Il parco dei Mostri a Boranzo

Un viaggio all’insegna del mistero. Immersi nel bosco delle meraviglie tra sculture sacre e profane.

Il Parco dei Mostri si trova a Boranzo, un borgo non molto lontano da Viterbo. In principio questo luogo aveva un nome meno inquietante, ovvero Bosco Sacro o Villa delle Meraviglie. Creato per volere del Principe Pier Francesco Orsini. Questo infatti volle far creare questo posto suggestivo per donarlo all’amata moglie Giulia Farnese. Luogo d’arte che si interseca con la bellezza della natura.

Il Parco dei Mostri è, infatti, un grande bosco, immenso, qui la natura si mostra misteriosa poichè circondata da figure mitiche dal fascino surreale e grottesco. Certamente l’ambientazione di queste strutture architettoniche è alquanto strana. All’interno del Parco dei Mostri troverete creature mitologiche che si alternano a figure mostruose, a personaggi enigmatici e architetture da vertigini che creano una particolare sensazione, quasi destabilizzante. Qui curiosità e meraviglia si fondono alla perfezione. Diverse sono le figure rappresentate ovvero: draghi, animali esotici, antiche divinità che interagiscono con soggetti misteriosi.

Tutto ciò lascia i visitatori immersi in un velo di mistero. Eppure per un lungo periodo di tempo questo luogo fu dimenticato dai turisti. Da poco però è tornato ad essere una meta suggestiva e molto visitata. In realtà il Parco dei Misteri è la meta ideale per famiglie e giovani. A prescindere dall’età, tutti gli esseri umani amano andare alla scoperta degli antichi misteri. Vero è che i turisti non dovranno farsi prendere dalla paura ma dovranno cercare di scovare il perchè dell’esistenza di questo luogo e di queste enormi e misteriose figure mitologiche!

Sperlinga: il paese siciliano nelle Madonie

Le bellezze della Sicilia si concretizzano anche in numerosi e caratteristici borghi. Uno tra i più belli è quello di Sperlinga.

La Sicilia è un’ isola ricca di bellezze da valorizzare e da proteggere. Il mare, la natura, le montagne, rendono la Sicilia un territorio da visitare in modo da coglierne le tradizioni popolari, la cultura e la storia. Numerosi sono i borghi rurali che la caratterizzano. Basta pensare a Castelmola, Castroreale, Castiglione di Sicilia, Geraci.

Se volete organizzare un week – end alla scoperta di questi luoghi meravigliosi vi consiglio di raggiungere  in primis Sperlinga.

Sperlinga è un piccolo paesino dell’entroterra siciliano. Situato tra i Monti Nebrodi e le Madonie. La vera attrazione di Sperlinga è il suo castello rupestre, interamente scavato sulla roccia. Edificato in epoca remota da popolazioni autoctone. Il Castello è dotata di ponte levatoio, all’ interno si possono  visitare le scuderie, le prigioni e gli ambienti dedicati ai numerosi fabbri del possedimento, oltre ad una serie di luoghi di culto. In cima al castello si giunge grazie ad una scala composta da 80 scalini.

Il Borgo Rupestre è una zona di Sperlinga caratterizzata da numerose abitazioni rupestri, probabilmente risalenti a periodi preistorici.  Abitate fino agli anni Sessanta, oggi sono in parte visitabili e adibite a piccoli musei locali, al cui interno sono esposti attrezzi contadini. Passeggiare all’interno del borgo vorrà dire andare indietro con la mente e scoprire la quotidianità dei nostri predecessori.  Via Valle è un’altra parte di Sperlinga molto suggestiva dove le costruzioni di recente realizzazione si mischiano alle grotte, formando un panorama davvero insolito.

Vi consiglio di visitare questo paesino dell’entroterra siciliano. Un week – end basterà per coglierne la genuinità.

Le migliori mete in Italia da percorrere in moto

Se siete amanti delle due ruote certamente ogni scusa è buona per trascorrere il vostro tempo libero sulla moto. On the road, alla ricerca della libertà.

Il paesaggio italiano è infinitamente meraviglioso. Caratterizzato da luoghi naturali che meritano di essere visitati.

L’Italia vi permette di scegliere tra diverse mete, ottime da girare in moto alla ricerca dell’avventura e dell’adrenalina. Ovviamente i percorsi dovranno essere scelti in relazione alla tipologia di moto che possedete.

Vi consiglio quindi una moto stradale che però  non si lasci impaurire dai terreni montuosi.

Diverse sono le mete scelte dai motociclisti. Quelle più ambite sono caratterizzate da splendide coste unite ad alti monti, proprio per assaporare l’ebrezza delle sinuose curve!

Una meta molto ambita è la Sardegna. Qui sono diversi i gruppi di motociclisti che si recano per visitarla in ogni sua insenatura. Pare che i motociclisti amino della Sardegna la Bosa – Alghero, lunga 50 chilometri e prossima ad essere inclusa nel Patrimonio dell’ Unesco.

A contare numerosi turisti è la Sicilia. Molti di questi la girano in moto seguendo percorsi che permettono agli appassionati delle due ruote di attraversarla passando per la costa dell’Isola.

Certamente se vi trovate in Sicilia non potete non guidare la vostra moto tra le sinuose curve che vi portano da Linguaglossa fino all’Etna.

Da qui, seguendo la giusta traiettoria, vi ritroverete a scendere tra i monti per raggiungere la costa messinese, attraversando famosi borghi come quello di Castelmola.

Se ci spostiamo verso il centro Italia vi consiglio la Piana di Campo Imperatore, sita all’Aquila. Un luogo di una bellezza indescrivibile soprannominato dall’alpinista Fosco Maraini “Piccolo Tibet”.  Da qui potrete poi raggiungere Napoli.  Passando per il lungo mare non potrete rinunciare a gustare la rinominata Pizza Napoletana e magari soggiornando qui potrete fare colazione con un buon caffè. Caffè che secondo quanto cantava Fabrizio De Andrè “solo a Napoli sanno fare”!

Roma la città Eterna: monumenti e luoghi da visitare

Cosa fare vedere e mangiare a Roma in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Come descrivere Roma in poche righe? Come scegliere cosa vedere in una città piena di meravigliosi monumenti, fontane, piazze, statue, musei e opere d’arte di ogni genere? È difficile pensare che questa meravigliosa città sia nata da un piccolo insediamento di pastori sul colle Palatino (secondo la trazione il 21 aprile del 753 a.C.) e da una lupa che ha allattato due bambini (Romolo e Remo) come fossero suoi cuccioli.

L’unica cosa certa è che Roma è invasa ogni giorno da milioni di turisti che rimangono ammaliati dal fascino di questa città. Roma infatti ha un fascino che la rende una città unica al mondo. Cercheremo di indicarvi alcune cose che assolutamente meritano una visita durante una vacanza a Roma.

