutamente da non perdere, la Scuola di San Rocco è considerata da molti come la Cappella Sistina di Venezia, perché Tintoretto nella pittura della Sala dell’Albergo è riuscito a mettere tutta la sua maestria.

Precedentemente la Scuola Grande di San Rocco era la sede di una Confraternita di veneziani benestanti, dediti ad opere benefiche. Prende il nome dal Corpo di San Rocco, custodito al suo interno. Nel 1564 la Confraternita affida appunto a Tintoretto il compito di decorare la Scuola. Nei 24 anni di lavori, l’artista e i suoi allievi realizzano un ciclo di grandi tele, sia nella Sala Terrena che in quella dell’Albergo. Le opere raccontano episodi biblici e della vita di Cristo in un percorso pittorico eccezionale, che quasi stordisce per la grandezza e il numero delle opere dipinte.

Museo Peggy Guggenheim a Venezia

Peggy Guggenheim
Peggy Guggenheim

La collezione Peggy Guggenheim è la più prestigiosa raccolta italiana dedicata all’arte europea ed americana della prima metà del 1900. Si trova nel Palazzo Venier dei Leoni, (nell’unico palazzo incompleto di Venezia) comprato dalla Guggenheim per realizzare il più grande museo sull’arte moderna degli anni ’50.

Peggy nella sua vita ha avuto come unico obbiettivo quello di realizzare un museo che valorizzasse le opere delle avanguardie di tutto il mondo. Negli anni del conflitto mondiale, la Guggenheim ha continuato a girare per l’Europa, incurante dei pericoli, alla ricerca delle opere da inserire nella sua ricercata collezione.

In questo museo troverete i capolavori degli artisti del periodo, tra i quali Pollock, de Chirico, Picasso, Kandinsky, Brancusi e Duchamp.

Da vedere è pure la Collezione Gianni Mattioli, molto interessante perché ricca di grandi opere di artisti del Novecento, in cui spiccano i nomi dei più grandi artisti del Futurismo italiano, Sironi, Carrà, Soffici, Rosai. Troviamo anche alcuni quadri di Morandi e un bellissimo ritratto di Modigliani.

Il Carnevale di Venezia

carnevale di venezia
carnevale di venezia

Se vi trovate a passare da Venezia nel periodo di carnevale, non perdevi assolutamente la meravigliosa festa che fanno lì. Si tratta di uno dei carnevali più conosciuti e apprezzati del mondo.
Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094. La particolarità delle maschere e dei costumi garantiva l’anonimato che permetteva quindi una sorta di livellamento di tutte le estrazioni sociali.

L’attuale Carnevale di Venezia è diventato un grande e spettacolare evento turistico, che richiama migliaia di visitatori da tutte le parti del mondo, che arrivano in città per partecipare a questa festa considerata unica per storia, atmosfere e maschere.

I giorni tradizionalmente più importanti del Carnevale veneziano sono il Giovedì grasso e il Martedì grasso, anche se le maggiori affluenze si registrano sicuramente durante i fine settimana dell’evento.

Cosa mangiare a Venezia

Venezia, con la sua cultura marinara e le sue antiche tradizioni, dà luogo a nuovi sapori e piatti originali.

I banconi dei “bacari”, ovvero le osterie, sono un vero trionfo sia per gli occhi che per il palato. Quando vi ci troverete davanti, dovrete scegliere tra i vari “cicchetti”, tipici antipasti veneziani da assaporare però con un “ombra de vin”. Non vi resta che scegliere quello che preferite tra verdure, granchio, soppressa con polenta o mezzo uovo con acciughe.
Continuate poi con i primi piatti, provate il celebre risi e bisi, (conosciuto come risotto con i piselli e la cipolla abbondante), che veniva mangiato dai Dogi il 25 aprile, in onore del Santo patrono della città. Particolarmente prelibati sono anche gli spaghetti con le vongole o con il nero di seppia, ovviamente il pesce è rigorosamente locale. Da provare assolutamente è anche la pasta e fagioli, che troverete sia nelle case che nelle osterie di tutta Venezia. Come secondi piatti lagunari particolarmente particolari e buoni vi consigliamo, solo per stomaci forti, il fegato alla veneziana, ricco di cipolla con cui è condito, accompagnato da un assaggio di “castrature“, i carciofi tipici coltivati nelle isole della Laguna.

