Cosa fare, vedere e mangiare a Milano

Cosa fare vedere e mangiare a Milano in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Milano è una città ricca di risorse, sia da vedere che da fare. Sicuramente meritano particolare attenzione Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e il Castello Sforzesco, che sono simboli della ricchezza antica di Milano, ma fondamentale è anche la Milano di Leonardo Da Vinci, che mise il suo genio di architetto all’opera per rendere navigabili i navigli, recentemente recuperati e oggi luogo alla moda; ha donato a Milano il Cenacolo, uno dei suoi più grandi capolavori, dipinto nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. C’è anche la Milano internazionale, quella che richiama ricchi da tutto il mondo. La Milano internazionale di San Babila con la bella chiesa in stile neo-romanico, ma soprattutto con le vie della moda, le vetrine dei grandi marchi, le modelle in giro e le fuoriserie parcheggiate poco distanti. Milano infatti è senza ombra di dubbio la capitale economica dell’Italia.

Milano offre una moltitudine di cose da fare e da vedere, a cui bisogna aggiungere il fascino di una grande metropoli europea e una cucina sicuramente sottovalutata.

Cosa vedere a Milano

Di seguito quindi alcune delle principali cose da vedere a Milano in 1, 2, 3 giorni o nel weekend.

Il Duomo di Milano

duomo di milano

duomo di milano

Il Duomo di Milano, dedicato a Santa Maria Nascente, è indubbiamente il simbolo più rappresentativo della città. Fu costruito al centro della omonima piazza per volere di Gian Galeazzo Visconti nel 1386, dotato di meravigliose vetrate e bellissime decorazioni scolpite.
È la testimonianza più significativa di architettura gotica, con la fusione di caratteri nordici ed elementi lombardi. Anche se lo stile del Duomo, essendo frutto di lavori secolari, non risponde a un preciso movimento, si presenta come un organismo unitario. La gigantesca macchina di pietra infatti affascina e attrae l’immaginazione popolare, in virtù anche della sua ambiguità stilistica.

La sua maestosità è completata dalla guglia maggiore dove troneggia la celebre Madonnina di rame dorato, alta ben 4 metri. Se visiterete il duomo in una bella giornata, potrete affacciarvi dalla terrazze, salendo con l’ascensore, e apprezzare una meravigliosa vista sulla città e sulle Alpi. Nel Duomo ci sono 3.500 statue, compresi i 96 giganti dei doccioni, la struttura è lunga 157 metri, larga 92 metri e che la guglia è alta 108,50 metri.

Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

basilica sant ambrogio milano

fonte foto:lombardiaebeniculturali.it

La Basilica di Sant’Ambrogio è intitolata al santo protettore della città ed è considerata la seconda chiesa per importanza, dopo il Duomo. Fondata nel IV sec. per volere del vescovo Ambrogio di Milano (qui sepolto nel 397), nell’area del cimitero dei cristiani martirizzati (in origine era chiamata Basilica Martyrum), la chiesa fu ricostruita secondo i canoni dell’architettura romanica tra il 1088 e il 1099.

Pur essendo considerata il più importante esempio di architettura romanica lombarda, la Basilica deve il suo aspetto anche agli interventi edilizi e agli adattamenti condotti nei secoli successivi. La basilica, preceduta da un atrio, presenta una facciata incorniciata da due campanili: quello dei Monaci a destra (IX sec.) e quello dei Canonici a sinistra (XII sec.). Interessante è la colonna romana su cui poggia la scultura in bronzo “serpente di Mosè”. La leggenda vuole che la fine del mondo sia preannunciata dalla discesa dell’animale dalla colonna.