Cosa vedere a Roma

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Roma per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Il Colosseo a Roma

colosseo roma
colosseo roma

Tra le prime cose che vi consigliamo di vedere a Roma, c’è senza ombra di dubbio il Colosseo. Fu inaugurato come Anfiteatro Flavio, chiamato Colosseo più avanti, probabilmente per via dell’enorme statua conosciuta con il nome di “Colosso del Dio Sole”, posta nelle vicinanze e che aveva le sembianze di Nerone.

La sua costruzione fu voluta dall’imperatore Vespasiano (fondatore della dinastia dei Flavi). Gli antichi romani assistevano al suo interno a lotte tra gladiatori e animali feroci oppure alle simulazioni di battaglie navali. Tito, il figlio successore di Vespasiano, aggiunse due ordini di posti alla struttura principale e per festeggiare l’opera (80 d.C.) indisse ben cento giorni di giochi.

Il Colosseo impone la sua maestosa presenza al centro della città. Intorno troverete molti “centurioni” (simpatici personaggi vestiti con il tipico abbigliamento dei combattenti romani), tra una battuta in romanaccio e una fotografia, sono entrati a far parte anch’essi della tradizione.

Resterete affascinati dal Colosseo, specialmente la sera, con tutte le luci accese. Se è vero che quando cadrà il Colosseo, cadrà Roma e insieme a lei il mondo intero, speriamo vivamente che la costruzione regga ancora per un bel po’.

Il Pantheon di Roma

Pantheon roma
Pantheon roma

Il Pantheon sorge, secondo la leggenda, nel punto in cui Romolo, alla sua morte, fu afferrato e portato in cielo da un’aquila. Con la sua cupola e il colonnato, il Pantheon è uno dei monumenti romani più visitato.

Il tempio è dedicato a tutte le divinità (Pan- tutti  Theon- divinità), costruito dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 125 d.C. in sostituzione di un precedente tempio di Marco Agrippa consacrato a Marte e a Venere. Nel 609, il tempio romano fu convertito in basilica cristiana con il nome di Santa Maria ad Martyres.

Nel 1870 ha assunto il ruolo di sacrario dei re d’Italia, infatti vi troviamento le tombe di Vittorio Emanuele II, Umberto I e Margherita di Savoia, oltre a quella di Raffaello Sanzio.
La caratteristica principale è la grande cupola emisferica del diametro di 43,3 m pari all’altezza dal pavimento, sulla cui sommità vi è la grande – ed unica – apertura (9 m.), l’oculus (occhio).

Da questo foro proviene la luce (e l’acqua quando piove, che però defluisce rapidamente). Quando piove, l’apertura crea un “effetto camino”, cioè una corrente d’aria in salita che porta alla frantumazione delle gocce d’acqua. Così, anche quando la pioggia fuori è battente, la sensazione è che all’interno piova meno. Il Pantheon merita sicuramente una visita.

I Musei Vaticani di Roma

musei vaticani roma
musei vaticani roma

I Musei Vaticani sono nati dal mecenatismo dei papi che per secoli raccolsero e commissionarono opere straordinarie. Sono considerati fra i più bei complessi museali al mondo (13 musei, l’uno diverso dall’altro) e racchiudono una delle più belle collezioni d’arte del pianeta. Possiamo ammirare le pregiatissime opere dell’antichità greca e romana (il Lacoonte, l’Apoxyomenos, l’Apollo del Belvedere), dell’arte egiziana (mummie) ed etrusca (Marte di Todi).

La piccola Pinacoteca custodisce una collezione di dipinti che va dal XII al XIX secolo, con opere di Raffaello, Caravaggio e Leonardo da Vinci.

Girando per i Musei, incontrerete anche alcune sale affrescate, come l’Appartamento Borgia affrescato dal Pinturicchio intorno al 1490, le Stanze di Raffaello, ovvero le quattro sale utilizzate da papa Giulio II come propria residenza decorate da Raffaello e la famosa Cappella Sistina (dal nome del suo fondatore, papa Sisto IV) che Michelangelo ha reso uno dei tesori artistici più apprezzati e celebrati al mondo (visitato da circa 20.000 visitatori al giorno).

Gli affreschi della Creazione (sulla volta) e del Giudizio Universale (sulla parete dell’altare), sono considerati fra i più grandi ed intensi capolavori pittorici della storia dell’arte mondiale. I Musei Vaticani meritano senza ombra di dubbio una visita, resterete affascinati da tanta bellezza.

Fontana di Trevi a Roma

fontana di trevi
fontana di trevi

Se avete qualche desiderio, non esitate a lanciare una monetina nella Fontana di Trevi, così la tradizione vuole che si realizzi. Progettata dall’architetto Nicolò Salvi, la Fontana riceve le acque dell’acquedotto Vergine dai tempi di Augusto.

La bellezza della costruzione lascia davvero senza fiato per la sua imponenza. Notate un particolare che, si dice fu realizzato semplicemente per ripicca: sulla destra della Fontana di Trevi si trova un vaso di travertino, detto “Asso di coppe” che secondo la leggenda fu messo lì da Salvi stesso per coprire la visuale dalla bottega di un barbiere che criticava continuamente il suo lavoro durante la costruzione.

Guardando la fontana notiamo riferimenti al mare, il barocco incontra il classicismo in una perfetta armonia. La Fontana di Trevi si vede spesso nei film perché è un set cinematografico molto amato, teatro di manifestazioni e palcoscenico di grandi feste. Soltanto Anita Ekberg ne “La dolce vita“, ha avuto il permesso di farsi il bagno nella fontana. Non ci provate pure voi, altrimenti sarete costretti a fare i conti con le forze dell’ordine che, vi garantiamo, non la prenderanno per niente bene.

Piazza Navona a Roma

piazza navona roma
piazza navona roma

Piazza Navona è una delle piazze più frequentate, sia dai romani che dai turisti, il luogo ideale dove intrattenersi a chiacchierare, stando comodamente seduti al tavolino di un bar ammirando la bellezza delle sculture e delle architetture barocche. Questa piazza diventa un bellissimo spettacolo soprattutto durante il periodo natalizio, quando si riempie di caratteristiche bancarelle.

Piazza Navona sorge nel luogo dell’antico stadio di Domiziano (da qui la sua forma ovale), voluto dall’imperatore per ospitare le gare di atletica, infatti fino al XIX secolo, nella piazza furono organizzati spettacoli ludici e sportivi. Nel mese di agosto la piazza veniva allagata chiudendo gli scarichi delle fontane, per offrire un po’ di frescura ai romani.

