Cosa fare, vedere e mangiare a Bruxelles

Cosa fare vedere e mangiare a Bruxelles in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Bruxelles, la capitale di fatto dell’Unione Europea, è una di quelle città che viene lasciata spesso per ultima nel giro delle visite, perché prima si preferisce visitare le altri capitali europee.

Tuttavia, una volta giunti, questa città maestosa è capace di stupire e ammaliare, è capace di affascinare con le sue bellezze e particolarità, dall’incanto della Grand Place, al Museo di Belle Arti (che nulla ha da invidiare ai musei di Parigi, Madrid o Firenze), che pone particolare attenzione sull’arte fiamminga, fa viaggiare con la fantasia sia con il Museo del Fumetto che per le strade, stupisce per i suoi itinerari Art Nouveau con il grande nome di Victor Horta (come Barcellona ha Gaudì), delizia i palati con i cavoletti di Bruxelles e con la birra, una delle migliori del mondo e con il Mercato delle Pulci di Sablon e il Quartiere degli antiquari, vi permette di acquistare ricordi del posto per tutti i gusti. È una città ricca di bellezze da ammirare, bisogna solo darle fiducia e visitarla!

Il nome Bruxelles significa case nella palude e Il primo nucleo della città di Bruxelles è sorto nel VI secolo d.C. per iniziativa del vescovo di Cambrai, come punto di collegamento strategico tra le città di Colonia e Bruges. Il simbolo della città è un giglio giallo su sfondo blu; tale immagine sembra deriverebbe appunto dalla presenza di gigli di palude.

Cosa vedere a Bruxelles

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Bruxelles per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

La Grand Place di Bruxelles

La Grand Place di Bruxelles è la piazza centrale e storica della città ed è considerata una delle più belle piazze del mondo. Nel 1998 è entrata a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. La visita a Bruxelles dovrebbe iniziare da questa piazza, sia al mattino con il mercato dei fiori o la sera, con le luci gialle che creano una atmosfera magica.

Imponenti si elevano sulla piazza l’Hotel de la Ville (del 1402), sede del Municipio sovrastata dalla statua di San Michele Arcangelo che domina su tutta la città (è il Santo patrono di Bruxelles), e la Maison du Roi, l’antica casa (in stile tardo gotico fiammeggiante) del Pane, oggi sede del Museo della Storia di Bruxelles.

A chiudere la piazza ci sono tutte le Case delle Corporazioni che raccontano la storia dei mestieri che si sono succeduti in piazza e comunque nell’intera città: la Casa dei commercianti, l’Etoile con il memoriale a Everard ‘t Serclaes (che nel 1356 liberò la città dall’occupazione del conte di Fiandra e la tradizione vuole che il toccarlo porti fortuna), la Casa dei Bouchers, quella dei Brassers (birrai, con annesso museo), la Casa dei Duchi di Brabant, la Casa dei sarti e quella dei Pittori, dove Victor Hugo visse nel 1852.

In estate la piazza si trasforma in ritrovo per giovani che passano qua le serate sorseggiando dell’ottima birra locale. Mentre nel periodo natalizio, gli spettacoli di luci e suoni lo rendono un posto magico.

Nel weekend del 15 agosto, per la festa dell’Assunzione di Maria, la piazza di ricopre di un immenso tappeto di fiori.

L’Atomium di Bruxelles

L’Atomium è un monumento molto particolare che si trova all’interno del Parco Heysel, nella periferia nord di Bruxelles. È una costruzione in acciaio di circa 102 metri che rappresenta i 9 atomi di una cella di un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte: un riferimento alle scienze e agli usi dell’atomo.

Ognuna delle 9 sfere che formano l’Atomium, con un diametro di 18 metri ciascuna, ospita mostre, convegni, concerti, conferenze, feste private, oltre alle normali esposizioni sempre presenti.

Fu costruito per l’Esposizione Internazionale del 1958 e (come la Torre Eiffel di Parigi) doveva dopo breve tempo essere smantellato, invece non solo è ancora lì, ma ormai rientra nel giro dei monumenti di Bruxelles che assolutamente meritano una visita. Nelle belle giornate salite su una delle sfere, al ristorante panoramico nella sfera più alta (se la vostra tasca ve lo permette) e godete della bellissima vista della città.

Il Museo di Belle Arti di Bruxelles

I Musei reali di Belle Arti di Bruxelles, in Place Royale, sono le più importanti esposizioni d’arte del Belgio. I Musei, che ospitano più di 20.000 opere tra dipinti, disegni e sculture, sono costituiti da quattro differenti collezioni: due che occupano gli edifici del museo, il Museo di arte antica (XV-XVIIIe secolo) e Museo di arte moderna (XIX – XX secolo), e gli altri due sono situati in altri edifici, il Museo Constantin Meunier e il Museo Antoine Wiertz. Questi ultimi, più piccoli, sono dedicati in particolare al Belgio.
Il nucleo fondamentale del Museo di Arte Antica sono le opere dei fiamminghi, presentate in ordine cronologico. Si inizia quindi dai Primitivi fiamminghi con Rogier van der Weyden, Petrus Christus, Dirk Bouts, Hans Memling e Bosch e si raggiunge l’apice con la sala dedicata Bruegel. Si prosegue con le opere di Rubens, Jordaens e Van Dyck.
Il Museo di Arte Moderna invece ospita circa 200 tavole che raccontano l’arte in Belgio dal 1800 fino ai giorni nostri: dal Neoclassicismo di Jacques-Louis David (Assassinio di Marat) al Romanticismo di Delacroix, passando per Van Gogh, un inedito e cupo Gauguin fino a De Chirico.
Dal 30 maggio del 2009 il museo si è arricchito di un quinto museo, ovvero il Museo Magritte, interamente dedicato all’autore delle pipe e delle bombette volanti. Il museo, posto in un palazzo dallo stile neoclassico (Place Royale), accoglie la più grande collezione al mondo del pittore belga.

Museo Magritte a Bruxelles

Una visita della città non può certamente escludere un viaggio tra le opere d’arte dell’artista belga nel Museo Magritte che ospita quasi 200 sue opere, tra tele, disegni, fotografie, sculture oltre che lavori pubblicitari e film.

Inizierete il percorso dal 3° piano e scoprirete pian piano nella sua arte, attraverso un viaggio cronologico nella vita dell’artista. Le sue opere più famose le troverete al primo piano. Resterete immobili e affascinati davanti a l’Empire des lumieresle Domaine d’Arnheim, l’Oiseau de ciel.

Il Museo del Fumetto di Bruxelles

Il Belgio è la patria del fumetto. Infatti dalle matite dei disegnatori di questa piccola nazione sono nati i Puffi, Tintin, Lucky Luke, Zagor e molti altri personaggi famosi nel mondo.
Il Centro Belga del Fumetto è un museo dedicato appunto al mondo del fumetto, creato in un edificio Art Nouveau, realizzato nel 1906 da Victor Horta (nato inizialmente per ospitare i grandi magazzini). L’art Nouveau e il fumetto sono nati più o meno in contemporanea e nel 1989 il palazzo viene aperto come museo. Al suo interno oggi troviamo dalle tavole originali dei fumetti, alla riproduzione della gabbia dove il cattivo Gargamella imprigionò il suo primo Puffo, dalle ristampe dei primi fumetti a una sala di lettura con 30.000 titoli.
Tutta Bruxelles dimostra questo amore per i fumetti, con personaggi dipinti sui muri delle case o che spuntano all’improvviso da dietro un angolo. Potrete percorrere il tour chiamato “Percorso del Fumetto” che si divincola tra le stradine della città e che vi porta alla scoperta di 30 murales giganti con i più famosi eroi del mondo del fumetto. Ne vale veramente la pena, anche se non si è più bambini o particolarmente appassionati.
Il tratto di disegnatori di fumetti è originale, semplice e pieno di colori, tanto da aver dato vita a una produzione definita come Nona Arte Belga.

L’Ilot Sacrè di Bruxelles

L’Ilot Sacrè (Isola Sacra) è il distretto che si trova alle spalle della Grand Place, nel centro di Bruxelles. Un intrigo di viuzze tipiche invase dai turisti, con tavolini di bar, caffè, ristoranti e negozi di souvenir.

Questa parte di Bruxelles è indipendente dal resto della città e si autogoverna dal 1960, da quando cioè questo spazio venne rimesso a nuovo. Saint-Hubert Galleries è una galleria coperta di 200 metri costruita a metà ottocento. Inizialmente divenne un centro letterario e al “Café de la Renaissance” (oggi “Taverne du Passage”), si incontravano artisti e letterati francesi, come Baudelaire, Alexandre Dumas, Victor Hugo, Apollinaire e Verlaine. Oggi la galleria è un punto vendita di prodotti di lusso per turisti ricchi, ma visitatela lo stesso, ha un fascino tutto particolare.

Il Mannequin Pis di Bruxelles

Quando si pensa alla città di Bruxelles, la prima immagine che salta in mente è la fontana raffigurante un bimbo in bronzo che fa pipì, il Mannequin pis o “l’enfant qui pisse”. Una delle leggende sul piccolo Julien (così si chiama il bimbo), lo vuole come salvatore della città. La storia racconta che fece la pipì sulla miccia di una bomba, salvando così Bruxelles.

Nella città il “piccolo Julien”, come viene affettuosamente chiamato dai suoi concittadini, ha una sua versione anche femminile nella zona dell’Ilot Sacré, la “Jeanneke pis”. Questa statua, ben più giovane, simboleggia la fedeltà. Infine, per ultimo, troverete anche, in giro per la città, il cane in bronzo che fa la pipì.

Quartiere du Sablon a Bruxelles

Quartiere dei Sablons è uno dei più eleganti di Bruxelles. Se siete in visita nella capitale belga, dovete per forza farci un giro. Trovate punti molti interessanti, tra i quali la cattedrale di Notre Dame du Sablon, un capolavoro in stile gotico, poi incontrerete Wittamer, la più antica pasticceria di Bruxelles, famosa per le gauffres, infine vi troverete davanti Marcolini che con la sua Maison du Chocolat ha portato le meravigliose praline di Bruxelles negli angoli più remoti del pianeta.
La Place du Sablon, al centro del quartiere, ma un tempo fuori dalle mura cittadine, prende il nome dalla sabbia gialla che si trova nei dintorni di Bruxelles. È la piazza dove si tiene il mercato dell’antiquariato ogni domenica.

Cosa mangiare a Bruxelles

La cucina belga ha influenze dalla cucina francese e ultimamente anche da altre cucine mondiali.  Tipici sono i cavoletti di bruxelles, conosciuti in tutto il mondo, oltre che il “moules- frites“. (un piatto di “cozze e patatine“). Prediligono un menu molto vario e ricco di verdure di stagione con carne e pesce.

Il Belgio ha un’antica e riconosciuta in tutto il mondo tradizione di maestri cioccolatieri. Sparse per la città incontrerete cioccolaterie che vendono cioccolatini sia semplici che ripieni di creme. Nei bar invece potrete gustare latte caldo con fave di cioccolato da sciogliere direttamente dentro.
Tipici sono anche le gauffres o waffel, morbide cialde cotte sulla piastra, da gustare semplici o farcite con Nutella, panna, crema, o frutta. Anche i biscotti sono particolarmente buoni, come ad esempio gli “speculoos”, preparati con le spezie (prima su tutte è la cannella) solitamente per la festa di San Nicola. Provateli, soprattutto se trovate, anche sei supermercati, quelli della Lotus.
Capitolo a parte per la birra, la tradizionale birra belga bianca, va assaggiata senza dubbio. Si possono visitare i monasteri dove viene prodotta, come quello di Maredsous, dove potrete assaggiare anche il formaggio prodotto dagli stessi monaci. Tra le birre più famose troviamo Jupiler, Maes o Stella Artois.