Nella cripta sono conservate le spoglie dei Santi Ambrogio, Gervaso e Protaso. Vicina alla basilica di Sant’Ambrogio fa bella mostra di sé una colonna di epoca romana su cui si trovano due buchi fatti, secondo la leggenda, da Satana. Il diavolo, non essendo riuscito a sedurre Ambrogio, cercò di trafiggerlo ma sbagliò e colpì la colonna, rimanendovi incastrato con le sue corna. Arrabbiato, sotto forma di fumi di zolfo, il maligno utilizzò quegli stessi fori per far ritorno agli inferi. Provate ad avvicinare il naso ad uno dei fori, se sentite uscire un leggero odore di zolfo o se appoggiandovi l’orecchio sentite strani rumori provenire da essi, non preoccupatevi, è solo una leggenda…

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano

cenacolo da vinci

fonte foto:zaniviaggi.it

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è custodita all’interno dell’ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. Leonardo realizzò quest’opera di straordinaria bellezza sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, nel corso della signoria di Ludovico il Moro.

Il geniale Leonardo eseguì questo capolavoro a “secco”, non amando la tecnica dell’affresco (usata di solito per le pitture a muro). Purtroppo nel corso dei secoli, a causa dell’umidità presente nella stanza, l’opera ha subito dei pesanti deterioramenti e oggi la si riesce a vedere solo in parte. Negli anni sono state numerose le opere di restauro sull’Ultima Cena, e in particolare quella del 1999 ha restituito al dipinto i suoi colori originali e ha rimosso gli interventi precedenti di pittura. Per evitare che il dipinto possa ancora essere danneggiato, è conservato in particolari condizioni ambientali, determinate dal trattamento dell’aria, ed è visitabile soltanto da gruppi di massimo 25 visitatori per volta, ogni 15 minuti, ma è assolutamente da vedere (si può anche prenotare l’ingresso prima).

La Pinacoteca di Brera a Milano

pinacoteca brera

fonte foto:tripadvisor.com

La Pinacoteca di Brera a Milano nacque nel 1776 come collezione di opere destinate alla formazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti. Quindi la Pinacoteca di Brera, a differenzia di altri musei, non ha origine dal collezionismo privato dell’aristocrazia e dei principi, ma da quello di Stato e politico.

Quando Milano fu proclamata capitale del Regno Italico da Napoleone, a Brera arrivarono i quadri espropriati alle chiese e agli aristocratici (ovviamente quelli non portati a Parigi): dalla Cena in Emmaus di Caravaggio, al Cristo Morto di Mantegna, dalla Pala Brera di Piero della Francesca, allo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Possiamo notare anche molte opere di artisti minori, meno conosciute ma altrettanto eccezionali.Uno dei simboli della pinacoteca èil Bacio di Hayez (l’opera che rappresenta il romanticismo per eccellenza).La collezione arriva fino al ‘900 con operedi Braque, Modigliani, Picasso, Morandi, De Chirico e tanti altri.

Il Castello Sforzesco di Milano

Castello Sforzesco

Castello Sforzesco

Il Castello Sforzesco è uno dei principali simboli di Milano e della sua storia. Da 750 anni è considerato un luogo determinante per i milanesi. Costruito da Francesco Sforza (da cui il nome) sui resti di una precedente fortificazione, il Castello, cittadella militare, è oggi uno dei castelli più grandi d’Europa.

Da sempre luogo legato alla guerra, alle dominazioni e ai lutti, quindi amato e odiato dai milanesi, nel Novecento cambiò volto e assunse l’aspetto confortante di un luogo di cultura, impiegato per tutelare le testimonianze dell’arte lombarda.

Attualmente infatti è sede di importanti istituzioni culturali, meta turistica ed è ricco di musei: al piano terreno della Corte Ducale c’è il Museo d’Arte Antica, al primo piano la raccolta dei mobili e la Pinacoteca, al primo e secondo piano della Rocchetta ci sono le raccolte d’Arte Applicata e il Museo degli Strumenti Musicali, nel sotterraneo della Corte Ducale ci sono il Museo della Preistoria e Protostoria e il Museo Egizio. 