Dove dormire a Venezia

La maggior parte dei turisti che arrivano ogni anno a visitare Venezia, non si ferma a dormire, ma visita la città facendo toccata e fuga in giornata.
A Venezia può essere molto difficile trovare un posto per dormire, soprattutto a primavera e durante il Carnevale. Tenete comunque in conto di spendere molto e non aspettatevi stanze extralusso, perché qui gli albergatori sanno che si è disposti a pagare molto pur di visitare Venezia. Un normale hotel 3 stelle può costare anche 150 euro a notte. Gli hotel e i B&B più economici si trovano a Mestre, poco distante da Venezia, ma perfettamente collegata, anche con i principali monumenti. Questa è sicuramente la soluzione meno romantica ma di certo la più conveniente.

Cosa fare, vedere e mangiare a Milano

Cosa fare vedere e mangiare a Milano in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Milano è una città ricca di risorse, sia da vedere che da fare. Sicuramente meritano particolare attenzione Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e il Castello Sforzesco, che sono simboli della ricchezza antica di Milano, ma fondamentale è anche la Milano di Leonardo Da Vinci, che mise il suo genio di architetto all’opera per rendere navigabili i navigli, recentemente recuperati e oggi luogo alla moda; ha donato a Milano il Cenacolo, uno dei suoi più grandi capolavori, dipinto nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. C’è anche la Milano internazionale, quella che richiama ricchi da tutto il mondo. La Milano internazionale di San Babila con la bella chiesa in stile neo-romanico, ma soprattutto con le vie della moda, le vetrine dei grandi marchi, le modelle in giro e le fuoriserie parcheggiate poco distanti. Milano infatti è senza ombra di dubbio la capitale economica dell’Italia.

Milano offre una moltitudine di cose da fare e da vedere, a cui bisogna aggiungere il fascino di una grande metropoli europea e una cucina sicuramente sottovalutata.

Cosa vedere a Milano

Di seguito quindi alcune delle principali cose da vedere a Milano in 1, 2, 3 giorni o nel weekend.

Il Duomo di Milano

duomo di milano
duomo di milano

Il Duomo di Milano, dedicato a Santa Maria Nascente, è indubbiamente il simbolo più rappresentativo della città. Fu costruito al centro della omonima piazza per volere di Gian Galeazzo Visconti nel 1386, dotato di meravigliose vetrate e bellissime decorazioni scolpite.
È la testimonianza più significativa di architettura gotica, con la fusione di caratteri nordici ed elementi lombardi. Anche se lo stile del Duomo, essendo frutto di lavori secolari, non risponde a un preciso movimento, si presenta come un organismo unitario. La gigantesca macchina di pietra infatti affascina e attrae l’immaginazione popolare, in virtù anche della sua ambiguità stilistica.

La sua maestosità è completata dalla guglia maggiore dove troneggia la celebre Madonnina di rame dorato, alta ben 4 metri. Se visiterete il duomo in una bella giornata, potrete affacciarvi dalla terrazze, salendo con l’ascensore, e apprezzare una meravigliosa vista sulla città e sulle Alpi. Nel Duomo ci sono 3.500 statue, compresi i 96 giganti dei doccioni, la struttura è lunga 157 metri, larga 92 metri e che la guglia è alta 108,50 metri.

Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

basilica sant ambrogio milano
fonte foto:lombardiaebeniculturali.it

La Basilica di Sant’Ambrogio è intitolata al santo protettore della città ed è considerata la seconda chiesa per importanza, dopo il Duomo. Fondata nel IV sec. per volere del vescovo Ambrogio di Milano (qui sepolto nel 397), nell’area del cimitero dei cristiani martirizzati (in origine era chiamata Basilica Martyrum), la chiesa fu ricostruita secondo i canoni dell’architettura romanica tra il 1088 e il 1099.

Pur essendo considerata il più importante esempio di architettura romanica lombarda, la Basilica deve il suo aspetto anche agli interventi edilizi e agli adattamenti condotti nei secoli successivi. La basilica, preceduta da un atrio, presenta una facciata incorniciata da due campanili: quello dei Monaci a destra (IX sec.) e quello dei Canonici a sinistra (XII sec.). Interessante è la colonna romana su cui poggia la scultura in bronzo “serpente di Mosè”. La leggenda vuole che la fine del mondo sia preannunciata dalla discesa dell’animale dalla colonna.