Dove dormire a Bruxelles

Bruxelles è una città molto visitata, anche in quanto capitale della Comunità Europea ed è quindi piena di alberghi, ben diposti in tutta la città e di vario prezzo.

Alcuni quartieri come per esempio il centro storico, ha costi abbastanza alti. Ma spostandosi un po’ in altre zone della città, come quelle più esterne, (per esempio quella dell’Atomium), troverete alberghi di buona qualità a prezzi molto più modesti. I mezzi cittadini, autobus o metro o taxi per nulla cari, funzionano benissimo, quindi non preoccupatevi di trovare un alloggio un po’ più distante dal centro.
Troverete anche diversi ostelli, posti un po’ ovunque in città, con stanze sia comuni che singole o doppie. Tenete presente che non tutti gli alloggi accettano prenotazioni. Date un’occhiata anche ai B&B dove troverete grande cortesia del popolo belga. Se decidete di soffermarvi per un tempo un po’ più lungo di un weekend, prendete anche in considerazione l’idea di affittare un appartamento che vi permetterà di muovervi con maggiore libertà, anche se purtroppo non è detto vi faccia risparmiare.

Cosa fare, vedere e mangiare a Copenaghen

Cosa fare vedere e mangiare a Copenaghen in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

La capitale danese, Copenaghen, è un museo a cielo aperto, fremente di vita, al passo con i tempi e con le ultime tendenze nel campo della moda, dell’architettura e del design. Copenaghen vi stupirà, per le sorprese che vi prospetta e per le contraddizioni insite nella città stessa.

Convivono infatti contemporaneamente e armoniosamente innovazione e tradizione, design moderno e palazzi antichi, atmosfere tranquille e serate mondane, il tutto nella stessa metropoli!

Resterete stupiti dalla cura e dal rispetto che i danesi hanno per la loro città (per esempio l’acqua del porto di Copenaghen è talmente pulita che potreste anche farvi lì il bagno). Copenaghen, che significa appunto Porto dei Mercanti, è nata come villaggio dei pescatori a partire dall’era dei Vichinghi. Da allora è diventato un centro per il commercio sempre più importante.

Passeggiando per le antiche strade di Copenaghen scoprirete una città meravigliosa, dagli edifici storici, ai suoi musei e gallerie d’arte, dagli splendidi giardini di Tivoli alla residenza monarchica più antica del mondo.
Oggi Copenaghen è una delle città più costose al mondo, ma non vi spaventate, merita assolutamente una visita che vi lascerà a bocca aperta dalla sua bellezza!

Cosa vedere a Copenaghen

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Copenaghen per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

La Sirenetta di Copenaghen

La Sirenetta di Copenaghen, una scultura di bronzo alta 1, 25 sta lì, adagiata su uno scoglio, situata all’ingresso del porto della città. Appare piuttosto annoiata, con la faccia rivolta verso il mare, come ad esprimere profonda nostalgia verso la sua casa naturale, nonostante le numerose visite di turisti che la osservano tutti i giorni.

È la protagonista del racconto dell’autore danese Hans Christian Andersen, La Sirenetta appunto, scritta nel 1837. Nel 1909, Carl Jacobsen (figlio del mecenate e proprietario della birra Carlsberg), profondamente affascinato dalla storia d’amore rappresentata da un adattamento della fiaba come balletto, commissionò allo scultore Eriksen una statua della sirenetta per abbellire il porto della città.

La statua, plasmata usando come modello sua moglie Eline, fu posizionata sulla sua roccia nel 1913.

Palazzo Reale di Amalienborg a Copenaghen

Il Palazzo Reale Amalienborg è, dal 1794, la residenza ufficiale dei reali danesi ed è un castello reale a tutti gli effetti. Non ha torri e guglie, ma è costituito da 4 palazzi in stile rococò che racchiudono una piazza ottagonale al cui centro troviamo il monumento equestre del re Federico V.

A Palazzo Reale è famoso il balcone dal quale la famiglia reale si affaccia per salutare la gente in strada.
Anche se il castello è la residenza reale, è visitabile solo in alcune delle sontuose ed eleganti camere reali che il re e la regina non usano quotidianamente.

Parco Tivoli a Copenaghen

Nei Giardini di Tivoli c’è il più antico parco di divertimenti del mondo, dove storia e tradizione si intrecciano costantemente.

Inaugurato nel 1843, il parco di Tivoli è un importante oasi verde, con vasti boschi e popolata da animali selvatici nella città, per famiglie con bambini, uomini d’affari in pausa pranzo, giovani che prendono parte ai concerti e anziani che passeggiano.

Il parco divertimenti è perfettamente integrato nel giardino e rispetta l’ecosistema del parco stesso.

Quando sarete nei Giardini di Tivoli, nel pieno centro di Copenaghen, in estate, potrete vedere i fuochi d’artificio, sentire il profumo dei fiori e ascoltare le note della musica rock.
Invece potrete divertirvi se salite sulle montagne russe Deamon o se fate un giro rilassante sulle piccole imbarcazioni.

Il Castello di Kronborg a Copenaghen

Il meraviglioso Castello di Kronborg a Elsinore, a 10 minuti di treno da Copenaghen, è uno dei castelli rinascimentali più importanti del Nord Europa ed è Patrimonio dell’Unesco dal 2000.

Sorto su una lingua di terra che raggiunge solo 4 km di larghezza, è conosciuto per l’ambientazione dell’Amleto di Shakespeare. Infatti ogni anno in estate vi si svolge nel cortile interno un festival shakespeariano.

Questo castello ogni anno è visitato da circa 200.000 persone, tra danesi e turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Il castello fu costruito nel 1420 dal re danese per controllare il passaggio delle navi nello stretto. Nel 1580 re Federico II commissionò, insieme ad altri 113 re danesi, la manifattura di ben 40 arazzi che attualmente sono esposti e visitabili in una delle sale del castello.

È consigliato visitarlo anche con i bambini che non si annoieranno perché il tour è pensato anche per loro, grazie all’opuscolo fatto su misura per loro, ricco di puzzle e quiz sul castello.

Da vedere assolutamente sono la bella e la sontuosa sala da ballo e i sotterranei dove si trova la statua dell’eroe nazionale Holger Danske: la leggenda dice che la figura di pietra dell’eroe, che dorme ancora qui, avvolto nella sua lunga barba, si sveglierà solo quando la Danimarca sarà in grave pericolo, per salvare la nazione.

Museo Nazionale di Copenaghen

Il Museo Nazionale di Copenaghen è un centro di conservazione dedicato alla storia della civiltà danese messa a confronto con altre civiltà, dove troverete una vivace rappresentazione degli avvenimenti storici basata su giochi di luce e suoni, all’interno del palazzo costruito originariamente come residenza del re Federico V.
Il viaggio nel tempo parte dalla preistoria, passa attraverso i secoli medievali ed arriva fino alle opere dell’arte contemporanea.

VI troverete davanti il corpo imbalsamato della giovane Egtved e ascolterete i discorsi dello scrittore e critico danese Georg Brandes.

Il Museo Nazionale è dedicato principalmente alla storia della Danimarca, ma capita di trovare mostre temporanee sulla storia di luoghi esotici come della Groenlandia e dell’America Latina. Potrete visitarlo con calma, oppure potrete usufruire di una veloce guida fai da te che vi offrirà una panoramica sugli oggetti più significativi del museo in una sola ora.

La Torre Circolare di Copenaghen

La Torre Circolare di Copenaghen, o Round Tower, è il più antico osservatorio funzionante in Europa. Utilizzato per guardare e studiare le stelle sin dal 1642.

Fu costruita da Cristiano IV in un momento in cui la Danimarca era famosa per le scoperte astronomiche dell’astronomo Tycho Brahe.

Anche dopo la morte dello studioso, la torre continuò con il suo principale scopo di ricerca, fino ad arrivare ad oggi, che è ancora molto frequentata da astrofili, oltre che da numerosi turisti curiosi.
Ovviamente dalla torre si gode anche di una magnifica vista della parte vecchia di Copenaghen e ne vale assolutamente la pena! L’osservatorio pubblico così come lo vedete ora è stato costruito nel 1929 e da qui è possibile vedere i movimenti dei corpi celesti attraverso il telescopio.

Cosa comprare a Copenaghen

Stroget è la principale via pedonale di Copenaghen, ricca di bei negozi di design internazionale.

Ma gli acquisti migliori, più ricercati ed esclusivi li farete senza dubbio passeggiando per i vicoli e i vicoletti della città. Infatti è proprio nelle strade laterali che le boutique più particolari ed originali vi proporranno per esempio vestiti unici nel loro genere.

A Copenaghen ci sono grandi magazzini, negozi di design e di arredamento, mercati delle pulci e negozietti di souvenir, posti in ogni angolo della città. Passeggiate un po’ per i quartieri danesi come Osterbro, Vesterbro e Norrebro e scoprirete negozietti giusti per voi.

Uscire la sera a Copenaghen

Copenaghen è una città piena di vita. Provate i caffè e bar tradizionali o quelli trendy, situati in caratteristiche cantine e in pittoreschi edifici storici, per bere cocktail, mangiare le tipiche polpettine danesi e i gustosi sandwich.

Molti locali il fine settimana si trasformano in club animati da dj. Vesterbo è il quartiere di Copenaghen più creativo ed artistico, con molte discoteche. Solitamente la gente preferisce uscire in serata per mangiare e bere qualcosa, quindi discoteche e club di Copenaghen non restano aperti dopo la mezzanotte.

Cosa mangiare a Copenaghen

La cucina danese è molto varia, troviamo piatti con renna marinata o aragoste appena pescate, con il rosso e caldo curry thailandese o con le tradizionali frikadeller, squisite polpettine di carne danese, dal sushi agli hot dog. Copenaghen non vi deluderà neanche dal punto di vista del cibo!

Troverete tutte le varie tipologie di ristoranti o locande, mondane, eleganti, ultra moderni o più tradizionali e familiari, in cui assaggiare la cucina danese, che mescola perfettamente sapori antichi, lontani ma anche innovativi.

La cucina danese ha subito forti contaminazioni dalla cucina francese, ma non rinuncia ai sapori tipicamente nordici. Da questo mix viene fuori una cucina ricca e gustosa che si farà amare dal vostro palato.

Sicuramente dovrete lasciarvi affascinare anche dalla birra Carlsberg nella sua città di nascita, considerata una delle migliori birre al mondo.

La città vanta ben 18 stelle Michelin distribuite in 15 ristoranti, tra i quali il ristorante Noma che è considerato il migliore ristorante al mondo.

Dove dormire a Copenaghen

Copenaghen è una città molto costosa, ma visto che possiede una quantità enormi di alberghi, appartamenti, ostelli e campeggi, da una a cinque stelle, non sarà difficile trovare comunque qualche struttura ricettiva adeguata alle vostre esigenze e alle vostre tasche.

Le tipologie di sistemazioni a Copenaghen variano dal magazzino del Settecento totalmente messo a nuovo ad alberghi di ultima generazione progettati da importanti architetti danesi, oppure potrete trovare atmosfere più tranquille, in campagna per esempio in deliziosi alberghetti o in caratteristici hotel a conduzione familiare.

I danesi si contraddistinguono per la loro ospitalità e accoglienza.
Quindi vi manca solo scegliere dove dormire e partire alla scoperta di questa meravigliosa città!

Cosa fare, vedere e mangiare a Valencia

Valencia è meravigliosa e non ha nulla da invidiare alle altre città spagnole. È la terza città della Spagna dopo Madrid e Barcellona ed è una delle città più importanti del Mediterraneo.

La Coppa America ha portato un boom dal punto di vista turistico e l’ha resa famosa in tutto il mondo, con evidenti influenze sull’architettura e sull’organizzazione della città. Questo ha portato quindi ad un innalzamento del numero dei visitatori e ad un aumento notevole del costo degli hotel.