Il Castello contiene alcuni capolavori dell’arte italiana: la Pietà Rondanini di Michelangelo, gli affreschi di Leonardo nella VIII sala del Museo d’Arte Antica, la Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo del Mantegna nella Pinacoteca e lo straordinario ciclo di arazzi raffiguranti i dodici mesi del Bramantino, nella Sala della Balla.

I Navigli di Milano

navigli milano

navigli milano

Il sistema dei Navigli nasce con l’ambizioso progetto di collegare Milano con il Lago di Como, l’Adda, il Lago Maggiore e il Po, arrivando nel nord Europa e poi fino al mare.
La loro storia comincia nella seconda metà del XII secolo, con la costruzione del primo tratto navigabile. Il primo canale, il Ticinello, venne inaugurato nel 1179 e lungo ben 50 chilometri, diede il via all’edificazione del Naviglio grande. Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana ma fu con Ludovico il Moro che si ebbe la vera svolta.

Leonardo Da Vinci ideò un sistema di chiuse, in modo da collegare Milano con il Lago di Como. Napoleone a quel punto pensò e completò nel 1805 la costruzione del Naviglio pavase, che collegò Milano con il mare attraverso il Po. I Navigli non sempre hanno vissuto momenti di gloria, ma questi si sono alternati con momenti di abbandono e inquinamento, che hanno portato all’interramento di una buona parte di essi.
Oggi sia i Milanesi che i turisti amano visitarli per passeggiare, a piedi o in bici nelle piste ciclabili, frequentare le osterie e i locali tradizionali che vi nascono intorno, fare acquisti nelle boutique e nei negozi degli artisti. Stanno infatti vivendo una rinascita e sono al centro di numerosi progetti di riqualificazione, tra i quali (il primo portato a compimento) quello della nuova Darsena, nel Naviglio Grande, avvenuto con l’Expo 2015.

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano

La Galleria Vittorio Emanuele II, è considerato il salotto di Milano, fu costruita perché nella prima metà del XIX secolo la città guardava con invidia le evoluzioni urbanistiche delle grandi capitali europee e desiderava esserne all’altezza.
Nel 1859, sotto forma di strada pedonale coperta, si creò un passaggio coperto per mettere in comunicazione Piazza Duomo a Piazza della Scala, con un concorso internazionale per valutare le proposte di diversi architetti.

Arrivarono ben 176 propostetra cui spiccò quella di Giuseppe Mengoni, che pensò appunto ad una lunga galleria attraversata da un braccio, con un’ampia sala ottagonale al centro dell’incrocio. Qualche anno dopo cominciarono i lavori con la posa della prima pietra direttamente da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia e due anni dopo la Galleria venne inaugurata anche se ancora incompleta.

Ma l’architetto Mengoni, morì proprio durante un’ispezione della sua galleria (Si pensò subito ad un suicidio dovuto alle numerose critiche rivolte alla sua opera e alla delusione causata dall’assenza del re all’inaugurazione: nessuno poteva immaginare che il re era in pessime condizioni di salute e che sarebbe morto solo pochi giorni dopo). La Galleria è piena di negozi e locali, dove ci si dà appuntamento per farsi vedere, acquistare (a caro prezzo) o semplicemente prendersi un caffè.