Qui spicca la Fontana dei Quattro Fiumi, di Bernini (1651). I 4 fiumi sono il Gange, il Danubio, il Rio della Plata e il Nilo, rappresentati da quattro giganti disposti su una roccia piramidale dalla quale si eleva un obelisco romano. Nella piazza troviamo pure la chiesa di Sant’Agnese in Agone dalla facciata concava, progettata da Borromini per dare risalto alla cupola.

Ci sono anche la Fontana di Nettuno o dei Calderari, all’estremità settentrionale, e la Fontana del Moro che fronteggia Palazzo Pamphilj (a sud della piazza), disegnate da Giacomo della Porta.

La Basilica di San Pietro a Roma

basilica di san pietro
basilica di san pietro

La Basilica di San Pietro, situata nella Città del Vaticano, non è tuttavia la cattedrale di Roma, perché tale titolo spetta alla Basilica di San Giovanni in Laterano.

In quanto Cappella pontificia, posta in adiacenza del Palazzo Apostolico, la basilica di San Pietro è la sede delle principali manifestazioni del culto cattolico. È infatti il cuore della Chiesa cattolica e sorge dove nel 324 Costantino fece costruire un santuario in onore del Primo Apostolo, che lì fu crocifisso e sepolto.

Nel 1506, papa Giulio II incaricò Donato Bramante di progettare la costruzione della Basilica, quindi insieme a Michelangelo e Giacomo della Porta furono alcuni degli architetti che parteciparono alla costruzione di San Pietro, negli oltre cento anni impiegati per completare la grandiosa opera.

I maggiori artisti del Rinascimento romano e del barocco hanno lasciato lì capolavori di straordinaria bellezza, come la Pietà di Michelangelo, la Cattedra di S. Pietro, il monumento di Urbano VIII e il sontuoso Baldacchino del Bernini.
Con la cupola di Michelangelo e la monumentale facciata, la Basilica di San Pietro domina lo spettacolare portico a colonnato di piazza San Pietro, capolavoro architettonico del Bernini. È oggi la chiesa più grande del mondo (22.000 mq di superficie).

È un luogo grandioso, imperdibile per pellegrini e visitatori che arrivano da ogni parte del mondo per vedere tale meraviglia.

Villa e Galleria Borghese a Roma

villa borghese roma
villa borghese roma

Il parco di Villa Borghese è il “cuore” verde di Roma. Progettato nel 1605 per il cardinale Scipione Borghese (nipote prediletto di papa Paolo V), rimaneggiato nel corso dei secoli dai suoi successori, acquistato dallo Stato agli inizi del Novecento, questo grande parco pubblico è tutt’oggi, un autentico giardino delle delizie.
Passeggiando per il parco (di 6 km di circonferenza) incontreremo statue neoclassiche, costruzioni esotiche, un laghetto artificiale, un’uccelliera, numerose fontane, giardini e boschetti, uno zoo (il Bioparco), un anfiteatro (Piazza di Siena) ed alcuni musei.

La più famosa è la Galleria Borghese, ospitata nell’omonima villa secentesca (nota come Casino Borghese), è stata concepita per custodire la magnifica collezione privata Borghese, costituita inizialmente da Scipione, al quale si deve il nucleo più importante della stessa. La villa è divisa in due sezioni: la raccolta di sculture (Museo) al pianterreno, tra le quali si possono ammirare alcuni capolavori del Bernini (“Ratto di Proserpina”, “Apollo e Dafne”) e la famosa Paolina Borghese raffigurata dal Canova; e la pinacoteca (Galleria) al primo piano, che comprende opere di grandi maestri della pittura come Tiziano, Antonello da Messina, Raffaello, Perugino, Caravaggio e Rubens.

Piazza di Spagna e Trinità dei Monti a Roma

piazza di spagna roma
piazza di spagna roma

Piazza di Spagna è una tappa obbligatoria durante una vacanza a Roma. Spesso scenario di sfilate di alta moda e celebre protagonista di numerosi film, la piazza insieme alla scalinata di 135 gradini di Trinità dei Monti è conosciuta e amata in tutto il mondo.

Tanti personaggi storici sono passati di qui, come Giuseppe Balsamo (Cagliostro), noto alchimista ed esoterista, che alloggiava in una delle locande adiacenti alla piazza. Si narra che il suo arresto avvenne proprio in piazza e che il fantasma della moglie si aggiri ancora in questa zona, perché fu proprio lei a denunciare il marito al Sant’Uffizio (la congregazione della sacra romana e universale Inquisizione).

Quando vi siederete insieme a migliaia di turisti sulle scale, anche se non si può, respirate un po’ di quella bella atmosfera (più rassicurante oggi). Se visitate Roma durante la stagione calda, usate la Barcaccia (la fontana che si trova al centro della piazza) per rinfrescarvi un po’.

Cosa mangiare a Roma

La cucina romana è popolare, semplice ma saporitua, genuina ma abbastanza sostanziosa ed è rimasta inalterata nei secoli. È una cucina che si basa sull’uso di erbe aromatiche, di avanzi e frattaglie, di strutto, olio e battuto a base di lardo, guanciale, ventresca e grasso di prosciutto.

Assolutamente da provare sono i primi bucatini all’amatriciana (la ricetta originaria nasce ad Amatrice, una città del Lazio, dove la pasta con guanciale e pecorino, erano il piatto tipico dei pastori e dei montanari dell’Appenino centrale), la cacio e pepe, la carbonara (realizzata in principio con le razioni di cibo degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale).

Come secondi da provare sono i saltimbocca, la trippa, l’abbacchio alla romana, la coda alla vaccinara, il fritto misto di carne, la porchetta della vicina Ariccia e come contorno i carciofi alla romana o alla giudia, la cicoria e le puntarelle.

Se tutto questo ancora non vi è bastato, provate anche il maritozzo con la panna!
Se invece visitate Roma durante la stagione calda, fermatevi dai venditori ambulanti in giro per la città e provate la grattachecca, è una bevanda rinfrescante tipica fatta con ghiaccio grattato a neve al quale vengono aggiunti uno o più sciroppi (amarena, tamarindo, menta, orzata, cocco, limone…) o succhi di frutta.

Dove dormire a Roma

A Roma il turismo o qualche evento, qualche concerto o manifestazione, fanno sì che la città sia perennemente invasa da turisti o scolaresche. Quindi trovare un posto a dormire economico è molto difficile. Sicuramente Roma è ricca di posti letto, quindi un posto si troverà sempre, ma se riuscite però a prenotare in anticipo, risparmierete molto e magari avrete più possibilità di scelta.

Ovviamente alloggiare nel centro storico richiede una spesa elevata o una capacità di adattamento ad hotel piccoli, senza colazione o servizio. Molte più possibilità arrivano dagli hotel appena fuori il centro nei quartieri più periferici. Il prezzo medio di un hotel 3 stelle a notte parte da 80 €.