Come è successo per Barcellona con le Olimpiadi, la Coppa America ha ridato nuova vita a Valencia, creando un mix di creatività ed energia che ha contribuito all’esplosione della città.

Vista la sua storia e le varie culture che sono passate da qui, Valencia è di per sé un museo a cielo aperto, in cui coesistono edifici monumentali centenari e costruzioni ultramoderne.

Tra la fine del XX secolo e l’inizio del XXI secolo sono stati realizzati numerosi progetti architettonici e urbanistici, che hanno trasformato ulteriormente la città. Il più imponente è la Città delle Arti e delle Scienze (assolutamente da visitare), un nuovo quartiere a sud est del centro, progettato dall’architetto valenciano Santiago Calatrava.

Diversi luoghi da non perdere e le cose da fare: visitate la Cattedrale (pare che contenga il Santo Gral), il Barrio del Carmen con la sua movida studentesca, il Mercato Centrale, la Lonja de la Seda (dichiarata Patrimonio Dell’umanità dall’Unesco). Non perdetevi neanche la paella, la vera e unica paella. Se riuscite, visitate Valencia durante Las Fallas, una grandiosa festa popolare che si celebra in onore a San Giuseppe tra il 15 ed il 19 marzo.

Cosa vedere a Valencia

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Valencia per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

La Cattedrale di Valencia

La Cattedrale di Valencia, dedicata all’Assunzione di Maria, venne costruita su un luogo “sacro”, un tempio romano prima e sull’antica Moschea musulmana dopo e venne consacrata nel 1238.

La barocca Puerta del Los Hierros, la romanica Puerta del Palau e la gotica Puerta de los Apostoles sono i tre portali di accesso alla Cattedrale e rappresentano una sintesi della storia architettonica della città.

Iniziate la visita dal Miguelete, la torre che sovrasta la Cattedrale e che vi mostra un panorama mozzafiato sul centro storico. Ma non perdetevi neanche, all’interno della Cattedrale, il Santo Graal, il Calice che Gesù pare abbia utilizzato nell’Ultima Cena.

La Città delle Arti e delle Scienze di Valencia

La Città delle Arti e della Scienza è una enorme città nella città, progettata e costruita dall’architetto Santiago Calatrava e Felix Candela, ed è esempio significativo dell’architettura moderna.

La Città delle Arti e delle Scienze è suddivisa in tra grandi aree tematiche: arte, scienza e natura e racchiude al suo interno cinque spettacolari attrazioni: l’Oceanografic (uno dei più grandi acquari d’Europa, un parco oceanografico dove sono rappresentati tutti i differenti habitat marini di mari e oceani), l’Umbracle (un parcheggio su due piani e una passeggiata nota come Paseo de las Esculturas, un giardino alberato contenente una grande varietà di piante di specie diverse), il Palazzo delle Arti (un monumentale edificio dalla forma singolare destinato alla creazione, alla promozione e alla diffusione delle arti sceniche), il Museo della Scienza (museo scientifico interattivo con una forma che ricorda lo scheletro di un dinosauro) e l’Hemisfèric (la forma dell’edificio riprende l’idea di un gigantesco occhio umano, la cui metà superiore, costituita dalla creazione architettonica, è virtualmente completata nell’occhio del visitatore dal riflesso dell’edificio osservabile nello stagno sottostante).

Questa città nella città riesce ad armonizzare gli elementi con i contenuti, lasciando trasparire la tradizione mediterranea del mare e della luce attraverso un gioco di colori tra l’azzurro dei grandi stagni d’acqua e il bianco del cemento.

Ciascun elemento è costruito secondo uno stile diverso, ma crea una perfetta armonia d’insieme. Vi consigliamo di dedicare più di un giorno alla sua spettacolarità, in quanto vi risulterà impossibile riuscire a girarla tutta in un solo giorno.

Il Barrio del Carmen a Valencia

Il centro storico di Valencia, il Barrio del Carmen è nato intorno al convento del Carmen Calzado.

Il Barrio del Carmen, nel corso dei secoli è stato rifugio, caserma, luogo della prostituzione, centro dell’aristocrazia medievale e quartiere operaio nel 1900. Oggi è uno dei posti più frequentati della città, sia di giorno che di notte. La mattina per lo shopping, tra negozi alternativi e atelier di grandi marche, la notte invece è il posto preferito dai giovani che cercano relax, chiacchierando nei vari localini che popolano il quartiere e andando ‘de copas’.

La Lonja de la Seda di Valencia

La Lonja de la Seda (il mercato della Seta) è nata nel periodo d’oro della città come centro delle attività commerciali e culturali della città agli inizi del XVI secolo.

Costruita nel 1469, oggi è Patrimonio dell’umanità dall’Unesco (dal 1996) come migliore esempio (e meglio conservato) di architettura gotica in Europa. Una costruzione che intimorisce con l’imponenza della sua struttura e seduce con l’eleganza dei suoi ornamenti. La Lonja oggi è la sede dell‘Accademia Culturale di Valencia, spesso sede di esposizioni. È una tappa obbligata durante una visita in città, è una delle principali attrazioni turistiche.

Il Mercato Centrale di Valencia

Di fronte alla Lonja, c’è la bellissima struttura d’acciaio, con le vetrate colorate e le ceramiche dipinte a mano sulla facciata del Mercato centrale, con i suoi quasi 400 banchi di prodotti freschi. La costruzione iniziò nel 1914 in stile Art Nouveau, con influenze gotiche e barocche, celebrando la potenza del ferro e del vetro.

Un intrecciarsi di colori, odori e sapori in un gioiello dell’architettura modernista. Il Mercato è suddiviso in due parti: da un lato la frutta e la verdura, provenienti dalla huerta valenciana (zona di terre agricole a sud di Valencia); dall’altro un tripudio di carni, di prosciutti di Salamanca, di pesci e di frutti di mare, con i banchi che offrono vere e proprie ‘cascate’ di crostacei: un piacere non solo per il palato. Il marcato funziona sia per il consumo interno che per la vendita. È il più grande centro d’Europa dedicato ai prodotti freschi.

I Giardini del Turia di Valencia

Valencia è sorta lungo le rive di un fiume Turia, che ha causato spesso straripamenti ed inondazioni. Dopo l’ultima inondazione dell’ottobre del 1957, le autorità hanno deciso di deviare il corso del fiume e di far sorgere sul suo vecchio letto i Giardini del Turia (nel 1986): un parco urbano di 110 ettari, uno spazio verde di pace in pieno centro urbano.

Per trascorrere qualche ora in tranquillità, sotto pini, oleandri e palme, potrete venire qui, fare una corsetta tra i viali o sfruttando uno dei campi sportivi che i Giardini offrono. Il Jardí del Túria ospita oggi parecchi campi sportivi, il giardino botanico, la città delle arti e della scienza e numerosi parchi, fra cui il Parc Gulliver, con la scultura monumentale di Gulliver, ispirata al personaggio di Jonathan Swift, lunga 70 metri. Rampe, scivoli e scale permettono ai “lillipuziani” (cioè voi), di passeggiare sul corpo del gigante.

Il Bioparc di Valencia

Il Bioparco di Valencia è un giardino zoologico ed è molto di più di un tradizionale zoo. E’ un progetto innovativo in cui gli animali vivono in gruppi sociali, senza separazione dalle altre specie, proprio come avviene in natura.

Ha sostituito il vecchio zoo di Valencia ed è diviso in 3 grandi aree: la savana africana, le foreste equatoriali dell’Africa e del Madagascar e le zone umide africane. Il Bioparc è progettato rifacendosi ai moderni principi della zoo-immersione, in modo cioè da ridurre al minimo l’impatto visivo delle barriere che dividono i visitatori e gli animali, dando spesso la sensazione di trovarsi vicino gli animali che si stanno osservando, quasi che il visitatore entri lui stesso nell’habitat dell’animale.

Si può infatti passeggiare in queste zone, osservando gli animali in libertà ma in tutta sicurezza.

Il porto, le spiagge e la Riserva di Valencia

Negli ultimi anni, la zona del mare e le spiagge di Valencia sono state riqualificate, la zona del porto è chiamata oggi Marina Real Juan Carlos I.

Salendo sull’edificio “Veles e Vents” potrete ammirare una splendida vista sul mare e godervi il sole in relax. Fatevi anche una bella passeggiata sul Lungomare che porta alle spiagge con acqua limpida premiate dalla Bandiera Blu europea.

Poco distante c’è la Riserva di Albufera, il più grande lago di Spagna. Prendete la linea 25 degli autobus urbani, in meno di un’ora e con solo 1,50 € a tragitto. C’è anche l’Albufera Bus Turistic che permette di esplorare il parco nei minimi dettagli con anche una escursione in barca.

Cosa mangiare a Valencia

Il piatto più noto della cucina valenciana è la paella, anche se si mangia in tutta la Spagna, talvolta in con varianti. Si tratta di un piatto a base di riso, zafferano e olio d’oliva, che prende il nome dal recipiente di metallo in cui viene cotta, paellero.

Ma la vera paella proviene da qui e si può mangiare nei ristoranti, ma ancora più buona si trova nei chioschi di strada, come quello fuori al Mercato Centrale. La paella di Valencia è fatta con verdure e pollo o coniglio.

Anche se è facile trovarla anche la versione marisco con frutti di mare e crostacei, la versione originale è con la carne.
La cucina di Valencia è tipicamente mediterranea, quindi sono presenti i numerosi piatti di pesce, anche se non mancano anche ottimi piatti di carne e in abbondanza sono presenti frutta e verdure (ne troviamo una bella rappresentazione alla huerta valenciana, a sud della città).

Tipiche locali sono anche le mandorle e il miele, alla base del torrone che è il dolce più tipico. Una bevanda che vi offriranno ovunque, soprattutto d’estate, è l’horchata de chufo, acqua, zucchero e il succo farinoso di un tubero (chufa) di fiume.

Tradizionalmente si consuma come spuntino assieme a un paio di Farton, (brioche) tipiche di forma allungata.
Provate pure l’Agua de Valencia, cocktail a base di succo d’arancia, cava (lo spumante spagnolo), gin e vodka.

Dove dormire a Valencia

A Valencia gli alloggi per dormire non mancano, perché in occasione della Coppa America 2007 la città si è attrezzata per ospitare una grande quantità di turisti. Potrete scegliere tra hotel, camping, ostelli e appartamenti, in base al budget che avete a disposizione, troverete un alloggio per tutti i prezzi.

Conviene solo prenotare in anticipo per ottenere una buona sistemazione ad un buon prezzo.

Il costo di un hotel 3 stelle parte da 50 euro a notte, nella zona del centro storico, ma è possibile trovare hotel di lusso spendendo meno di 70 euro, soprattutto nella zona del porto e nei quartieri fuori dal centro. Valencia offre molto, scegliete il quartiere e lì troverete tutte le strutture che desiderate.

Cosa fare, vedere e mangiare a Praga

Praga è una città magica d’ Europa, è un centro culturale e turistico di fama mondiale. Posta al centro dell’Europa, si sviluppa su nove colli ed il fiume Moldava la divide in due. È una bellissima città che merita assolutamente che vi trascorriate qualche giorno in visita. Possiede una delle architetture più variegate al mondo, dall’art nouveau al barocco, al cubismo, dal gotico al neoclassico e all’ultramoderno.

La sua storia è ricca di leggende grandi e piccole, a cominciare dal nome, Praha che vuol dire “soglia” e ricorda la nascita della città voluta dalla principessa Libuše, donna di grande bellezza e saggezza, alla quale sono attribuiti poteri magici. La soglia era quella di una casa in costruzione, dove oggi sorge il Castello di Praga.

Si narra inoltre del Rabbino Loew e del suo Golem, un terribile mostro di argilla creato per difendere gli ebrei di Praga dalle persecuzioni. Poi c’è la leggenda delle statue del Ponte Carlo (uno dei più importanti monumenti dell’architettura medievale in Boemia) e dei Bambini di Kampa.