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Monastero Maggiore milano

fonte foto:repstatic.it

Merita assolutamente una visita la chiesa rinascimentale di San Maurizio, dopo 30 anni di restauri è tornata finalmente a splendere, decorata internamente con gli affreschi di scuola leonardesca e viene indicata come la “Cappella Sistina” di Milano. La semplice e lineare facciata dell’edificio su Corso Magenta non lascia presagire il sorprendente interno ricco di questi meravigliosi affreschi che ricoprono l’intera struttura architettonica, dalle pareti alla volta e si estendono per ben 4mila metri quadri. Troviamo le opere di Bernardino Luini, al quale si devono, tra gli altri, le “Storie di Santa Caterina” (cappella Besozzi), le “Storie della vita di Cristo” (coro monache, parete del tramezzo); Simone Peterzano, maestro del Caravaggio, autore de “Il ritorno del figliol prodigo” e “Cristo che caccia i mercanti dal tempio” che decorano la facciata interna della chiesa; Antonio Campi al quale si deve l’”Adorazione dei Magi” sull’altare maggiore; Bergognone (coro); LomazzoBoltraffio, allievo di Leonardo. Di grande pregio nel coro claustrale, l’organo realizzato da Gian Giacomo Antegnani (1557) destinato in origine a concerti liturgici, ed oggi utilizzato in occasione degli eventi concertistici che si svolgono in città.
Edificata ai primi del ‘500 sui resti di un antico luogo di culto, la chiesa era annessa al Monastero Maggiore dell’ordine delle Benedettine (demolito nel 1799), di cui oggi rimane il chiostro d’ingresso, parte integrante del MuseoArcheologico. La suddivisione dello spazio interno in due parti (uno aperto ai fedeli, e un altro, quello posteriore, riservato alle monache del monastero che assistevano alla messa da una grata) testimonia l’antica destinazione della struttura.

Cosa mangiare a Milano

Milano vanta una grande tradizione in cucina. Il re della cucina milanese è il burro che viene usato nella maggior parte dei piatti, dal risotto, alla cotoletta, fino al panettone.

Il risotto alla milanese, tipico piatto, è ricco di zafferano. Anche se la versione originale prevede l’uso del midollo di bue, oggi non sono in molti a usarlo. Un altro primo piatto tipico è la “busecca” (da cui il soprannome di “busecconi”), fatto con trippa cotta in umido.
Sicuramente dovete provare, tra i secondi, la cotoletta alla milanese, fatta con carne di vitello, alta almeno un dito e fritta nel burro. Da guastare è anche l’Ossobuco (òsbus a la milanesa): trancio di stinco di vitello o manzo in umido. La “cassoeula” invece è un piatto fatto con verze e le parti “povere” del maiale come le cotenna, la testa, le costine e i piedini.
Tra i dolci, hanno qui origine il panettone e la colomba. Invece lo stracchino, il mascarpone, il grana di Lodi e, ovviamente, il gorgonzola sono tra i latticini tipici della zona. Se invece preferite il pesce, potete mangiare dell’ottimo sushi in questi ristoranti milanesi.

approfondisci: i migliori ristoranti di Milano

Dove dormire a Milano

Da molto tempo ormai Milano è il punto di arrivo di un grande turismo culturale, non più solo di manager e business man. Grazie al rilancio dei Navigli, al moltiplicarsi delle mostre e all’apertura di nuovi musei, il numero visitatori nella città è notevolmente aumentato.

Non è particolarmente difficile trovare un posto dove dormire a Milano perché vista la grande affluenza di gente, ha dovuto ampliare le sue proposte ricettive e oggi più di ieri, è pronta ad accogliere i numerosi turisti in alberghi, hotel, bed & breakfast, appartamenti e ostelli, sparsi in ogni zona della città, secondo il piacere dei visitatori.

Dai grandi e lussuosi hotel delle principali catene alberghiere, potete trovare anche hotel più modesti, accoglienti ed leggermente più economici, affittacamere confortevoli, b&b familiari e stravaganti case liberty degli inizi del ‘900. Però non è facile trovare una camera a buon prezzo, soprattutto in centro e in occasione di eventi internazionali.

I prezzi partono da 80 € per notte in hotel 3 stelle per poi salire. Se potete, prenotate però in anticipo. Milano è perfettamente collegata, in tutte le sue zone grazie ad un sistema di trasporti efficiente e funzionale, quindi se volete risparmiare un po’ non scegliete di dormire al centro, ma preferite la periferia, senza porvi il problema degli spostamenti.