Nella cripta sono conservate le spoglie dei Santi Ambrogio, Gervaso e Protaso. Vicina alla basilica di Sant’Ambrogio fa bella mostra di sé una colonna di epoca romana su cui si trovano due buchi fatti, secondo la leggenda, da Satana. Il diavolo, non essendo riuscito a sedurre Ambrogio, cercò di trafiggerlo ma sbagliò e colpì la colonna, rimanendovi incastrato con le sue corna. Arrabbiato, sotto forma di fumi di zolfo, il maligno utilizzò quegli stessi fori per far ritorno agli inferi. Provate ad avvicinare il naso ad uno dei fori, se sentite uscire un leggero odore di zolfo o se appoggiandovi l’orecchio sentite strani rumori provenire da essi, non preoccupatevi, è solo una leggenda…

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano

cenacolo da vinci
fonte foto:zaniviaggi.it

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è custodita all’interno dell’ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. Leonardo realizzò quest’opera di straordinaria bellezza sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, nel corso della signoria di Ludovico il Moro.

Il geniale Leonardo eseguì questo capolavoro a “secco”, non amando la tecnica dell’affresco (usata di solito per le pitture a muro). Purtroppo nel corso dei secoli, a causa dell’umidità presente nella stanza, l’opera ha subito dei pesanti deterioramenti e oggi la si riesce a vedere solo in parte. Negli anni sono state numerose le opere di restauro sull’Ultima Cena, e in particolare quella del 1999 ha restituito al dipinto i suoi colori originali e ha rimosso gli interventi precedenti di pittura. Per evitare che il dipinto possa ancora essere danneggiato, è conservato in particolari condizioni ambientali, determinate dal trattamento dell’aria, ed è visitabile soltanto da gruppi di massimo 25 visitatori per volta, ogni 15 minuti, ma è assolutamente da vedere (si può anche prenotare l’ingresso prima).

La Pinacoteca di Brera a Milano

pinacoteca brera
fonte foto:tripadvisor.com

La Pinacoteca di Brera a Milano nacque nel 1776 come collezione di opere destinate alla formazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti. Quindi la Pinacoteca di Brera, a differenzia di altri musei, non ha origine dal collezionismo privato dell’aristocrazia e dei principi, ma da quello di Stato e politico.

Quando Milano fu proclamata capitale del Regno Italico da Napoleone, a Brera arrivarono i quadri espropriati alle chiese e agli aristocratici (ovviamente quelli non portati a Parigi): dalla Cena in Emmaus di Caravaggio, al Cristo Morto di Mantegna, dalla Pala Brera di Piero della Francesca, allo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Possiamo notare anche molte opere di artisti minori, meno conosciute ma altrettanto eccezionali.Uno dei simboli della pinacoteca èil Bacio di Hayez (l’opera che rappresenta il romanticismo per eccellenza).La collezione arriva fino al ‘900 con operedi Braque, Modigliani, Picasso, Morandi, De Chirico e tanti altri.

Il Castello Sforzesco di Milano

Castello Sforzesco
Castello Sforzesco

Il Castello Sforzesco è uno dei principali simboli di Milano e della sua storia. Da 750 anni è considerato un luogo determinante per i milanesi. Costruito da Francesco Sforza (da cui il nome) sui resti di una precedente fortificazione, il Castello, cittadella militare, è oggi uno dei castelli più grandi d’Europa.

Da sempre luogo legato alla guerra, alle dominazioni e ai lutti, quindi amato e odiato dai milanesi, nel Novecento cambiò volto e assunse l’aspetto confortante di un luogo di cultura, impiegato per tutelare le testimonianze dell’arte lombarda.

Attualmente infatti è sede di importanti istituzioni culturali, meta turistica ed è ricco di musei: al piano terreno della Corte Ducale c’è il Museo d’Arte Antica, al primo piano la raccolta dei mobili e la Pinacoteca, al primo e secondo piano della Rocchetta ci sono le raccolte d’Arte Applicata e il Museo degli Strumenti Musicali, nel sotterraneo della Corte Ducale ci sono il Museo della Preistoria e Protostoria e il Museo Egizio. 

Il Castello contiene alcuni capolavori dell’arte italiana: la Pietà Rondanini di Michelangelo, gli affreschi di Leonardo nella VIII sala del Museo d’Arte Antica, la Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo del Mantegna nella Pinacoteca e lo straordinario ciclo di arazzi raffiguranti i dodici mesi del Bramantino, nella Sala della Balla.