Ma Praga non è solo magia, offre anche tanti altri motivi per visitarla perché è una città accogliente e sicura, con magnifici monumenti ricchi di storia e bellezza, avvenimenti culturali e una vita notturna che non conosce sosta.

È possibile visitare i luoghi legati a Franz Kafka, oppure passeggiare per la Città Vecchia, per Malá Strana, visitare il Castello di Praga, il Vicolo d’Oro e la Cattedrale di San Vito (dove sono conservate le reliquie più importanti della Chiesa cattolica boema, dei santi Vito, Venceslao, Sigismondo e Giovanni Nepomuceno, che è patrono della Boemia) e il vecchio cimitero ebraico.  Il suo centro storico è stato incluso nel 1992 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Cosa vedere a Praga

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Praga per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Il Castello di Praga

castello di praga
castello di praga

Chi ha letto Franz Kafka, riconoscerà sicuramente il Castello di Praga come presenza inquietante di quasi tutti i romanzi del grande scrittore.

Il Castello è il simbolo del potere della città, troneggia su Praga minaccioso e inaccessibile. Situato su uno dei colli, la sua costruzione risale al IX secolo e fu il primo nucleo abitato della città. Dal 1918 è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica Ceca. Con i suoi quasi 70.000 metri quadrati è il più grande castello a corpo unico del mondo.

Lunghe strade ripide, splendide ma faticose, conducono alla scoperta di questo luogo in cui da secoli si intersecano storia e leggenda, sacro e profano.

Il Castello si trova nel quartiere di Hradčany e al suo interno la Cattedrale di San Vito, simbolo della religiosità ceca, costruita nello stile della cattedrali gotiche francesi, convive con il Vicolo D’Oro, dove gli alchimisti voluti da Rodolfo II, tra le casette variopinte, cercavano la Pietra Filosofale, l’elisir di lunga vita e la formula magica per trasformare i metalli in oro.

Il Vicolo D’Oro è una celebre stradina di Praga molto ricercata dai turisti. Inizialmente le casette presenti in questa via furono create per ospitare le guardie dell’imperatore Rodolfo II d’Asburgo. In seguito furono case, per un breve periodo, anche di famosi scrittori, quali Franz Kafka e Jaroslav Seifert. La via deve il proprio nome agli orafi che la abitarono.

Malá Strana a Praga

mala strana quartiere di praga
mala strana quartiere di praga. fonte foto:10cose.it

Malá Strana in ceco significa “Piccolo lato” (spesso chiamato anche Piccolo Quartiere) ed è il nome con cui si identifica la parte di Praga rispetto alla vicina Nove Mesto, che è la Città Nuova.

Nata nel XIII secolo, fu distrutta nel 1541 da un incendio e fu ricostruita da architetti e artisti italiani, che le diedero l’aspetto barocco e rinascimentale che ancora oggi troviamo, perché, per fortuna, uomini e natura non hanno modificato nulla.
Il quartiere è un gioiello, ricco di piazzette, splendidi palazzi e angoli romantici. Il suo centro è la piazza su cui si affaccia la Chiesa di San Nicola. La chiesa divide Malá Strana in due e su tutto il quartiere troneggia la sagoma imponente del vicino Castello.

Fa parte del quartiere anche l’isola di Kampa, sulla quale sono visibili i resti di vecchi mulini ad acqua.

La Città Vecchia di Praga

citta vecchia praga
citta vecchia praga fonte foto:prague.fm

Un altro grande quartiere storico di Praga è Stare Mesto, che significa Città Vecchia. Merita una visita il centro del quartiere, che è la Piazza della Città Vecchia che da sempre è lo scenario degli avvenimenti più importanti di Praga: dalle incoronazioni dei sovrani alle esecuzioni dei condannati.

Inizialmente era la sede del mercato. Sulla piazza si affacciano numerosi edifici importanti: quali la Chiesa di San Nicola (a Praga ce ne sono due!), Palazzo Kinský, il Municipio con il suo famoso Orologio Astronomico (che ogni ora dà “vita” alle statuette dei personaggi religiosi e civili che si inseguono in un antico rituale), la Chiesa di Santa Maria di Týn (con le sue guglie gotiche), oltre a numerose case romaniche e gotiche, con suggestive decorazioni (come la Casa alla campana di pietra in stile gotico).

La sovrapposizione di stili architettonici della piazza rappresenta la sua storia travagliata, anche se l’aspetto complessivo è sempre equilibrato.

La Cattedrale di San Vito a Praga

cattedrale san vito praga
cattedrale san vito praga

Tra le mura del Castello di Praga si erge la splendida Cattedrale di San Vito in stile gotico, una delle più grandi d’Europa, che è diventata il simbolo della città.

Saltano subito all’occhio le guglie appuntite della Cattedrale che sono in contrasto con il barocco del quartiere basso. La Cattedrale è lunga 124 metri, larga 60 e alta 33 metri.

Sul luogo dove oggi sorge la chiesa, nel corso dei secoli, si sono sovrapposte varie chiese, la prima nel X secolo era rotonda a ferro di cavallo, la seconda costruita nell’XI secolo era in stile romanico e infine nel XIV secolo Carlo IV volle costruire la Cattedrale di San Vito in stile gotico.

L’interno è splendido ed uniforme. Nel corso dei secoli al suo interno si celebrarono una trentina di incoronazioni di re e principi. Durante una visita a Praga, è d’obbligo visitare anche la Cappella di San Venceslao, la cripta sotterranea con i sepolcri dei re boemi e il tesoro con i gioielli per l’incoronazione dei sovrani.

Lo Josefov, il quartiere Ebraico di Praga

quartiere ebrico Josefov
quartiere ebrico Josefov.fonte foto:vivipraga.it

Il quartiere Josefov è uno dei più antichi della città. Prende il nome da Giuseppe II che alla fine del XVIII secolo abolì le misure discriminatorie nei confronti degli ebrei.

Le tombe disordinate del cimitero ebraico sono forse lo spettacolo più emozionante e caratteristico di tutta Praga e raccontano la storia dello Josefov, a pochi passi dalla Piazza della Città Vecchia, in cui gli ebrei della città hanno vissuto dal 900 al 1708. È stato per secoli l’unico luogo nel quale gli ebrei praghesi hanno potuto seppellire i propri defunti.

Hanno imparato a sfruttare ogni minimo spazio perché costretti a vivere in pochi chilometri quadrati, creando una specie di labirinto in cui case private, negozi e laboratori si confondevano.

Nel vecchio cimitero è sepolto il rabbino Low (che ha vissuto nel quartiere con il suo leggendario Golem), mentre la tomba di Franz Kafka è nel nuovo cimitero ebraico della città, costruito nel 1787 dopo la chiusura del vecchio.

Non perdete il ghetto ebraico, anche se avete poco tempo per visitare Praga.

La Casa Danzante a Praga

casa danzante praga
casa danzante praga. fonte foto: praga.info

Durante una visita a Praga non si può assolutamente perdere la Casa danzante, un particolare e straordinario edifico per uffici, dedicato alla grande coppia del ballo formata da Ginger Rogers e Fred Astaire. Inizialmente fu infatti chiamato Fred e Ginger.

Fu costruito sulla riva della Moldava dal 1992 al 1996, progettato e realizzato dall’architetto F.O Gerhy (lo stesso del Museo Guggenheim di Bilbao), è formato da due palazzi con uno stile tra il Neobarocco, il Neogotico e l’Art Nouveau e ricorda appunto una coppia di danzatori.

Uno dei palazzi si protende verso l’altro, che immobile aspetta l’abbraccio dell’altro. All’ultimo piano c’è un ristorante francese da cui si gode una splendida vista sulla Moldava. Nonostante la particolarità e la modernità dell’edificio, quello che colpisce è la perfetta integrazione del palazzo con quelli circostanti, quasi tutti dell’ottocento.

Cosa mangiare a Praga

La cucina di Praga predilige i piatti di carne, soprattutto maiale e agnello. Molto usati sono gli odori come aglio, cumino, maggiorana e pimento.

Questi piatti solitamente sono accompagnati da salse e dai tipici knedliky (gnocchi di pane lievitati), mentre gli arrosti prediligono il purè di patate, i crauti o la pasta, prevalentemente tagliatelle o pasta di forma quadrata (fleky).

Le lunghe passeggiate per visitare la città sicuramente vi apriranno l’appetito, allora non lasciatevi scappare i ristoranti (Restaurace), le osterie (hostinec) e le birrerie (pivnice) che costellano le strade del centro storico.

Come dolce, dovrete provare la crepe (palacinky) con marmellata, cioccolato o fragole vendute agli angoli delle strade. Tutto rigorosamente accompagnato dalla birra artigianale o vino, molto amato e qui prodotto fin dall’antichità, ma il colpo finale di solito arriva con un bicchierino di slivovice, (liquore alle prugne) o di Becherovka, un amaro d’erbe.

Uscire la sera a Praga

Il centro di Praga è molto vivo e anche la sera il divertimento è assicurato. In poche centinaia di metri si concentrano numerosi pub, ristoranti, jazz club e alcune delle discoteche più grandi e belle d’Europa.

Nella zona di Mala Strana respiriamo una atmosfera più intima e rilassata, ma nella zona di Ponte Carlo e nella Città Vecchia si fa tardi nelle discoteche e nei club. Quattro sono le discoteche più importanti della città, il Duplex, a Piazza Venceslao; la Karlovy Lázne, la più grande discoteca dell’Europa centrale, vicino Ponte Carlo; il Klub Lávkam in Piazza della Città Vecchia e il Lucerna Music Bar, frequentato prevalentemente da giovani locali.

Cosa comprare a Praga

A Praga non potete perdervi il cristallo di Boemia e se avete qualche soldino da spendere, dovreste portarvene a casa un pezzo. Ha una tradizione secolare, ma il costo è adeguato alla reputazione. Ne potrete trovare di tutte le forme e colori, da quelli che riproducono le cristallerie dell’epoca di Rodolfo IV a forme molto più moderne.

Se invece cercate dei souvenir cechi più economici, fanno al caso vostro le marionette e i giocattoli in legno artigianali. Li potete trovare in bella mostra specialmente nei negozi di Mala Strana e nel Vicolo d’Oro nel Castello.
Se invece desiderate tornare a casa con un ricordo della cucina praghese, cercate i Spa Wafer, qualche buona birra artigianale. Il regalo per eccellenza, però, è una bottiglia dell’amaro Becherovka o del liquore Slivovice.

Dove dormire a Praga

Praga ha fortunatamente prezzi ancora abbastanza bassi per dormire e ha inoltre un’ottima offerta di Hotel, appartamenti, B&B ed ostelli.

Malá Strana, la zona del Castello e la Città Vecchia sono i quartieri migliori in cui dormire a Praga (la zona è chiamata “zona 1”).

Ovviamente nella zona 1 spenderete un po’ di più rispetto alla periferia, ma avrete il vantaggio di essere sicuri, tranquilli e di ridurre al minimo l’uso di mezzi pubblici. I costi per notte vanno dai 35 ai 120 euro (in un hotel 3 stelle).

Se non avete problemi a condividere la privacy, date un’occhiata anche agli ostelli e alle camere condivise, sono molto economiche, ma belle.

Cosa vedere a Dublino e cosa visitare in 1 2 o 3 giorni

Cosa vedere a Dublino, cosa fare e mangiare a Dublino in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Dublino è una città moderna tra le più belle di tutta l’Europa, attiva ed è sede operativa di molte multinazionali. Infatti molti giovani lavoratori, provenienti da qualunque parte del mondo, ci si recano perché lì trovano lavoro con facilità.
Dublino, fondata dai Vichinghi come centro per il commercio degli schiavi (le prime notizie che ci giungono sono del 140 d.C.), è ricca di monumenti e musei meravigliosi che raccontano di questa sua storia millenaria.