Cosa fare, vedere e mangiare a Venezia

Cosa fare vedere e mangiare a Venezia in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Venezia si può visitare come spesso fanno i turisti che spediti girano in qualche ora le principali piazze e i principali ponti e si ritengono soddisfatti della visita. Oppure si può non seguire questo percorso prestabilito e visitare Venezia in maniera meno “turistica”. Certo, anche il percorso meno turistico prevede la visita a Piazza San Marco e la passeggiata sul Ponte di Rialto per ammirare il Canal Grande.

Per scoprire questa Venezia, bisogna uscire un po’ fuori dall’ordinario, è fondamentale per esempio entrare nei palazzi e non limitarsi ad osservarli dalle loro bellissime facciate. Così scoprirete la Gallerie dell’Accademia, la Scuola Grande di San Rocco e la Chiesa dei Frari. Questo vi permetterà di visitare luoghi straordinari in una città che di ordinario ha ben poco. Scoprirete opere magnifiche e architetture finissime, che raccontano la vera storia di Venezia.

Cosa vedere a Venezia

Vi consiglieremo cosa fare, vedere e mangiare a Venezia in 1, 2, 3 giorni o nel Weekend.

Piazza San Marco a Venezia

piazza san marco
piazza san marco

È obbligo iniziare da Piazza San Marco, che, anche se molto turistica, è di una bellezza da togliere il fiato. Il grande piazzale su cui sorge la Basilica, con gli innumerevoli piccioni in attesa di qualche briciola, è una delle immagine più famosa di Venezia. È rinomata in tutto il mondo per la sua bellezza e integrità architettonica ed è l’unica piazza di Venezia che possa effettivamente ritenersi tale, mentre tutte le altre con questa caratteristica vengono chiamate “campi”.

Pochi ci crederanno, ma anticamente l’area dove oggi sorge la piazza era un grande orto attraversato dal Rio Batario, che per volere del Doge Vitale II Michiel verrà interrato. Tutto ciò avvenne prima dell’arrivo delle reliquie di San Marco e della conseguente costruzione della Basilica.

Oggi la si può considerare come “il salotto d’Europa”, ma negli anni della Serenissima Repubblica ospitava fiere, tornei, processione e la caccia ai tori. Ora è circondata da bar costosi (attenzione che sono molto costosi), dove ci si può accomodare e godersi estasiati tanta bellezza.

Palazzo Ducale a Venezia

palazzo ducale venezia
palazzo ducale venezia

Palazzo Ducale è uno dei simboli della città ed è un capolavoro di stili che traggono spunto dall’architettura bizantina e da quella orientale.

Il palazzo però negli anni ha subito molte variazioni, dettate dalla lunga serie di incendi che ne hanno determinato significativi cambiamenti.

La bellezza della struttura sta nel fatto che la pesante mole del palazzo sia sorretta da quelli che sembrano esili colonne intarsiate.

Gli interni conservano ancora, per nostra fortuna, un’ampia pinacoteca con le opere dei più famosi maestri veneziani, tra i quali Jacopo e Domenico Tintoretto, Tiziano VecellioFrancesco BassanoPaolo VeroneseGiambattista ZelottiAndrea Vicentino e Antonio Vassilacchi.
I veneziani tengono particolarmente a questo palazzo perché è custode della loro storia e il protagonista di molti avvenimenti importanti per la città.

L’importanza politica del Palazzo, che ha accolto i Dogi (per questo è anche chiamato Palazzo Dogale), fu sottolineata anche da Napoleone Bonaparte quando, nel 1797 lo rese il centro della sua amministrazione, dopo aver conquistato la città.

L’importanza storica del Palazzo Ducale di Venezia è testimoniata anche dall’elevata somma versata dal Stato italiano appena nato, in favore di una ristrutturazione totale, nonostante il bilancio pesantemente in passivo dell’Italia unificata.

Lo Stato non badò a spese per dare ad uno dei più importanti simboli di Venezia, nuovo lustro.

Canal Grande di Venezia

Canal Grande di Venezia
Canal Grande di Venezia

Il Canal Grande, detto dai veneziani anche Canalazzo, ma non in senso dispregiativo, attraversa la città per 4 chilometri, dividendo il centro storico in due parti con la sua particolare forma di S al contrario.

In alcuni punti raggiunge anche i 5 metri di profondità, mentre la sua ampiezza è varia, fino ad arrivare a ben 70 metri di larghezza.

Il tour sul Canal Grande permette di ammirare la città da un punto di vista diverso.

Parte dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia e arriva fino a Piazza San Marco e offre una visuale inusuale e meravigliosa dei palazzi che vi si affacciano, che sono tutti rivolti verso il corso d’acqua.

L’armonia delle costruzione e gli stretti vicoli che si intravedono, permettono di capire perché Venezia è, da sempre, una delle città più particolari, amate e affascinanti del mondo.

I Ponti di Venezia

ponte di rialto venezia
ponte di rialto Venezia

I ponti a Venezia sono ben 354! La città ha infatti un rapporto morboso con i suoi ponti proprio perché ne ha disperatamente bisogno per collegare le diverse zone e rendere agli abitanti e agli innumerevoli turisti gli spostamenti un po’ più agevoli.

I veneziani hanno saputo trasformare un’esigenza in una caratteristica distintiva della città: Venezia infatti è famosa proprio per tutti questi ponti che si incontrano lungo i canali.

Il più celebre, forse, è il Ponte di Rialto, che fa bella mostra di sé sul Canal Grande e che nel 1593 sostituì l’antico ponte, fatto con barche di legno, che permetteva il passaggio verso il mercato i Rialto. Oggi il ponte, coperto da arcate, è attraversato ogni giorno da una moltitudine di turisti e venditori. È uno dei punti fotografici più famosi del mondo.

Il Ponte dei Sospiri però non è meno famoso. In molti pensano che il nome sia dovuto ai languidi sospiri degli innamorati che vi passano sotto mentre si giuravano amore eterno, ma sembra che i sospiri siano invece quelli dei condannati che venivano condotti nelle vicine carceri e, guardando per l’ultima volta la città, si lasciano prendere dallo sconforto.

Il Ponte della Costituzione, il più recente ponte di Venezia, è stato ideato e costruito dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Il Ponte, commissionato nel 1997, è stato aperto al pubblico nel 2008 e soltanto un anno dopo, ha avuto la definitiva approvazione tecnica.

Le Gallerie dell’Accademia a Venezia

Le Gallerie dell’Accademia, un complesso che unisce la chiesa di Santa Maria della Carità, il convento dei Canonici Lateranensi e la Scuola Grande di Santa Maria della Carità, ospitano la più ricca collezione di dipinti veneti in generale e veneziani in particolari, dal trecento bizantino e gotico agli artisti del Rinascimento.
Alcuni dei nomi degli artisti presenti sono Bellini, Carpaccio, Giorgione, Veronese, Tintoretto e Tiziano, Tiepolo e i grandi vedutisti settecenteschi Canaletto, Guardi, Bellotto, Longhi. Ci sono anche opere del Mantegna, di Piero della Francesca, Crivelli e tanti altri. Nel museo, inoltre, è ospitato anche l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci che però purtroppo viene esposto molto raramente perché la luce scolorirebbe l’inchiostro. Se siete interessati a vederlo, informatevi prima se è visibile o no.