I Navigli di Milano

navigli milano
navigli milano

Il sistema dei Navigli nasce con l’ambizioso progetto di collegare Milano con il Lago di Como, l’Adda, il Lago Maggiore e il Po, arrivando nel nord Europa e poi fino al mare.
La loro storia comincia nella seconda metà del XII secolo, con la costruzione del primo tratto navigabile. Il primo canale, il Ticinello, venne inaugurato nel 1179 e lungo ben 50 chilometri, diede il via all’edificazione del Naviglio grande. Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana ma fu con Ludovico il Moro che si ebbe la vera svolta.

Leonardo Da Vinci ideò un sistema di chiuse, in modo da collegare Milano con il Lago di Como. Napoleone a quel punto pensò e completò nel 1805 la costruzione del Naviglio pavase, che collegò Milano con il mare attraverso il Po. I Navigli non sempre hanno vissuto momenti di gloria, ma questi si sono alternati con momenti di abbandono e inquinamento, che hanno portato all’interramento di una buona parte di essi.
Oggi sia i Milanesi che i turisti amano visitarli per passeggiare, a piedi o in bici nelle piste ciclabili, frequentare le osterie e i locali tradizionali che vi nascono intorno, fare acquisti nelle boutique e nei negozi degli artisti. Stanno infatti vivendo una rinascita e sono al centro di numerosi progetti di riqualificazione, tra i quali (il primo portato a compimento) quello della nuova Darsena, nel Naviglio Grande, avvenuto con l’Expo 2015.

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano

La Galleria Vittorio Emanuele II, è considerato il salotto di Milano, fu costruita perché nella prima metà del XIX secolo la città guardava con invidia le evoluzioni urbanistiche delle grandi capitali europee e desiderava esserne all’altezza.
Nel 1859, sotto forma di strada pedonale coperta, si creò un passaggio coperto per mettere in comunicazione Piazza Duomo a Piazza della Scala, con un concorso internazionale per valutare le proposte di diversi architetti.

Arrivarono ben 176 propostetra cui spiccò quella di Giuseppe Mengoni, che pensò appunto ad una lunga galleria attraversata da un braccio, con un’ampia sala ottagonale al centro dell’incrocio. Qualche anno dopo cominciarono i lavori con la posa della prima pietra direttamente da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia e due anni dopo la Galleria venne inaugurata anche se ancora incompleta.

Ma l’architetto Mengoni, morì proprio durante un’ispezione della sua galleria (Si pensò subito ad un suicidio dovuto alle numerose critiche rivolte alla sua opera e alla delusione causata dall’assenza del re all’inaugurazione: nessuno poteva immaginare che il re era in pessime condizioni di salute e che sarebbe morto solo pochi giorni dopo). La Galleria è piena di negozi e locali, dove ci si dà appuntamento per farsi vedere, acquistare (a caro prezzo) o semplicemente prendersi un caffè.

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Monastero Maggiore milano
fonte foto:repstatic.it

Merita assolutamente una visita la chiesa rinascimentale di San Maurizio, dopo 30 anni di restauri è tornata finalmente a splendere, decorata internamente con gli affreschi di scuola leonardesca e viene indicata come la “Cappella Sistina” di Milano. La semplice e lineare facciata dell’edificio su Corso Magenta non lascia presagire il sorprendente interno ricco di questi meravigliosi affreschi che ricoprono l’intera struttura architettonica, dalle pareti alla volta e si estendono per ben 4mila metri quadri. Troviamo le opere di Bernardino Luini, al quale si devono, tra gli altri, le “Storie di Santa Caterina” (cappella Besozzi), le “Storie della vita di Cristo” (coro monache, parete del tramezzo); Simone Peterzano, maestro del Caravaggio, autore de “Il ritorno del figliol prodigo” e “Cristo che caccia i mercanti dal tempio” che decorano la facciata interna della chiesa; Antonio Campi al quale si deve l’”Adorazione dei Magi” sull’altare maggiore; Bergognone (coro); LomazzoBoltraffio, allievo di Leonardo. Di grande pregio nel coro claustrale, l’organo realizzato da Gian Giacomo Antegnani (1557) destinato in origine a concerti liturgici, ed oggi utilizzato in occasione degli eventi concertistici che si svolgono in città.
Edificata ai primi del ‘500 sui resti di un antico luogo di culto, la chiesa era annessa al Monastero Maggiore dell’ordine delle Benedettine (demolito nel 1799), di cui oggi rimane il chiostro d’ingresso, parte integrante del MuseoArcheologico. La suddivisione dello spazio interno in due parti (uno aperto ai fedeli, e un altro, quello posteriore, riservato alle monache del monastero che assistevano alla messa da una grata) testimonia l’antica destinazione della struttura.