Urbanisticamente Dublino negli ultimi anni è stata resa simile alle altre capitali europee e del mondo, soprattutto nelle sue zone più centrali; palazzi moderni, uffici, catene dei più famosi fast food e l’immancabile strada dello shopping ricca dei marchi più importanti, Grafton street, la strada più glamour di tutta l’Irlanda.

Dublino è unica nelle statue dei suoi personaggi più illustri, che possiamo incontrare tra le strade del centro, tra cui Molly MaloneOscar Wilde e James Joyce.

Dublino è una città che soddisfa i gusti più svariati dei suoi visitatori. Se siete amanti della natura e del verde, sono disponibili numerosi parchi, tra cui St Stephen’s Green e l’immenso, ma più periferico, Phoenix Park, con al suo interno lo zoo. Se invece siete amanti della movida e del divertimento notturno, recatevi nel quartiere Temple Bar, pedonale e ricco di Irish pub con musica dal vivo, artisti di strada e giovani in vena di far festa, specialmente nei fine settimana e durante i festeggiamenti di San Patrizio, il santo patrono d’Irlanda, che si festeggia il 17 marzo. Se invece siete amanti di storia e letteratura, visitate i tanti monumenti e musei cittadini, ma soprattutto percorrete i numerosi itinerari urbani narrati nei romanzi dei suoi più grandi autori.

Cosa vedere a Dublino

Ma cosa vedere a Dublino? Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Dublino per 1, 2, 3 giorni o per il weekend. Le principali attrazzioni e mete turistiche da visitare a Berlino:

Trinity College di Dublino

Durante una visita a Dublino è fondamentale fare una visita al Trinity College. È una delle più prestigiose ed antiche università al mondo, fondato nel 1592 dalla regina Elisabetta I d’Inghilterra.

Vanta studenti illustri, come Jonathan SwiftOscar WildeBram Stoker e Samuel Beckett. Il Trinity College ha collezionato inoltre numerosi risultati, tra i quali l’invenzione del codice di catalogazione di libri ISBN.

L’ateneo è situato in pieno centro città ed appena varcato l’ingresso del college, resterete affascinati dalla maestosità degli edifici in stile georgiano e dalla tranquillità che trasmettono gli ampi prati dell’esterno.

Passeggiando nel campus è possibile imbattersi in alcuni scene di vita studentesca, come partite di cricket, badminton o football americano tra studenti durante le pause tra le lezioni.

Se ci andate durante i periodi delle lauree, troverete qualche studentessa neolaureata che si fa fotografare felice sotto la statua del teologo George Salmon, come se fosse una piccola ed ironica vendetta contro questo teologo, che lavorò per molti anni al Trinity College e che si oppose fortemente all’ingresso delle donne in questa università.

All’interno dell’ateneo è d’obbligo la visita alla biblioteca, che con i suoi circa 5 milioni di testi è uno spettacolo per gli occhi unico al mondo; imponenti file di colonne in legno pieni di antichissimi volumi. Il più famoso tra tutti è il “Book of Kells”, manoscritto in miniatura di una bellezza rara, che contiene, tra le tante cose, il testo dei 4 vangeli in latino.

Cattedrale di San Patrizio a Dublino

Situata nel centro di Dublino, la cattedrale di San Patrizio è la più grande delle due cattedrali protestanti presenti.

Costruita nel XII secolo in stile gotico, secondo la leggenda, proprio sul pozzo da cui San Patrizio prendeva l’acqua benedetta per battezzare i primi cristiani irlandesi. Si narra che quel pozzo fosse senza fondo e che facesse da porta d’ingresso per le anime del Purgatorio.

All’interno la cattedrale è imponente, le luci filtrate dalle vetrate che gioca con gli spazi interni, il grande organo con 4000 canne che accompagna i concerti corali che si tengono durante tutto l’anno, trasmettono al visitatore aria di solennità e sacralità ed impongono un naturale ed estasiato silenzio.

Al suo interno troviamo le tombe di oltre 500 grandi personaggi illustri irlandesi, tra le quali quella dello scrittore Jonathan Swift.

Temple Bar a Dublino

temple bar dublino
temple bar dublino

Il quartiere di Temple Bar è il quartiere centrale della città ed è ricco di pub, bar, spazi espositivi, ristoranti e teatri. Oggi è ritrovo di molti artisti di strada. La leggenda vuole che questa zona prenda il nome da Sir William Temple, rettore del Trinity College e che qui si stabilì con la sua famiglia.

Situato a sud del fiume Liffey, nel Temple Bar le strade di giorno sono affollate da mercatini e atelier storici, dove è possibile acquistare prodotti dagli alimentari ai vinili più rari; di notte le strade in pavè vengono invase da giovani alla ricerca di divertimento.

Durante una visita a Dublino è necessario lasciarsi trasportare dall’atmosfera di uno dei tanti storici pub di Temple Bar. Verrete accolti da fiumi di birra e da musica dal vivo. Ogni pub ha una propria band musicale, che accompagna le chiacchiere, la birra e i balli.

Temple Bar inizialmente era frequentato dalla medio-alta borghesia della città, ma nel corso dei secoli è diventato un quartiere malfamato e degradato; talmente brutto da convincere l’amministrazione cittadina a trasformarlo in un’area di rimessa per gli autobus. Il Meeting House Square è una piccola piazzetta in cui si esibiscono artisti di strada. In estate vengono organizzate delle rassegne cinematografiche. Su un lato della piazza c’è il National Photographic Archive (archivio fotografico nazionale).

Half Penny Bridge è un ponte pedonale in ferro a pochi metri da Temple Bar, che attraversa il fiume Liffey e collega il lato nord di Dublino con quello sud. Prende il nome dal pedaggio che si pagava per utilizzarlo (mezzo Penny, appunto). È uno dei punti più suggestivi della capitale, ideale da percorrere all’alba e al tramonto, per godere di un panorama cittadino dai contorni molto particolari, romantici e mozzafiato.

Half Penny Bridge esiste da quasi 200 anni e nacque con l’obiettivo di far spostare le persone da un lato all’altro della città in modo più sicuro, poiché i traghetti e le imbarcazioni che prima garantivano il servizio, versavano in pessime condizioni igienico-sanitarie.

La prigione di Kilmainham Gaol a Dublino

Kilmainham Gaol dublino prigione
Kilmainham Gaol dublino prigione

Per avere più cognizione della storia dell’Irlanda è necessario visitare il carcere di Kilmainham Gaol. Costruito nel 1796, tra le celle fredde, grigie e scarne, c’è una parte importante della storia dell’indipendenza dell’Irlanda.

Molti criminali comuni e ribelli politici sono stati rinchiusi qui, per non uscirne mai più vivi. Venivano infatti giustiziati nel cortile interno al carcere, luogo adibito appunto alle esecuzioni.

Kilmainham Gaol fu abbandonata dal governo nel 1924 e dopo una lunga ristrutturazione, la prigione venne trasformata in museo della storia del Nazionalismo irlandese. Oggi vi vengono organizzate visite guidate.

La prigione si è trasformata anche in set cinematografico: gli U2 l’hanno scelta come location per registrare un loro videoclip musicale; e alcuni film, tra cui “Il nome del padre” è stato girato qui, uno spaccato sulla resistenza e sui soprusi subiti dagli irlandesi durante l’occupazione inglese.

La visita al carcere di Kilmainham Gaol rappresenta la tappa emotivamente più impegnativa dell’intero viaggio a Dublino.

Durante la visita è possibile essere rinchiusi all’interno di una delle tante celle del carcere, per comprendere la sensazione di angoscia che ciascun detenuto viveva dietro le sbarre; potrete inoltre osservare da vicino abiti, lettere ed altri oggetti personali di alcuni dei suoi più famosi “abitanti”.

La Galleria Nazionale Irlandese di Dublino

Una visita la merita anche la Galleria Nazionale di Irlanda, gratuita, nel cuore di Dublino, dove possiamo ammirare varie opere tra le quali la Cattura di Cristo del Caravaggio, gli acquerelli di Turner, l’Annunciazione di Rubens, diverse opere di autori olandesi, italiani (soprattutto barocca), di impressionisti inglesi e francesi e numerosi ritratti e paesaggi di artisti irlandesi che ripercorrono la storia del paese.

Tra quadri e i dipinti, troviamo una sala interamente dedicata alle opere di Jack Yeats, illustratore e fumettista irlandese che nel 1894 ha realizzato il primo fumetto di Sherlock Holmes.
Fu aperto nel 1864.

Il Castello di Dublino

castello dublino
castello dublino

Il Castello di Dublino è il centro del potere amministrativo della città e si trova tra la Christ Church Cathedral e la Cattedrale di San Patrizio. Un costruzione laica tra i due “templi” religiosi.

Questo castello ha origini normanne ed è stato costruito nel 1204 come opera difensiva per volere di Re Giovanni d’Inghilterra.

Abitato per molti secoli dai vari ambasciatori di sua maestà, il Dublin Castle è stato il simbolo dell’oppressione inglese sull’isola ed è passato sotto il controllo del governo irlandese solo nel 1922 per il riconoscimento dell’indipendenza dall’Inghilterra. Ha una strutture medievale, con 4 torri, un fossato e un ponte levatoio.

Oggi il Dublin Castle è sede di rappresentanza del governo e viene utilizzato durante le cerimonie ufficiali di stato.
Potete visitare gratuitamente gli spazi esterni del castello ed ammirare la maestosità delle mura, mentre a pagamento potete visitare gli appartamenti interni, le sale, i lunghi saloni, gli enormi lampadari e la St Patrick’s Hall, la sala più grande degli appartamenti di stato, contenente uno degli apparati decorativi più importanti di tutta l’Irlanda, è la sala d’insediamento dei presidenti d’Irlanda. Da non perdere è la Throne Room, dove è custodito il trono di Guglielmo d’Orange III, re d’Inghilterra e d’Irlanda dal 1689 al 1702.

The Spire a Dublino

The Spire, lo “spillo”, è una gigantesca torre d’acciaio alta 120m, larga 3 metri alla base e 15 centimetri nella sommità, che si trova al centro di O’ Connell Street, uno dei viali più importanti di Dublino, facilmente raggiungibile dall’omonimo ponte. Dal 2002, anno della sua costruzione, è la scultura più alta del mondo.

Ci troviamo nella parte nord della città, quella che veniva anticamente bistrattata e maltrattata dai dublinesi, perché si diceva fosse frequentata da straccioni e delinquenti.

La storia di The Spire non ha versioni ufficiali; c’è chi dice, malignamente, che sia lo spillo che ha punto beffardamente le zone poco nobili del re d’Inghilterra e per questo simbolo della ribellione contro la dominazione inglese; altri versioni raccontano di questo monumento simbolo della lotta contro l’uso dell’eroina, molto diffusa nella Dublino degli anni ’90; oppure si dice sia semplicemente un monumento alla luce o che la torre serva a solo come abbellimento dello skyline della città.

L’unica notizia certa è che fino al 1966, al posto di The Spire vi era la statua dell’ammiraglio inglese Horatio Nelson, fatta esplodere con una bomba dall’IRA, l’organizzazione militare indipendentista irlandese.

Guinness Storehouse di Dublino

Il Guinness Storehouse è il primo stabilimento di produzione della birra Guinness, venne costruito nel 1759 nel St James’s Gate Brewery, grazie all’intuizione di Sir Arthur Guinness, fondatore della birra.

Ci arrivate comodamente con 10 minuti di passeggiata dal centro storico. Nello stabilimento-museo vengono prodotti migliaia di litri di birra, esportati in tutto il mondo. Questa birra è amata per il suo colore scuro ed il sapore amarognolo.