La Basilica dei Frari a Venezia

Spesso i turisti erroneamente non visitano la Chiesa dei Frari. È una monumentale basilica lunga 102 metri, con 17 altari monumentali e una raccolta di opere degna dei migliori musei del mondo.

Vi sono seppelliti Antonio Canova e Tiziano, il musicista Monteverdi, molti dogi, condottieri e molte altre personalità di spicco veneziane. L’Assunta di Tiziano, nell’abside, è l’opera più importante della chiesa, insieme alla Pala Pesaro, sempre di Tiziano. Possiamo ammirare anche le opere di Bellini (Trittico dei Frari e Madonna in trono) e la Deposizione di Frangipane. Da visitare assolutamente è anche il Coro in legno.
Quando sarete dentro la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari lasciatevi affascinare dalla luce, dalla potenza monumentale e dalla disposizione delle opere poste come in un museo che danno una sensazione complessiva di maestosità.

La Scuola Grande di San Rocco a Venezia

scuola grande san rocco venezia
fonte foto:aclivenezia.it

Assolutamente da non perdere, la Scuola di San Rocco è considerata da molti come la Cappella Sistina di Venezia, perché Tintoretto nella pittura della Sala dell’Albergo è riuscito a mettere tutta la sua maestria.

Precedentemente la Scuola Grande di San Rocco era la sede di una Confraternita di veneziani benestanti, dediti ad opere benefiche. Prende il nome dal Corpo di San Rocco, custodito al suo interno. Nel 1564 la Confraternita affida appunto a Tintoretto il compito di decorare la Scuola. Nei 24 anni di lavori, l’artista e i suoi allievi realizzano un ciclo di grandi tele, sia nella Sala Terrena che in quella dell’Albergo. Le opere raccontano episodi biblici e della vita di Cristo in un percorso pittorico eccezionale, che quasi stordisce per la grandezza e il numero delle opere dipinte.

Museo Peggy Guggenheim a Venezia

Peggy Guggenheim
Peggy Guggenheim

La collezione Peggy Guggenheim è la più prestigiosa raccolta italiana dedicata all’arte europea ed americana della prima metà del 1900. Si trova nel Palazzo Venier dei Leoni, (nell’unico palazzo incompleto di Venezia) comprato dalla Guggenheim per realizzare il più grande museo sull’arte moderna degli anni ’50.

Peggy nella sua vita ha avuto come unico obbiettivo quello di realizzare un museo che valorizzasse le opere delle avanguardie di tutto il mondo. Negli anni del conflitto mondiale, la Guggenheim ha continuato a girare per l’Europa, incurante dei pericoli, alla ricerca delle opere da inserire nella sua ricercata collezione.

In questo museo troverete i capolavori degli artisti del periodo, tra i quali Pollock, de Chirico, Picasso, Kandinsky, Brancusi e Duchamp.

Da vedere è pure la Collezione Gianni Mattioli, molto interessante perché ricca di grandi opere di artisti del Novecento, in cui spiccano i nomi dei più grandi artisti del Futurismo italiano, Sironi, Carrà, Soffici, Rosai. Troviamo anche alcuni quadri di Morandi e un bellissimo ritratto di Modigliani.

Il Carnevale di Venezia

carnevale di venezia
carnevale di venezia

Se vi trovate a passare da Venezia nel periodo di carnevale, non perdevi assolutamente la meravigliosa festa che fanno lì. Si tratta di uno dei carnevali più conosciuti e apprezzati del mondo.
Le sue origini sono antichissime: la prima testimonianza risale ad un documento del Doge Vitale Falier del 1094. La particolarità delle maschere e dei costumi garantiva l’anonimato che permetteva quindi una sorta di livellamento di tutte le estrazioni sociali.

L’attuale Carnevale di Venezia è diventato un grande e spettacolare evento turistico, che richiama migliaia di visitatori da tutte le parti del mondo, che arrivano in città per partecipare a questa festa considerata unica per storia, atmosfere e maschere.

I giorni tradizionalmente più importanti del Carnevale veneziano sono il Giovedì grasso e il Martedì grasso, anche se le maggiori affluenze si registrano sicuramente durante i fine settimana dell’evento.

Cosa mangiare a Venezia

Venezia, con la sua cultura marinara e le sue antiche tradizioni, dà luogo a nuovi sapori e piatti originali.

I banconi dei “bacari”, ovvero le osterie, sono un vero trionfo sia per gli occhi che per il palato. Quando vi ci troverete davanti, dovrete scegliere tra i vari “cicchetti”, tipici antipasti veneziani da assaporare però con un “ombra de vin”. Non vi resta che scegliere quello che preferite tra verdure, granchio, soppressa con polenta o mezzo uovo con acciughe.
Continuate poi con i primi piatti, provate il celebre risi e bisi, (conosciuto come risotto con i piselli e la cipolla abbondante), che veniva mangiato dai Dogi il 25 aprile, in onore del Santo patrono della città. Particolarmente prelibati sono anche gli spaghetti con le vongole o con il nero di seppia, ovviamente il pesce è rigorosamente locale. Da provare assolutamente è anche la pasta e fagioli, che troverete sia nelle case che nelle osterie di tutta Venezia. Come secondi piatti lagunari particolarmente particolari e buoni vi consigliamo, solo per stomaci forti, il fegato alla veneziana, ricco di cipolla con cui è condito, accompagnato da un assaggio di “castrature“, i carciofi tipici coltivati nelle isole della Laguna.

Dove dormire a Venezia

La maggior parte dei turisti che arrivano ogni anno a visitare Venezia, non si ferma a dormire, ma visita la città facendo toccata e fuga in giornata.
A Venezia può essere molto difficile trovare un posto per dormire, soprattutto a primavera e durante il Carnevale. Tenete comunque in conto di spendere molto e non aspettatevi stanze extralusso, perché qui gli albergatori sanno che si è disposti a pagare molto pur di visitare Venezia. Un normale hotel 3 stelle può costare anche 150 euro a notte. Gli hotel e i B&B più economici si trovano a Mestre, poco distante da Venezia, ma perfettamente collegata, anche con i principali monumenti. Questa è sicuramente la soluzione meno romantica ma di certo la più conveniente.