Cosa mangiare a Milano

Milano vanta una grande tradizione in cucina. Il re della cucina milanese è il burro che viene usato nella maggior parte dei piatti, dal risotto, alla cotoletta, fino al panettone.

Il risotto alla milanese, tipico piatto, è ricco di zafferano. Anche se la versione originale prevede l’uso del midollo di bue, oggi non sono in molti a usarlo. Un altro primo piatto tipico è la “busecca” (da cui il soprannome di “busecconi”), fatto con trippa cotta in umido.
Sicuramente dovete provare, tra i secondi, la cotoletta alla milanese, fatta con carne di vitello, alta almeno un dito e fritta nel burro. Da guastare è anche l’Ossobuco (òsbus a la milanesa): trancio di stinco di vitello o manzo in umido. La “cassoeula” invece è un piatto fatto con verze e le parti “povere” del maiale come le cotenna, la testa, le costine e i piedini.
Tra i dolci, hanno qui origine il panettone e la colomba. Invece lo stracchino, il mascarpone, il grana di Lodi e, ovviamente, il gorgonzola sono tra i latticini tipici della zona. Se invece preferite il pesce, potete mangiare dell’ottimo sushi in questi ristoranti milanesi.

approfondisci: i migliori ristoranti di Milano

Dove dormire a Milano

Da molto tempo ormai Milano è il punto di arrivo di un grande turismo culturale, non più solo di manager e business man. Grazie al rilancio dei Navigli, al moltiplicarsi delle mostre e all’apertura di nuovi musei, il numero visitatori nella città è notevolmente aumentato.

Non è particolarmente difficile trovare un posto dove dormire a Milano perché vista la grande affluenza di gente, ha dovuto ampliare le sue proposte ricettive e oggi più di ieri, è pronta ad accogliere i numerosi turisti in alberghi, hotel, bed & breakfast, appartamenti e ostelli, sparsi in ogni zona della città, secondo il piacere dei visitatori.

Dai grandi e lussuosi hotel delle principali catene alberghiere, potete trovare anche hotel più modesti, accoglienti ed leggermente più economici, affittacamere confortevoli, b&b familiari e stravaganti case liberty degli inizi del ‘900. Però non è facile trovare una camera a buon prezzo, soprattutto in centro e in occasione di eventi internazionali.

I prezzi partono da 80 € per notte in hotel 3 stelle per poi salire. Se potete, prenotate però in anticipo. Milano è perfettamente collegata, in tutte le sue zone grazie ad un sistema di trasporti efficiente e funzionale, quindi se volete risparmiare un po’ non scegliete di dormire al centro, ma preferite la periferia, senza porvi il problema degli spostamenti.

Cosa fare, vedere e mangiare a Madrid

Cosa fare vedere e mangiare a Madrid in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Madrid, città della movida, ha un fascino tutto particolare perché  vive giorno e notte in maniera interscambiabile, giorno e notte hanno ritmi e movimenti simili, ma allo stesso tempo diversi.

I madrileni amano far tardi, stare per strada, bere e mangiare insieme agli altri. Infatti qui la vita va avanti come se lo scorrere del tempo fosse diverso rispetto al resto del mondo: Madrid me mata (Madrid mi uccide) e Madrid nunca duerme (Madrid non dorme mai), queste sono alcune espressioni coniate proprio dal tipo di vita che si conduce a Madrid.
Madrid però non è solo questo. Madrid è arte, musei, cibo, gente, quartieri e tanto altro.

Infatti nonostante Madrid possieda infrastrutture moderne, ha conservato quasi inalterato l’aspetto originario di molte strade e di molti quartieri storici, rendendola una città unica nel suo genere.

Madrid mette d’accordo tutti, dagli amanti dell’arte che qui trovano grandi musei, tra i quali il Reina Sofia, il Prado e il Thyssen, e chi invece preferisce girare per la città tra i principali quartieri come al Chueca.

Ma perché rinunciare alle diverse facce di questa meravigliosa città? Ecco le 10 cose da vedere, fare e mangiare assolutamente durante una visita a Madrid.

Cosa vedere a Madrid

Ecco i principali monumenti ed attrazioni che puoi vedere in 1 o 2 giorni oppure nel week end a Madrid.