La visita ai 7 piani della Guinness Storehouse è sia uno viaggio all’interno dell’universo Guinness, sia uno spaccato dello spirito irlandese dove tenacia, creatività, senso pratico, precisione e attenzione ai dettagli sono le caratteristiche che emergono ad ogni spiegazione sui singoli procedimenti per l’unione di malto, orzo, luppolo e lievito, necessari per la creazione della birra.

Ciascun piano affronta un aspetto della produzione di birra; dalle vecchie fotografie del birrificio alla mostra sui metodi di lavorazione, dai macchinari alle tecniche di lavoro.

Visitate questo stabilimento-museo e al termine vi verrà offerta una pinta di Guinness appena spillata, da godersi nel Gravity Bar, punto panoramico dello stabilimento, dal quale è possibile ammirare per intero la città di Dublino.

Cosa mangiare a Dublino

Sull’isola Irlandese, la tradizione vuole che la colazione sia composta da un ricco menù salato, fatto appunto di salsicce, uova, pancetta e tè; mentre la cena sia composta da vari menù di carne e di pesce.

Il pranzo resta un momento molto marginale della giornata e anche i turisti ormai lo vivono così.

Vi consigliamo di fare tappa cibo in uno dei tanti bar e caffè della città, dove potrete assaggiare i famosi Scones, biscottini fatti con uvetta, pezzetti di cioccolato, frutta secca, mirtilli o frutti di bosco, magari accompagnati da un tè.

Per la cena, vi consigliamo di recarvi in uno dei pub di Temple Bar ed assaggiare i tanti piatti di carne tipici della tradizione, tra cui la Beef Guinness Pie, carne di manzo cotta nella Guinness e ricoperta da uno strato di pasta sfoglia.

Il consiglio è di non presentarvi mai troppo tardi nei pub, perché le cucine chiudono presto e correte il rischio di restare a bocca asciutta. È d’obbligo assaggiare uno dei tanti whiskey irlandesi o una pinta di birra.

Dove dormire a Dublino

Come ogni grande capitale, Dublino offre qualsiasi tipo di soluzione per la notte. La capitale irlandese è ricca di hotel, B&B, campeggi e ostelli, sparsi in ogni angolo della città.

La zona più ricca di sistemazioni, ma attenzione perché è anche la più costosa, è quella del centro, vicino al Trinity College o adiacente a Temple Bar.

È possibile trovare ottime soluzioni anche nella zona di O’ Connell Street, nei dintorni di The Spire, che ha prezzi più ragionevoli.

Dublino è molto ricca di guesthouse e B&B, arredati in modo da far respirare la tipica atmosfera irlandese. Il consiglio è quello di prenotare con largo anticipo, specialmente in prossimità di eventi importanti, come ad esempio il torneo “6 Nazioni” di Rugby o il St Patrick’s Day.

 

Risorse utili:

irlandando.com

Cosa vedere a Berlino e cosa visitare in 1 2 o 3 giorni

Cosa vedere a Berlino le principali mete e dove mangiare e dormire in in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Berlino è una città ricca di storia e di meraviglie da visitare in tutta l’ Europa. Nata molto probabilmente come borgo commerciale di origine slava nel XII secolo su un’isola della Sprea, acquistò subito importanza come città e divenne successivamente capitale del regno di Prussia e poi dell’Impero tedesco. Nel 1920 vennero inglobati molti comuni e città circostanti e Berlino venne così ampliata molto. La storia che ha avuto negli ultimi 80 anni, l’ha enormemente trasformata.
Il muro che ha diviso la città dal dopoguerra fino al 1989, ha oscurato gli inestimabili tesori della storia dell’Umanità che sono a Berlino. Ma la “caduta del muro” nella tarda serata del 9 novembre 1989, le ha permesso di tornare ad essere una città con un ruolo importante anche a livello culturale. I suoi tesori sono quasi tutti custoditi nell’Isola dei Musei al centro del fiume Sprea.
Ma Berlino è anche il centro della musica elettronica, della moda e dei designer. Il contesto urbano unisce la nuova architettura d’avanguardia con le rovine gotiche e postbelliche. Distruzione, divisione, riconciliazione, memoria e riscatto si rincorrono in un panorama eccentrico e cosmopolita. Berlino è la città che non ci si aspetta.

Cosa vedere a Berlino e luoghi di interesse da visitare

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Berlino per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Cosa vedere a Berlino:

Il Reichstag di Berlino

Reichstag
Reichstag

Il Reichstag è oggi la sede del parlamento tedesco. È nato nel 1894 come edificio per accogliere le camere del Parlamento Tedesco e proprio da una delle sue finestre che venne proclamata la nascita della Repubblica Tedesca nel 1918, segnando quindi la fine della monarchia. Nel 1933 fu quasi completamente distrutto da un incendio, ma una volta risistemato, durante la seconda guerra mondiale, fu utilizzato come clinica per le nuove nascite.

Il 2 ottobre 1990, un anno dopo la caduta del Muro, si celebrò in una delle sue stanze la cerimonia ufficiale della Germania riunificata. Solo nel 1999 è ritornato ufficialmente il simbolo della democrazia tedesca e oggi ospita nuovamente le camere del Parlamento.
La splendida cupola in vetro e acciaio è stata progettata dal rinomato architetto inglese Sir Norman Foster, come simbolo di apertura dopo il periodo buio della divisione e attraverso le sue vetrate si vede tutta Berlino e la zona interna del Parlamento.

Questo palazzo, come la maggior parte dei monumenti berlinesi, porta i segni della Seconda Guerra mondiale, ma ha una sua storia sua da raccontare ed è assolutamente da visitare.

Il Muro di Berlino

muro di berlino
muro di berlino

Il Muro di Berlino, nei suoi 28 anni di vita, ha diviso materialmente e terribilmente in 2 la città, ha creato barriere sia ideologiche che politiche. Il presidente americano Ronald Regan, durante un suo famoso discorso tenuto a Berlino nel 1987 disse “Mr Gorbaciov, tare down this wall!”. Venne abbattuto due anni dopo, la notte del 9 novembre 1989.

L’agosto del 1961, segnò un cambiamento epocale alla città che cambiò completamente. Infatti 170 km di cemento, alti 10 m, segnarono la divisione del mondo in due, da un lato il mondo americano e dall’altro quello sovieticoValicare il confine era praticamente impossibile, si contano infatti almeno 136 persone morte nel tentativo disperato di fuggire a Berlino Ovest passando dall’altra parte del muro con i mezzi più disparati e impensabili.

La caduta del Comunismo portò gli esponenti del governo della DDR ad annunciare ai berlinesi dell’est che avrebbero potuto finalmente attraversare il confine. Il muro cadde sotto i colpi dei martelli e dei picconi dei cittadini stessi.
Solo 1 km di cemento è stato lasciato in piedi per non dimenticare il passato e nel 1990 artisti provenienti da ogni parte del mondo hanno celebrato la riunificazione della Germania con bombolette spray, dipingendo questo km di muro rimasto con coloratissimi murales, alcuni dei quali sono diventati opere famose in tutto il mondo (tra questi “The mortal kiss” che immortala il bacio sulla bocca tra Honecker e Breznev, e il “Test the best” che raffigura l’auto “ufficiale” della Germania Est che sfonda il muro).

Il governo tedesco oggi tutela questi graffiti che compongono la East Side Gallery, un vero e proprio monumento, una galleria d’arte all’aperto, quindi non perdetevela assolutamente.

Checkpoint Charlie a Berlino

Il Checkpoint Charlie era uno dei luoghi di passaggio tra la Berlino Est e la Berlino ovest. Il 25 ottobre del 1961 i carri armati sovietici e americani si schierarono in questo punto gli uni di fronte all’altro, in un’azione di forza terminata a favore delle truppe americane, che si assicurarono il diritto di muoversi liberamente per Berlino. Ma con la città spaccata in due, vista la necessità di impedire agli abitanti della DDR cercasse di passare nella zona Ovest, vennero creati diversi punti di controllo, che presero il nome dall’alfabeto fonetico della Nato: il Checkpoint Alfa, il Checkpoint Bravo e il Checkpoint Charlie. Avevano tutti l’arduo compito quindi di vigilare questo confine.
Con l’abbattimento del muro, è stato smantellato anche il Checkpoint Charlie. Quello che vediamo oggi è una riproduzione realizzata qualche anno dopo, nel 2000, con delle gigantografie molto suggestive di un soldato americano con lo sguardo rivolto verso Berlino Est e uno sovietico che guarda verso la zona Ovest e il celebre cartello che annunciava “You’re leaving the american sector” (“State per lasciare il settore americano”).

È possibile visitare anche il museo “La casa del Checkpoint Charlie”, in cui è allestita un’esposizione permanente sulla storia del Muro e sono esposti gli oggetti più strambi usati per i più particolari tentativi di fuga degli abitanti della Berlino Est.

Il Memoriale dell’Olocausto di Berlino

Nel Quartiere Mitte, l’architetto statunitense Peter Eisenman progettò il Memoriale dell’Olocausto, per commemorare le vittime della Shoah. Berlino non poteva non dedicare un monumento a uno dei momenti più bui della nostra storia. I 2.711 stele di cemento colorate di grigio scuro di altezza variabile rappresentano un atto di commemorazione per i 6 milioni di ebrei sterminati durante il nazismo. Per la costruzione del monumento, indetta una gara internazionale, sono stati vagliati oltre 500 progetti tra i quali è stato scelto appunto quello di Eisenman.
Inaugurato nel 2005, la sua idea era quella di disporre lastre di altezza variabile, da 20 cm fino a quasi 5 m, concentrando quelle più alte verso il centro, per dare un aspetto non lineare e labirintico al monumento, al punto che camminando tra le grigie e squadrate stele di cemento, il memoriale diventa sempre più stretto e irritante, in modo che il visitatore possa avvertire il contrasto tra il prima e il dopo il suo ingresso. Secondo quando pensato dall’architetto stesso, le stele sono realizzate per disorientare e l’intero complesso intende rappresentare un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere però il contatto con la ragione umana in un’angosciante solitudine.

Per chi volesse completare quest’esperienza suggestiva, che lascia non pochi spunti di riflessione, consigliamo di visitare il Punto Informazioni che si trova sottoterra, nell’angolo a sud-est del monumento. Una mostra permanente propone un percorso che tratta simbolicamente le vicende personali e i destini di alcune vittime dell’olocausto attraverso citazioni, immagini e voci di testimoni.
Una visita a questo memoriale è quasi un obbligo per chiunque si rechi a Berlino.

La Porta di Brandeburgo a Berlino

La Porta di Brandeburgo è un altro simbolo-icona della Guerra Fredda. Merita assolutamente una visita, anche se la Quadriga che vediamo oggi è stata rifusa nel 1953 e riposta sulla Porta. L’originale durante la seconda guerra mondiale fu infatti distrutta dai bombardamenti.
Quando il muro venne abbattuto, migliaia di persone si radunarono proprio di fronte la porta, che dal 1969 era rimasta chiusa in quella “terra di nessuno”, tra i due settori della città.
La Porta di Brandeburgo fu costruita nel 1788 quando Guglielmo II, grande appassionato di arte e mitologia greca, commissionò la costruzione di una delle 18 porte di accesso alla Città di Berlino sulla falsariga della porta d’ingresso all’Acropoli di Atene. Sulla sommità di questo imponente arco (sorretto da 12 colonne alte 26 metri), si eleva una Quadriga raffigurante la Dea della Vittoria a bordo di un carro trainato da 4 cavalli.

L’Isola dei Musei di Berlino

Dalla Porta di Brandeburgo si snoda la Unter den Linden, il viale più famoso di Berlino che si estende fino all’Isola dei Musei, dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco, sia per la singolarità architettonica e sia per l’inestimabile patrimonio custodito nei suoi musei.