Cosa fare, vedere e mangiare a Milano

Cosa fare vedere e mangiare a Milano in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Milano è una città ricca di risorse, sia da vedere che da fare. Sicuramente meritano particolare attenzione Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II e il Castello Sforzesco, che sono simboli della ricchezza antica di Milano, ma fondamentale è anche la Milano di Leonardo Da Vinci, che mise il suo genio di architetto all’opera per rendere navigabili i navigli, recentemente recuperati e oggi luogo alla moda; ha donato a Milano il Cenacolo, uno dei suoi più grandi capolavori, dipinto nel refettorio di Santa Maria delle Grazie. C’è anche la Milano internazionale, quella che richiama ricchi da tutto il mondo. La Milano internazionale di San Babila con la bella chiesa in stile neo-romanico, ma soprattutto con le vie della moda, le vetrine dei grandi marchi, le modelle in giro e le fuoriserie parcheggiate poco distanti. Milano infatti è senza ombra di dubbio la capitale economica dell’Italia.

Milano offre una moltitudine di cose da fare e da vedere, a cui bisogna aggiungere il fascino di una grande metropoli europea e una cucina sicuramente sottovalutata.

Cosa vedere a Milano

Di seguito quindi alcune delle principali cose da vedere a Milano in 1, 2, 3 giorni o nel weekend.

Il Duomo di Milano

duomo di milano
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Il Duomo di Milano, dedicato a Santa Maria Nascente, è indubbiamente il simbolo più rappresentativo della città. Fu costruito al centro della omonima piazza per volere di Gian Galeazzo Visconti nel 1386, dotato di meravigliose vetrate e bellissime decorazioni scolpite.
È la testimonianza più significativa di architettura gotica, con la fusione di caratteri nordici ed elementi lombardi. Anche se lo stile del Duomo, essendo frutto di lavori secolari, non risponde a un preciso movimento, si presenta come un organismo unitario. La gigantesca macchina di pietra infatti affascina e attrae l’immaginazione popolare, in virtù anche della sua ambiguità stilistica.

La sua maestosità è completata dalla guglia maggiore dove troneggia la celebre Madonnina di rame dorato, alta ben 4 metri. Se visiterete il duomo in una bella giornata, potrete affacciarvi dalla terrazze, salendo con l’ascensore, e apprezzare una meravigliosa vista sulla città e sulle Alpi. Nel Duomo ci sono 3.500 statue, compresi i 96 giganti dei doccioni, la struttura è lunga 157 metri, larga 92 metri e che la guglia è alta 108,50 metri.

Basilica di Sant’Ambrogio a Milano

basilica sant ambrogio milano
fonte foto:lombardiaebeniculturali.it

La Basilica di Sant’Ambrogio è intitolata al santo protettore della città ed è considerata la seconda chiesa per importanza, dopo il Duomo. Fondata nel IV sec. per volere del vescovo Ambrogio di Milano (qui sepolto nel 397), nell’area del cimitero dei cristiani martirizzati (in origine era chiamata Basilica Martyrum), la chiesa fu ricostruita secondo i canoni dell’architettura romanica tra il 1088 e il 1099.

Pur essendo considerata il più importante esempio di architettura romanica lombarda, la Basilica deve il suo aspetto anche agli interventi edilizi e agli adattamenti condotti nei secoli successivi. La basilica, preceduta da un atrio, presenta una facciata incorniciata da due campanili: quello dei Monaci a destra (IX sec.) e quello dei Canonici a sinistra (XII sec.). Interessante è la colonna romana su cui poggia la scultura in bronzo “serpente di Mosè”. La leggenda vuole che la fine del mondo sia preannunciata dalla discesa dell’animale dalla colonna.

Nella cripta sono conservate le spoglie dei Santi Ambrogio, Gervaso e Protaso. Vicina alla basilica di Sant’Ambrogio fa bella mostra di sé una colonna di epoca romana su cui si trovano due buchi fatti, secondo la leggenda, da Satana. Il diavolo, non essendo riuscito a sedurre Ambrogio, cercò di trafiggerlo ma sbagliò e colpì la colonna, rimanendovi incastrato con le sue corna. Arrabbiato, sotto forma di fumi di zolfo, il maligno utilizzò quegli stessi fori per far ritorno agli inferi. Provate ad avvicinare il naso ad uno dei fori, se sentite uscire un leggero odore di zolfo o se appoggiandovi l’orecchio sentite strani rumori provenire da essi, non preoccupatevi, è solo una leggenda…

Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano

cenacolo da vinci
fonte foto:zaniviaggi.it

L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci è custodita all’interno dell’ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano. Leonardo realizzò quest’opera di straordinaria bellezza sulla parete nord della grande sala tra il 1494 e il 1498, nel corso della signoria di Ludovico il Moro.

Il geniale Leonardo eseguì questo capolavoro a “secco”, non amando la tecnica dell’affresco (usata di solito per le pitture a muro). Purtroppo nel corso dei secoli, a causa dell’umidità presente nella stanza, l’opera ha subito dei pesanti deterioramenti e oggi la si riesce a vedere solo in parte. Negli anni sono state numerose le opere di restauro sull’Ultima Cena, e in particolare quella del 1999 ha restituito al dipinto i suoi colori originali e ha rimosso gli interventi precedenti di pittura. Per evitare che il dipinto possa ancora essere danneggiato, è conservato in particolari condizioni ambientali, determinate dal trattamento dell’aria, ed è visitabile soltanto da gruppi di massimo 25 visitatori per volta, ogni 15 minuti, ma è assolutamente da vedere (si può anche prenotare l’ingresso prima).

La Pinacoteca di Brera a Milano

pinacoteca brera
fonte foto:tripadvisor.com

La Pinacoteca di Brera a Milano nacque nel 1776 come collezione di opere destinate alla formazione degli studenti dell’Accademia di Belle Arti. Quindi la Pinacoteca di Brera, a differenzia di altri musei, non ha origine dal collezionismo privato dell’aristocrazia e dei principi, ma da quello di Stato e politico.

Quando Milano fu proclamata capitale del Regno Italico da Napoleone, a Brera arrivarono i quadri espropriati alle chiese e agli aristocratici (ovviamente quelli non portati a Parigi): dalla Cena in Emmaus di Caravaggio, al Cristo Morto di Mantegna, dalla Pala Brera di Piero della Francesca, allo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Possiamo notare anche molte opere di artisti minori, meno conosciute ma altrettanto eccezionali.Uno dei simboli della pinacoteca èil Bacio di Hayez (l’opera che rappresenta il romanticismo per eccellenza).La collezione arriva fino al ‘900 con operedi Braque, Modigliani, Picasso, Morandi, De Chirico e tanti altri.

Il Castello Sforzesco di Milano

Castello Sforzesco
Castello Sforzesco

Il Castello Sforzesco è uno dei principali simboli di Milano e della sua storia. Da 750 anni è considerato un luogo determinante per i milanesi. Costruito da Francesco Sforza (da cui il nome) sui resti di una precedente fortificazione, il Castello, cittadella militare, è oggi uno dei castelli più grandi d’Europa.