Museo Reina Sofia di Madrid

Museo Reina Sofia
fonte foto:esmadrid.com

Il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia è il museo che raccoglie le opere d’arte di varie parti del mondo dal novecento ai giorni nostri.

Inaugurato l’11 settembre 1992 dai reali di Spagna, ha sede nell’antico Ospedale generale settecentesco (utilizzato come ospedale fino al 1986).

Nel museo viene dato particolare risalto ai pittori spagnoli come Dalì, Mirò e Picasso. Oltre la Guernica di Picasso che sarà assaltata da centinaia di turisti (vedetela verso l’ora di chiusura, ci sarà molta meno gente!), girate per il museo che è ricco di opere bellissime.

Museo del Prado di Madrid

museo del prado madrid
museo del prado madrid

Il Prado è una delle pinacoteche più importanti del mondo e vale la pena di passarci anche una intera giornata per visitarlo.

Ci troverete esposte le opere dei maggiori artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, quindi da Caravaggio a Goya, da Bosch a El Greco, da Raffaello a Velasquez e tanti altri. Raccoglie la storia dell’arte europea degli ultimi cinque secoli.

Per evitare di incontrare troppa gente e per godervi al meglio il museo, è meglio visitarlo nei giorni feriali.

Le cassette per il deposito delle borse non sono moltissime, quindi se andate carichi di borse, rischierete di aspettare parecchio prima di riuscire ad entrare.

Il Prado ha un efficiente ambulatorio nell’edificio de los Jerónimos: garanzia per chi rischia la “Sindrome di Stendhal”!

Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid

Museo Thyssen-Bornemisza
fonte foto:museothyssen.org

Il Museo Thyssen-Bornemisza è un’importante pinacoteca e centro culturale della città. Il museo vanta una collezione di cui fanno parte circa ottocento opere tra il Rinascimento italiano, la pittura moderna, l’impressionismo tedesco, gli avanguardisti russi e alcune opere astratte.

Le opere del Museo facevano parte della collezione privata del magnate tedesco dell’acciaio, Thyssen-Bornemisza, diventato ricchissimo durante la seconda guerra mondiale.

Il Barone Hans Thyssen-Bornemisza rimise insieme l’immensa collezione del padre Heinrich, divisa tra gli eredi alla sua morte, riacquistandole dai suoi parenti. Dal 1992 il museo Thyssen-Bornemisza annovera tra gli altri Van Eyck, Caravaggio, Van Gogh, Gauguin e Hopper.

La Cattedrale dell’Almudena di Madrid

almudena cathedral madrid
almudena cathedral madrid

La Catedral de Santa María la Real de la Almudena è principale luogo di culto cattolico di Madrid. Questa Cattedrale porta il segno di ben 5 secoli di scontri, di trattative burrascose tra i Re cattolici e i vescovi di Toledo, di problemi economici e politici.

Nel 1624, il re Filippo IV e sua moglie Isabella di Borbone decisero che la cattedrale di Madrid sarebbe sorta nel luogo in cui si ergeva la Chiesa di Santa Maria dell’Almudena, in onore appunto alla Madonna e al bambino che portava in grembo.

Ma a causa di rivolte politiche e problemi economici, dalla realizzazione del progetto all’edificazione vera e propria trascorsero oltre 200 anni.

La prima pietra della Cattedrale dell’Almudena è stata posta nel 1883, ma solo nel 1993 aprì le porte ai suoi fedeli con la consacrazione di Papa Giovanni Paolo II.

Per questo la Cattedrale di Madrid presenta un mix di stili diversi, testimoni delle varie fasi di costruzione e interruzione: dal neoromanico della cripta al neogotico dell’interno, passando per il neoclassico dell’esterno e il barocco dell’esterno della cupola cui fa da contraltare il gotico della parte interna.

All’interno della Cattedrale è custodita la statua della Madonna dell’Almudena e una rappresentazione della Via Crucis in 14 immagini in stile neogotico, mentre il portale in bronzo è decorato con immagini che raffigurano la monarchia cattolica spagnola e la vetrata lunga 10 metri è impreziosita dalla raffigurazione della Vergine di Lis.

Il Palazzo Reale di Madrid

palazzo reale madrid
palazzo reale madrid

A due passi dalla Cattedrale incontriamo l’attuale Palazzo Reale di Madrid, risalente al 1764, nato sulle rovine dell’antica residenza della famiglia reale, l’Alcázar, distrutta da un incendio la notte di Natale del 1734.