Quest’isola, che si trova proprio al centro del fiume che attraversa la città, è unica al mondo perché ospita 5 musei che ripercorrono le tappe della storia dell’umanità: – l’Altes Museum, “Museo Vecchio”, il primo dei cinque ad essere costruito, tra il 1823 e il 1830. Nelle sale del piano terra troviamo collezioni di opere e oggetti del mondo dell’Antica Grecia, mentre il piano superiore è dedicato agli oggetti di vita quotidiana degli Etruschi e alle testimonianze della Roma antica e imperiale. – Il Neues Museum, “Museo Nuovo”, ospita altri reperti dell’antichità classica e favolose opere egizie, ed è nato subito dopo l’Altes. Qui possiamo ammirare il busto in pietra di Nefertiti, risalente al 1340 a.C., la Collezione dei Papiri e diverse opere della Preistoria europea. – Nella Alte Nationalgalerie, invece, troviamo importanti pitture e sculture tedesche del XIX secolo e una collezione di opere dell’Impressionismo francese e tedesco. – Il Bode Museum, dal nome dell’architetto che lo progettò, costruito nel 1904, vanta una splendida collezione di monete di circa 500.000 pezzi, oltre alle testimonianze di arte bizantina e sculture del Mondo Classico.

Completa la rosa dei musei il Pergamon Museum, che prende il nome dall’opera più importante in esso custodita: l’altare di Pergamo, risalente al II secolo a.C., la maestosa Porta del mercato di Mileto, costruita nel 120 a.C., e la Porta di Babilonia, costruita per volere del sovrano Nabucosondor e consacrata alla dea Ishtar, impreziosita da meravigliosi mosaici.

Il Duomo di Berlino

Imponente e sontuoso è Duomo di Berlino, il cui aspetto attuale risale al 1904, dopo che nel 1894 l’imperatore Gugliemo II ordinò che fosse demolita la precedente cattedrale perchè troppo semplice e classica, per far posto invece ad un duomo che rispecchiasse adeguatamente la grandezza della religione luterana e la potenza della dinastia reale.

I bombardamenti della II guerra mondiale la danneggiarono gravemente, in particolare al tetto. I lavori di ricostruzione iniziarono nel 1975 e la cattedrale venne riaperta dopo 18 anni. Oggi è possibile ammirare al suo interno gli originali: altare maggiore, risalente al 1850; la Cripta degli Hohenzollern e il maestoso Organo Sauer di 7000 canne.

Alexander Platz a Berlino

Disordinata, frenetica, corredata da discutibili opere architettoniche, Alexander Platz è storicamente considerata il centro della parte orientale della città. Nel 1805, quando lo zar Alessandro I visitò Berlino, la piazza che ospitava il mercato del bestiame, Ochsenmarkt (mercato dei buoi), venne ribattezzata appunto Alexander Platz.

La piazza è stata teatro dei principali eventi della storia berlinese e snodo cruciale del traffico della capitale (ben 20 linee di tram e bus si intersecano in questo punto).

Oggi è circondata da ingombranti palazzoni, chiara testimonianza dell’architettura socialista, come “La Casa dell’insegnante”; “La Casa del viaggio”; “La Casa dell’Industria elettronica”. Ma l’edificio-icona di Alexander Platz è la Torre della televisione, che con i suoi 365 metri di altezza, ogni metro per ogni giorno dell’anno, domina dall’alto la città ed è una delle strutture più alte dell’Europa Occidentale. Un ascensore che sale alla velocità di 6 metri al secondo, porta i visitatori alla sfera d’acciaio, a 203 metri di altitudine, dalla quale si gode una vista mozzafiato di Berlino. Sulla piazza si affacciano anche l’Urania Weltzeituhr, l’orologio del tempo del mondo, una struttura che ruota continuamente mostrando l’ora nelle varie zone del mondo, e la Brunnen der Völkerfreundschaft, la fontana dell’amicizia tra i popoli che domina il centro dell’area pedonale.
Dal momento della sua installazione, il 30 settembre 1969, l’ orologio costituisce uno dei più amati punti di incontro di Berlino.

Cosa mangiare a Berlino

La cucina di Berlino è una cucina ricca e sostanziosa. La Germania ha una cucina innovativa.

Certo, l’immagine di un tedesco che beve birra e mangia wurstel e crauti non è poi molto distante dalla realtà. I tedeschi sono amanti della carne e specialmente degli insaccati. La carne viene accompagnata da crauti o patate (Sauerkraut o Kartoffel). Quest’ultime sono anche alla base anche dell’insalata (kartofellsalat) degli gnocchi (kartoffelklosse) e della zuppa (kartoffelsuppe) e ovviamente della brace (Bratkartoffelln). Il piatto preferito è l’Eisbein, pezzi di maiale bolliti con crauti.
Il tutto rigorosamente accompagnato da tanta birra. Alla birra si associano i pretzel mentre tra i dolci vi consigliamo di gustare il Krapfen. Non tutti sanno che a Berlino ci sono alcuni dei più famosi ristoranti del mondo di Alta Cucina. Ci sono pure molte varietà di cucina etnica, quindi troverete sicuramente qualcosa adatta al vostro gusto. Comunque, qualunque siano i vostri gusti non perdetevi i wurstel presso i chioschetti sparsi un po’ ovunque in città e i Kebab, specialità turca, preparati in modo magistrale in tutta la città.

I pasti principali a Berlino sono 3. Il primo, la colazione (Frühstück), è un pasto salato ricco, composto da salumi, da formaggi e pane. Il tutto accompagnato dal caffè o dal tè. A pranzo potrete gustare una zuppa, un piatto di carne e verdure e una crema come dessert. La cena invece si consuma molto presto, verso le 18, e si limita spesso a un piatto di salumi e di formaggi.

Dove dormire a Berlino

A Berlino ci sono circa un migliaio di hotel di ogni categoria a cui si aggiungono centinaia di ostelli e appartamenti in affitto. Un numero così elevato di possibilità fa sì che i prezzi siano bassi e permette inoltre di avere ampia scelta, quindi di trovare sempre una camera più adatta alle proprie esigenze.

Nel Mitte (centro) si possono trovare camere a 40 euro a notte o piccoli hotel di design con prezzi intorno ai 100 €. La capitale tedesca è ben servita dai mezzi pubblici metro, autobus e tram, quindi tranquilli, potete prendere in considerazione una sistemazione più periferica per risparmiare un po’.

Approfondimenti e siti utili:

https://www.berlino.com

Cosa fare, vedere e mangiare a Lisbona

Cosa fare vedere e mangiare a Lisbona in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Lisbona è una capitale affascinante, che regala panorami mozzafiato perché situata su un territorio collinare. La capitale europea posta più a Occidente, è una bellissima città ed è anche l’unica che si affaccia sull’Oceano Atlantico. Questo infatti le conferisce un’aria un po’ malinconica, ma anche una particolare luce e bellissimi cieli tendenzialmente sempre azzurri e tersi.

Salendo e scendendo tra le varie zone della città, con il tipico tram giallo, potrete ammirare gli affascinanti vicoli. Dall’imponente castello di São Jorge, il panorama si allarga sugli edifici in tinte pastello della città vecchia, sul Tago e sul ponte sospeso chiamato Ponte 25 de Abril. Troverete in giro per la città dei negozietti che vendono le tipiche piastrelle (raccolte nel Museo Nazionale Azulejo che espone cinque secoli di piastrelle in ceramica).

Per comprendere al meglio la città e il carattere dei suoi abitanti, vi consigliamo di ascoltare il Fado, le canzoni che i marinai portoghesi cantavano sulle navi con cui partivano alla conquista del mondo.

Scoprite i quartieri della città. Il più antico, l’Alfama vi stupirà con le facciate delle case con intonaco corroso, azulejos stinti, vicoli stretti dove risuonano musiche e voci. O il Bairro Alto, la Baixa, passando per Belem e il Chiado: queste zone vi mostreranno la vera identità culturale di Lisbona, vedere la gente del posto che compie azioni quotidiane o sentire il caratteristico e malinconico fado suonato in qualche localino tipico, farà di Lisbona la vostra casa.

Cosa vedere a Lisbona

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Lisbona per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

La Baixa di Lisbona

baixa di lisbona
baixa di lisbona

Il cuore della città è il quartiere della Baixa, la parte cioè della città che dalle rive del Tago fino all’Avenida da Liberada.

Il terribile terremoto del 1755 ha completamente distrutto la città, che è stata poi ricostruita in modo impeccabile con una meravigliosa architettura neoclassica. La Baixa è considerato il simbolo di questa rinascita, di una ricostruzione fatta in modo preciso e accurato e di speranza. Il Marchese di Pombal, primo ministro del re Josè I, la volle ricostruire con molte strade dedicate esclusivamente ai pedoni e numerosi bar, ristoranti, negozi. Visitate la Praca do Commercio e l’Elevador de Santa Justa. Non dovete assolutamente perdervi la Praca do Rossio, con la sua pavimentazione bianca e nera che da un effetto di movimento, il mar largo come lo chiamano i lisboeti, costruita dai detenuti del Castello di Sao Jorge dopo il terremoto del 1755. Nella Praca do Rossio visitate anche la Stazione, un capolavoro in stile neo-manuelino con la caratteristica entrata a doppio ferro di cavallo.

Alfama a Lisbona

alfama lisbona
alfama lisbona

Salite su un tipico tram giallo, il famoso n. 28, mettetevi comodi, osservate il panorama che vi scorre rapidamente davanti, l’Alfama. Questo quartiere va scoperto solo in questo modo, soltanto dopo potrete mettere insieme tutti i pezzi del puzzle e capire cos’è realmente questo quartiere.

Il tram vi condurrà in vicoletti anche solo di 4 metri di larghezza: giocate a fare i ragazzini e toccate pure i muri dei palazzi, ma attenzione alla pendenza di alcuni.
Sotto il dominio arabo, l’Alfama ebbe il suo massimo sviluppo e fu residenza di nobili e commercianti.

I segni di quel periodo felice e lontano nel tempo rimangono nei dettagli nobili dei vecchi palazzi moreschi e nelle numerose fontane nascoste nei patii.
Vi innamorerete dell’atmosfera caotica e inafferrabile e della vita di Alfama.

Il Bairro Alto di Lisbona

lisbona bairro alto
lisbona bairro alto

Una visita merita assolutamente anche il Bairro Alto, che per un lungo periodo è stato la zona ricca della città, il quartiere che sceglievano per vivere le famiglie benestanti.

Ma dal 1800 il Bairro Alto si divise in due, da una parte quindi le famiglie aristocratiche e dall’altra i creativi, gli artisti squattrinati, le librerie, i ristoranti e gli antiquari.

Oggi il quartiere è scelto come luogo dei giovani e del divertimento, soprattutto nei fine settimana tra le chiacchiere e la musica di qualche esclusivo locale jazz. Se il Bairro Alto è il quartiere trendy e fantastico di notte, il Chiado è il quartiere elegante e alla moda durante il giorno. Infatti di giorno il Bairro alto non è molto vivo.

Il Chiado di Lisbona

Chiado lisbona
Chiado lisbona fonte foto:10cose.it

Il Chiado è il famoso quartiere dello shopping e del teatro di Lisbona, con una selezione di monumenti storici, teatri, negozi tradizionali e raffinati, interessanti café e ristoranti e librerie.

Il Chiado, gravemente danneggiato dalle fiamme nel 1988 e dai terremoti, è stato ricostruito così bene e in uno stile così fedele a quello originario, che passeggiando per queste strade non ci si accorge di nulla.