Da sempre luogo legato alla guerra, alle dominazioni e ai lutti, quindi amato e odiato dai milanesi, nel Novecento cambiò volto e assunse l’aspetto confortante di un luogo di cultura, impiegato per tutelare le testimonianze dell’arte lombarda.

Attualmente infatti è sede di importanti istituzioni culturali, meta turistica ed è ricco di musei: al piano terreno della Corte Ducale c’è il Museo d’Arte Antica, al primo piano la raccolta dei mobili e la Pinacoteca, al primo e secondo piano della Rocchetta ci sono le raccolte d’Arte Applicata e il Museo degli Strumenti Musicali, nel sotterraneo della Corte Ducale ci sono il Museo della Preistoria e Protostoria e il Museo Egizio. 

Il Castello contiene alcuni capolavori dell’arte italiana: la Pietà Rondanini di Michelangelo, gli affreschi di Leonardo nella VIII sala del Museo d’Arte Antica, la Madonna in gloria e santi Giovanni Battista, Gregorio Magno, Benedetto e Gerolamo del Mantegna nella Pinacoteca e lo straordinario ciclo di arazzi raffiguranti i dodici mesi del Bramantino, nella Sala della Balla.

I Navigli di Milano

navigli milano
navigli milano

Il sistema dei Navigli nasce con l’ambizioso progetto di collegare Milano con il Lago di Como, l’Adda, il Lago Maggiore e il Po, arrivando nel nord Europa e poi fino al mare.
La loro storia comincia nella seconda metà del XII secolo, con la costruzione del primo tratto navigabile. Il primo canale, il Ticinello, venne inaugurato nel 1179 e lungo ben 50 chilometri, diede il via all’edificazione del Naviglio grande. Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana ma fu con Ludovico il Moro che si ebbe la vera svolta.

Leonardo Da Vinci ideò un sistema di chiuse, in modo da collegare Milano con il Lago di Como. Napoleone a quel punto pensò e completò nel 1805 la costruzione del Naviglio pavase, che collegò Milano con il mare attraverso il Po. I Navigli non sempre hanno vissuto momenti di gloria, ma questi si sono alternati con momenti di abbandono e inquinamento, che hanno portato all’interramento di una buona parte di essi.
Oggi sia i Milanesi che i turisti amano visitarli per passeggiare, a piedi o in bici nelle piste ciclabili, frequentare le osterie e i locali tradizionali che vi nascono intorno, fare acquisti nelle boutique e nei negozi degli artisti. Stanno infatti vivendo una rinascita e sono al centro di numerosi progetti di riqualificazione, tra i quali (il primo portato a compimento) quello della nuova Darsena, nel Naviglio Grande, avvenuto con l’Expo 2015.

La Galleria Vittorio Emanuele di Milano

La Galleria Vittorio Emanuele II, è considerato il salotto di Milano, fu costruita perché nella prima metà del XIX secolo la città guardava con invidia le evoluzioni urbanistiche delle grandi capitali europee e desiderava esserne all’altezza.
Nel 1859, sotto forma di strada pedonale coperta, si creò un passaggio coperto per mettere in comunicazione Piazza Duomo a Piazza della Scala, con un concorso internazionale per valutare le proposte di diversi architetti.

Arrivarono ben 176 propostetra cui spiccò quella di Giuseppe Mengoni, che pensò appunto ad una lunga galleria attraversata da un braccio, con un’ampia sala ottagonale al centro dell’incrocio. Qualche anno dopo cominciarono i lavori con la posa della prima pietra direttamente da parte di re Vittorio Emanuele II di Savoia e due anni dopo la Galleria venne inaugurata anche se ancora incompleta.

Ma l’architetto Mengoni, morì proprio durante un’ispezione della sua galleria (Si pensò subito ad un suicidio dovuto alle numerose critiche rivolte alla sua opera e alla delusione causata dall’assenza del re all’inaugurazione: nessuno poteva immaginare che il re era in pessime condizioni di salute e che sarebbe morto solo pochi giorni dopo). La Galleria è piena di negozi e locali, dove ci si dà appuntamento per farsi vedere, acquistare (a caro prezzo) o semplicemente prendersi un caffè.

Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Monastero Maggiore milano
fonte foto:repstatic.it

Merita assolutamente una visita la chiesa rinascimentale di San Maurizio, dopo 30 anni di restauri è tornata finalmente a splendere, decorata internamente con gli affreschi di scuola leonardesca e viene indicata come la “Cappella Sistina” di Milano. La semplice e lineare facciata dell’edificio su Corso Magenta non lascia presagire il sorprendente interno ricco di questi meravigliosi affreschi che ricoprono l’intera struttura architettonica, dalle pareti alla volta e si estendono per ben 4mila metri quadri. Troviamo le opere di Bernardino Luini, al quale si devono, tra gli altri, le “Storie di Santa Caterina” (cappella Besozzi), le “Storie della vita di Cristo” (coro monache, parete del tramezzo); Simone Peterzano, maestro del Caravaggio, autore de “Il ritorno del figliol prodigo” e “Cristo che caccia i mercanti dal tempio” che decorano la facciata interna della chiesa; Antonio Campi al quale si deve l’”Adorazione dei Magi” sull’altare maggiore; Bergognone (coro); LomazzoBoltraffio, allievo di Leonardo. Di grande pregio nel coro claustrale, l’organo realizzato da Gian Giacomo Antegnani (1557) destinato in origine a concerti liturgici, ed oggi utilizzato in occasione degli eventi concertistici che si svolgono in città.
Edificata ai primi del ‘500 sui resti di un antico luogo di culto, la chiesa era annessa al Monastero Maggiore dell’ordine delle Benedettine (demolito nel 1799), di cui oggi rimane il chiostro d’ingresso, parte integrante del MuseoArcheologico. La suddivisione dello spazio interno in due parti (uno aperto ai fedeli, e un altro, quello posteriore, riservato alle monache del monastero che assistevano alla messa da una grata) testimonia l’antica destinazione della struttura.

Cosa mangiare a Milano

Milano vanta una grande tradizione in cucina. Il re della cucina milanese è il burro che viene usato nella maggior parte dei piatti, dal risotto, alla cotoletta, fino al panettone.