La facciata dell’imponente Palazzo d’Oriente (così è anche chiamato il Palazzo Reale) si ispira a quella del Louvre di Parigi, in una magnifica testimonianza del tardo barocco italiano.
Il complesso monumentale si è aggiudicando il primato di palazzo reale più grande d’Europa perchè  siestende su una superficie di 135.000 mq e vanta più di 3000 stanze.
Il palazzo custodisce alcune collezioni dal valore inestimabile, come ad esempio gli strumenti a corda di Antonio Stradivari, conservati nella Capilla Real, oppure gli antichi vasi di ceramica e gli armadi per conservare le piante medicinali della Real Farmacia, incluse le prescrizioni mediche della famiglia reale. Nella Real Armería, invece, è custodita la collezione di armi e armature che sono appartenute ai reali dal XIII secolo.

I sovrani di Spagna alloggiano nel Palazzo della Zarzuela, nella zona boscosa di Monte de El Prado, a nord del centro di Madrid. Il Palazzo Reale resta, comunque, la sede delle manifestazioni ufficiali e delle cerimonie di Stato.

Plaza Mayor a Madrid

Plaza Mayor madrid
Plaza Mayor madrid

Plaza Mayor è situata al centro della città ed è lunga 129 metri e larga quasi 100, è circondata da edifici che hanno tutti tre piani, risultato dell’opera di ristrutturazione dell’antica Plaza del Arrabal voluta da Filippo II d’Asburgo quando nel 1561 trasferì la corte a Madrid.

Fino al 1580 Plaza Mayor è stata la piazza del mercato cittadino, di esecuzioni capitali, di feste popolari e di corride. Tra il ‘600 e il ‘700 è stata colpita da 3 grandi incendi.

I lavori vennero affidati nel ‘600 all’architetto Juan Gòmez de Mora che le diede il suo caratteristico ed elegante porticato animato da bar e botteghe, mentre al centro domina fiera e imponente la statua di Filippo III a cavallo.
Plaza Mayor ha ben 9 porte di accesso, ma la più famosa è senza dubbio l’Arco de Cuchilleros che conduce all’omonima strada ed entrambe prendono il nome dalla corporazione dei coltellinai che insediarono qui le loro botteghe.

Ma il vero sovrano della piazza è la Casa de la Panaderia, un bellissimo edificio adornato da due torri decorate con degli affreschi che rappresento un’allegoria dello zodiaco.

Puerta del Sol a Madrid

Puerta del Sol madrid
Puerta del Sol madrid

A due passi da Plaza Mayor, è con quest’ultima in perenne disputa per il titolo di piazza principale di Madrid, Plaza de la Puerta del Sol rappresenta il km 0, denominato “Origen de la calles radiales”, cioè della rete stradale della Spagna.

E’ la piazza del capodanno madrileno. In cima alla Real Casa de Correo, l’edificio più antico della piazza oggi sede della presidenza della comunità di Madrid e vecchio ufficio postale, un grande orologio ha il compito di scandire le famose “campanadas“, i 12 rintocchi che segnano gli ultimi secondi dell’anno che volge al termine e l’inizio dell’anno nuovo.

Come da tradizione, la fine dell’anno va celebrata con il rito dei 12 chicchi d’uva al ritmo di ogni campanada e chi riesce a finirli in tempo avrà un anno ricco di fortuna e prosperità.

Ma Plaza de la Puerta del Sol custodisce anche altri simboli iconici della capitale, come la statua del celebre orso che addenta una pianta di corbezzolo (madroño).

Sin dalla nascita della capitale spagnola, fu il salotto di città e la culla prima di ogni attività commerciale, culturale, amministrativa di Madrid, di cui oggi rappresenta un simbolo noto agli occhi del mondo anche per aspetti più profani, come la grande insegna luminosa dello sherry Tio Pepe che domina l’intera piazza.

Parco del Buen Retiro a Madrid

Parco del Buen Retiro
fonte foto:spain.info

Costruito nel 1640, il Parco del Buen Retiro, 118 ettari, è aperto al pubblico solo dopo la rivoluzione del 1868, quando i giardini divennero di proprietà municipale.

Infatti, il Parco nasce come luogo di evasione e svago della monarchia, dopo che il Duca di Olivares donò al re Filippo IV 145 ettari da adibire a tale scopo. Oggi è uno dei principali luoghi di interesse della capitale spagnola

Furono costruiti, quindi, il “Teatro del Buen Retiro“, frequentato dagli attori più in voga (1500-1600), per le eleganti feste organizzate per la nobiltà venne edificata la bellissima sala da ballo “Cason del Buen Retiro“; per gli eventi e gli spettacoli all’aperto, invece, furono installate due grandi gabbie nei giardini: una per accogliere alcune specie di volatili esotici, l’altra adibita a palcoscenico di spettacoli con animali feroci.

Col passare degli anni, il Parco del Buen Retiro ha subito diversi rifacimenti e trasformazioni e ha iniziato ad accogliere anche i cittadini, i madrileni potevano infatti passeggiare per il parco a condizione che indossassero abiti eleganti, che mantenessero un comportamento decoroso e fossero puliti.

Oggi, il simbolo del Parco è sicuramente il meraviglioso Palazzo di Cristallo, costruito nel 1887 per ospitare un’immensa esposizione di specie botaniche provenienti dalle Isole Filippine e per l’occasione fu allestito anche un villaggio indigeno, una minuziosa ricostruzione per rendere ancora più interessante e realistica la scoperta delle piante e degli animali del mondo esotico.

L’imponente monumento del re Alfonso XII, inaugurato nel 1922, è punto di ritrovo di molti madrileni e non solo.

Chueca di Madrid

chueca madrid
fonte foto:esmadrid.com

Chueca è un quartiere centrale di Madrid. E’ al nord della città vecchia ed è centrato intorno alla Plaza de Chueca, facilmente raggiungibile dalla stazione metropolitana “Chueca“. Il nome proviene da Federico Chueca (1846–1908), compositore di zarzuela (un genere lirico-drammatico spagnolo).

Il quartiere è molto vivibile, pieno di gente e con molte strade con caffetterie e boutique. Il quartiere viene descritto come «un modo stravagante gay, giovane, e sempre inclusivo, incurante del tuo orientamento sessuale».

Gran Via di Madrid

gran via madrid
gran via madrid

La Gran Via di Madrid è un luogo di riferimento della città fin dalla sua costruzione all’inizio del XX secolo sia dal punto di vista commerciale, turistico che come posto di ritrovo.

È famosa per le sue sale cinematografiche (anche se oggi in parte sono state chiuse o riconvertite con successo in teatri di musical). Tanto che è conosciuta come la Broadway madrilena. Ospita tra l’altro i negozi delle catene internazionali della moda.

L’inizio dei lavori di questa arteria cittadina risale al 1910 sotto il regno di Alfonso XIII, pensandola come una calle che fosse allo stesso tempo elegante ed attraente.

Cosa mangiare a Madrid

La cucina madrilena è un mescolanza di piatti popolari e aristocratici: fanno parte della prima tradizione il cocido madrileño (patate, verdure, carne, lardo di maiale e ceci) e la tortilla (patate, uova, olio e sale).

Una leggenda narra che fu il generale Tomás de Zumalacárregui colui che, durante l’assedio di Bilbao, inventò la tortilla di patate come piatto semplice, rapido, nutriente ed economico per i soldati.

Un’altra versione della leggenda narra che la pietanza sia stata inventata da una casalinga della Navarra, alla cui casa si fermò il già menzionato generale Zumalacárregui. Questa, molto povera e in possesso solo di un po’ di uova, cipolle e patate finì per assemblare questi tre ingredienti, miscuglio che fu così gradito al Generale da far sì che egli lo rendesse conosciuto.

Uova, farina, zucchero e mandorle sono gli ingredienti di gran parte dei dolci madrileni: huesos de santo (patate, mandorle e crema), Le rosquillas de San Isidro (ciambelle con bianco d’uovo),  churros, dolci di pastella fritta che si accompagnano al cioccolato caldo.

A Madrid la vita è un po’ più “rilassata” rispetto ad altri paesi, infatti si mangia la colazione alle 9, il pranzo tra le 14 e le 15, la cena tra le 21 e le 22.

Un consiglio: se proprio non potete fare a meno del caffè italiano, chiedetelo rigorosamente un “espresso”.

Dove dormire a Madrid

Tra i numerosi alberghi, pensioni, ostelli e fitta-camere, dormire a Madrid è abbastanza facile e accessibile a tutte le tasche. Troviamo dall’albergo extra lusso, al B&B che vi farà sentire a casa per la cordialità dei titolari. In spagnolo, con il termine “hostal” non si indicano gli “ostelli”, ma strutture paragonabili alle pensioni italiane, in cui si può dormire e fare colazione.