Il risotto alla milanese, tipico piatto, è ricco di zafferano. Anche se la versione originale prevede l’uso del midollo di bue, oggi non sono in molti a usarlo. Un altro primo piatto tipico è la “busecca” (da cui il soprannome di “busecconi”), fatto con trippa cotta in umido.
Sicuramente dovete provare, tra i secondi, la cotoletta alla milanese, fatta con carne di vitello, alta almeno un dito e fritta nel burro. Da guastare è anche l’Ossobuco (òsbus a la milanesa): trancio di stinco di vitello o manzo in umido. La “cassoeula” invece è un piatto fatto con verze e le parti “povere” del maiale come le cotenna, la testa, le costine e i piedini.
Tra i dolci, hanno qui origine il panettone e la colomba. Invece lo stracchino, il mascarpone, il grana di Lodi e, ovviamente, il gorgonzola sono tra i latticini tipici della zona. Se invece preferite il pesce, potete mangiare dell’ottimo sushi in questi ristoranti milanesi.

approfondisci: i migliori ristoranti di Milano

Dove dormire a Milano

Da molto tempo ormai Milano è il punto di arrivo di un grande turismo culturale, non più solo di manager e business man. Grazie al rilancio dei Navigli, al moltiplicarsi delle mostre e all’apertura di nuovi musei, il numero visitatori nella città è notevolmente aumentato.

Non è particolarmente difficile trovare un posto dove dormire a Milano perché vista la grande affluenza di gente, ha dovuto ampliare le sue proposte ricettive e oggi più di ieri, è pronta ad accogliere i numerosi turisti in alberghi, hotel, bed & breakfast, appartamenti e ostelli, sparsi in ogni zona della città, secondo il piacere dei visitatori.

Dai grandi e lussuosi hotel delle principali catene alberghiere, potete trovare anche hotel più modesti, accoglienti ed leggermente più economici, affittacamere confortevoli, b&b familiari e stravaganti case liberty degli inizi del ‘900. Però non è facile trovare una camera a buon prezzo, soprattutto in centro e in occasione di eventi internazionali.

I prezzi partono da 80 € per notte in hotel 3 stelle per poi salire. Se potete, prenotate però in anticipo. Milano è perfettamente collegata, in tutte le sue zone grazie ad un sistema di trasporti efficiente e funzionale, quindi se volete risparmiare un po’ non scegliete di dormire al centro, ma preferite la periferia, senza porvi il problema degli spostamenti.

Cosa vedere a Milano in elicottero 

Milano, la capitale economica dell’Italia, è una città meravigliosa, piena di monumenti e strutture architettoniche da ammirare. Ma quanti di voi possono dire di averla visitata da un’altra prospettiva, per esempio facendo un giro in elicottero.  Ma cosa vedere a Milano in elicottero? Ci sono palazzi che all’interno sono straordinari, ma visti dall’alto, e con il tempo giusto, possono lasciare senza fiato. In questa guida vi proporremo alcuni dei paesaggi di Milano più belli visti da un elicottero. 

Le guglie del Duomo 

Sicuramente la vista più famosa e richiesta è quella delle guglie e della madonnina del Duomo di Milano. Come potrete vedere durante il giro in elicottero, le guglie sono ricche di ornati e di statuaria d’ogni misura, si contano più di 1800 statue, di nicchie e di trafori, che le rivestono di un particolare effetto plastico, accresciuto dalla mutevole vibrazione luce-ombra. La maggior parte delle guglie sono alte 17 m.; ve ne sono di meno slanciate e sui quattro piloni del tiburio si elevano altrettanti alti gugliotti. 

Durante l’ora del tramonto, è uno spettacolo senza paragoni, i colori del sole che cala dietro le Alpi si fondono con quelli dei marmi.  

La Torre Branca 

A pochi passi dal Castello Sforzesco, nel Parco Sempione, poco distante dal Palazzo della Triennale, sorge la Torre Branca: la torre è considerata una vera opera d’arte. 

Disegnata da Giò Ponti nel 1933 in occasione della quinta Mostra Triennale, la torre è stata interamente restaurata e resa nuovamente accessibile da Fratelli Branca di cui porta il nome. Alta 108,6 metri, oggi un modernissimo ascensore consente la salita alla cabina belvedere coperta. 

Nelle belle giornate, quando l’aria di Milano è tersa e pulita, dalla piattaforma esagonale situata in cima, è possibile vedere, lo “skyline” di Milano ed una buona parte della pianura lombarda con le Alpi e gli Appennini. 

Palazzo Lombardia 

Sicuramente questo è il posto che ha la vista più spettacolare e a 360° non solo della città, ma anche di tutte le Alpi! 

Il nuovo palazzo della Regione Lombardia è aperto gratuitamente al pubblico quasi tutte le domeniche e permette di salire al 39° piano fino al belvedere, a ben 161 metri d’altezza, ed ammirare tutta la città in tutta la sua maestosità. 

Da lì sopra, perdendosi ad ammirare la città dall’alto, si potrà scorgere non solo la Stazione centrale o i grattacieli di Gae Aulenti, che sono anche facilmente riconoscibili, ma riuscire, dopo un po’ che si guarda bene, a scorgere anche lo Stadio Meazza, la cupola della Galleria Vittorio Emanuele, il Castello Sforzesco ed il Duomo. 

La Torre Unicredit 

Menzione speciale va fatta per la Torre Unicredit, il grattacielo più alto d’Italia, che ormai domina lo skyline milanese. 

Questa torre è divenuta ben presto il simbolo di Milano, grazie soprattutto al suo imponente Spire che raggiunge i 231 metri.  

Dal punto di vista strutturale si tratta di una spirale che tende ad assottigliarsi verso l’alto. La sua presenza in posizione eccentrica rispetto al baricentro dell’edificio ha comportato notevoli studi di staticità sull’impatto del vento e degli agenti atmosferici che hanno portato a realizzarlo in acciaio traforato, così da evitare la formazione di ghiaccio. 

Inoltre, essendo interamente rivestito di led, oltre che avere una costante illuminazione notturna, può assumere diverse colorazioni a seconda della ricorrenza. 

Galleria Vittorio Emanuele 

Poter vedere la Galleria Vittorio Emanuele dall’alto è un’esperienza estremamente interessante, perché si ha la possibilità di ammirare la Galleria da un punto di vista insolito e differente. 

Le prospettive, da lassù, sono completamente diverse e l’umanità che abita” solitamente la Galleria è vista come un microcosmo in perenne movimento. Così come i dettagli che arricchiscono questo luogo, visti da più vicino, restituiscono un’immagine particolare. 

Forse, non tutti sanno che dall’alto di un elicottero è possibile vedere l’apice della cupola centrale, alta 47 metri e che per costruirla insieme alla tettoia di copertura furono impiegate 353 tonnellate di ferro e sette milioni e 850mila metri quadrati di lastre di vetro rigato. 

Unica nel suo genere, ispirò in seguito la Torre Eiffel del 1889 (anno dell’inaugurazione dell’Expo in Francia) e al Palazzo di Cristallo di Londra del 1851 (anno dell’inaugurazione dell’Expo in Inghilterra). 

Speriamo di avervi dato dei suggerimenti interessanti per poter vedere Milano con altri occhi.