Chiado, che significa astuto e malizioso, è proprio una zona che rispecchia queste caratteristiche, come le caratteristiche di Antonio Ribeiro, poeta e frate, che veniva soprannominato “O Chiado“. Fu il quartiere preferito da Pessoa, malinconico poeta e scrittore portoghese, che si trovava spesso al caffè A Brasileira, che si trova in Rua Garrett, che amava molto e dopo trascorreva gran parte delle sue giornate. È d’obbligo una foto con la copia in bronzo del poeta seduto al tavolino del bar, che ricorda appunto ai turisti che qui Pessoa passava le sue giornate a leggere e scrivere.
Passate anche a visitare le imponenti rovine gotiche della Chiesa del Carmo, semidistrutta dal terremoto del 1755 e lasciata così, a futura memoria di quello che è stato.

Belém a Lisbona

belem lisbona
belem lisbona

Il quartiere di Belém è molto grazioso e ampio ed è qui che troviamo molte delle più importanti attrazioni turistiche della capitale, tra splendidi monumenti storici, come il Monastero dei Jerònimos ed il Padrão dos Descobrimentos (Monumento alle scoperte), affascinanti musei e giardini colorati e ben tenuti, il tutto lungo le acque dell’estuario del Tago. La sua storia è strettamente legata alle scoperte marittime: proprio da qui le navi portoghesi partivano in cerca di ricchezze e nuove terre da conquistare.

Merita sicuramente una sosta la Torre di Belém, realizzata per essere faro e fortezza del porto di Restelo. La particolarità del quartiere risiede proprio nello stile architettonico delle sue strutture che sono caratterizzate da gotico iperdecorato, il Manuelino.

Monastero de Los Jeronimos

Los Jeronimos monastero
Los Jeronimos monastero fonte foto:losapuntesdelviajero.com

Il Monastero de los Jeronimos, patrimonio UNESCO, è il più importante monumento di Lisbona e si trova nel quartiere di Belém. Fu costruito nel 1505 per festeggiare il ritorno dell’esploratore portoghese Vasco de Gama che aveva appena scoperto la rotta per l’India.

Questa importante meraviglia architettonica, prende il nome dai monaci dell’Ordine di San Girolamo, a cui fu donato dopo la costruzione. Il nome del quartiere prende spunto dalla chiesa di Betlemme dentro il Monastero, in cui sono ospitate le tombe di Vasco de Gama (sinistra) e Luis Camoes. La tomba di Fernando Pessoa, il più conosciuto scrittore portoghese si trova invece nel bellissimo chiostro, considerato il più bell’esempio di stile manuelino.

Tram, funicolari e ascensori di Lisbona

funicolare lisbona
Funicolare lisbona. fonte foto: animatedweb.it

Per apprezzare veramente Lisbona e scoprire pienamente tutta la sua bellezza, dovete muovervi in tram.
Fate un giro sulla leggendaria linea turistica 28 che vi farà scoprire tutto il quartiere dell’Alfama.
I tram di Lisbona sono leggendari, affrontano senza paura la pendenza di vicoli e vicoletti senza mai arrendersi. Lisbona, situata su un territorio collinare, è piena di funicolari e ascensori. Le funicolari sono la Gloria che sale verso il Bairro Alto, la Bica e la Lavra (la prima costruita in tutta Europa)L’ascensore è l’Elevador de Santa Justa, neo-gotica e in ferro, costruita a fine 800 da un allievo di Gustave Eiffel. Con i suoi 32 metri di salita e due cabine in legno spettacolari, porta direttamente nel Chiado, davanti alla Chiesa del Carmo.

Il Miradouro de Santa Luzia a Lisbona

miradouro santa luzia
miradouro santa luzia fonte foto:lisbona.info

Tutte le foto panoramiche che avete mai visto di Lisbona, sono fatte dal Miradouro de Santa Luzia, che sorge subito sotto al Castello de Sao Jorge, prendendo Rua da Saudade.

Questo capolavoro metà umano e metà naturale vi apre uno scenario da favola, i tetti dell’Alfama, l’orizzonte di Lisbona con le splendide azulejos (piastrelle decorate) che decorano il muretto del belvedere. Le azulejos sono una tradizione portoghese millenaria.
Dando per un momento le spalle del panorama, sulla facciata della chiesa di Santa Luzia, ci sono due splendidi mosaici di azulejos: uno raffigura il Terreiro do Paço (l’attuale Praça do Comércio) prima del terremoto del 1755 e l’altro i crociati alla riconquista di Lisbona. Vi consigliamo di andare al Miradouro verso l’ora del tramonto, magari con una birra in mano.

Cosa mangiare a Lisbona

Gli alimenti particolarmente tipici della cucina portoghese sono il bacalhau e Porto. Ma per deliziare il vostro palato, ci saranno molti altri sapori tipici, tutti da provare.

Per mangiare benissimo, assaggiare i piatti tipici e non pagare uno sproposito, dovete recarvi nelle tascas, caffetterie molto modeste gestite da famiglie portoghesi. La caratteristica di questi locali è che basta sedersi e, anche senza dir nulla, il vostro tavolo vedrà popolarsi di un sacco di antipasti, olive nere, affettati, formaggio di capra e prosciutto affumicato. 

Senza ombra di dubbio il bacalhau è il piatto forte della città, si dice che esistano ben 366 modi di cucinarlo, uno per ogni giorno dell’anno, più uno ovviamente per il 29 febbraio degli anni bisestili. Però anche alcuni piatti di carne meritano la vostra attenzione e il vostro palato. La caldeirada, uno stufato a base di diversi tipi di pesce e crostacei, il tutto ricoperto da erbe e pomodoro. Il cozido à portuguesa, stufato a base di carne e legumi, e il sarrabulho, con fegato di maiale o anatra marinata nel vino rosso e legato con il sangue di maiale. Il caldo verde è una zuppa a base di patate, cipolle, cavoli ricci e fette di salsiccia di maiale, spesso preparato durante le feste tradizionali portoghesi, come quelle in onore dei santi delle città. È d’obbligo accompagnare il vostro pasto con del buon Porto. Concludetelo invece con un pasteis de nata, tipico dolce locale.

Dove dormire a Lisbona

Trovare un posto dove dormire economico a Lisbona non è assolutamente un problema. Ci sono alberghi di ogni livello e sono molto diffusi i motel, gli hotel sulla strada. Potete anche scegliere, pagando un poco di più di prenotare una camera in una pousadas, dimore di grande valore storico che sono state adattate ad hotel.

I portoghesi preferisco alloggiare nelle pensao, tipiche pensioni a gestione familiare, molto confortevoli e accoglienti. Non mancano ovviamente anche i bed & breakfast per chi non vuole spendere tanto e gli appartamenti, che qui sono chiamati quartos, aparthotel o turismo de abitacao, per chi desidera una maggiore indipendenza.

Cosa fare, vedere e mangiare a Budapest

Cosa fare vedere e mangiare a Budapest in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Budapest per molti aspetti viene definita la “Parigi dell’Est“. Entrambe hanno un fiume che le divide in due e sul quale si affacciano imponenti castelli e bei palazzi, entrambe hanno una collina in città dalla quale godere di un panorama mozzafiato sulla città.
Nonostante queste analogie Budapest ha una propria identità, o forse in realtà anche più di una.

Infatti Budapest è nata nel 1873 dall’unione di tre città: Buda, Pest e Óbuda, separate dall’acqua, ma unite tra di loro dal Ponte delle Catene e da altri sette ponti. Pochi giorni bastano per godere della capitale ungherese e passare dalla Budapest romana a quella medievale con il Castello, navigando sul Danubio e un bel viaggio nel tempo nelle stazioni della metro, ancora ferme a 130 anni fa.

Cosa vedere a Budapest

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Budapest per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Il Quartiere di Buda a Budapest

Il quartiere di Buda, situato sulla riva destra del Danubio, è stato il primo nucleo della città di Budapest, infatti ancora oggi si identifica con la parte più vecchia dell’attuale città. Su questa collina e tra le mura del suo Castello vennero a rifugiarsi gli abitanti di Pest quando ormai gli attacchi dei mongoli divennero insostenibili.

Nacque una città bellissima, capace di confrontarsi con le vicine Praga e Vienna. Purtroppo però la storia la trasformò, perché prima i turchi la conquistarono (1541) e la trasformarono: le chiese divennero moschee e sorsero minareti e bagni turchi. Poi i bombardamenti e la ricostruzione per venire di nuovo abbattuta nel 1945. Dello splendore precedente purtroppo non rimase più molto. Fu infatti ricostruita mantenendo il vecchio aspetto. Oggi passeggiando tra le sue vie incontriamo il Palazzo Reale, la Chiesa di Mattia e alcuni scorci molto belli.
Sicuramente Buda merita una visita.

Il Quartiere Pest a Budapest

pest
pest

Mentre Buda è la parte antica e nobile della capitale ungherese, Pest è la parte moderna e innovativa. Mentre a Buda regna la tranquillità, Pest è disordinata e irrequieta.

Nella zona di Pest, con i negozietti degli stilisti e dei giovani artisti, esce fuori tutta l’anima creativa della città. Non ci sono grandi musei da visitare, però tra il Palazzo del Parlamento, il Duomo di Santo Stefano, la Grande Sinagoga e il Museo etnografico resterete affascinati da tanta bellezza. Non perdetevi la Casa del Terrore, usata sia dai nazisti che dai comunisti, come luogo di tortura.

Qui potrete anche godervi un po’ di shopping (viale Andrássy) che in un viaggio che si rispetti, non può mancare.

Il Museo di Belle Arti di Budapest

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fonte foto:placesonline.com

Il Museo delle Belle Arti di Budapest è considerato uno tra i musei d’arte più ricchi del mondo. Forse non ci si aspetta molto da un museo in un paese dell’est così martoriato nell’arco della sua storia, ma questo museo si può paragonare al Prado di Madrid o al Louvre di Parigi.

Nel Museo possiamo trovare i preziosi manufatti del mondo greco-romano, la collezione egizia, le sculture, le stampe e i disegni, la galleria dei Maestri antichi e quella dei maestri contemporanei, tra i quali Giotto, Tiepolo, Raffaello, Tiziano, Velázquez, Ribera, El Greco, Murillo, Goya, Pieter Bruegel il Vecchio, Rubens, Van Dyck, Rembrandt, Albrecht Dürer. Nella collezione dell’Ottocento e Novecento invece ci sono opere di tutti i maggiori impressionisti francesi, Renoir, Monet, Manet, Delacroix, Gauguin, Cezanne, Picasso e altri.

Il Parco delle Statue di Budapest (Memento park)

memento park
memento park

Gli abitanti di Budapest sono stati più furbi degli abitanti di molte altre città dell’est. Invece di approfittare della fine del Comunismo e distruggere tutte le statue, sfogando quindi sul marmo decenni di mancata libertà, hanno trasformato questi ricordi di marmo in un strumento di sfruttamento della memoria, per quanto brutta possa essere. Hanno cioè raccolto tutte le statue che rappresentavano i grandi potenti del comunismo (tra i quali Marx, Lenin, Stalin, Bela Kun) insieme ad anonimi soldati liberatori dell’ex Urss e hanno creato un Memento Park del comunismo. Se siete appassionati di spionaggio, potete girare per le sale della mostra su come veniva addestrata una spia comunista. È un bellissimo parco sulla memoria del popolo dell’est, merita una visita.

I bagni termali di Budapest

bagni termali budapest
fonte foto:viaggiandonelmondo.it

I romani, appassionati di terme, fondarono a Budapest “Aqiuncum”, delle grandiose terme, di cui ancora oggi si possono vedere i resti in diversi posti di Óbuda. Da allora, Budapest è sempre stata una città termale. Oggi infatti è l’unica capitale europea con le terme e nel 1934 ha ottenuto l’appellativo di “città termale”. Anche voi in vacanza potrete godere di questa bella e lunga tradizione, 70 millioni di litri al giorno con una temperatura da 21 a 78 C°, in bagni termali grandi e piccoli.

La Grande Sinagoga di Budapest

sinagoga budapest
sinagoga budapest

Budapest conta tra la sua popolazione una delle più numerose comunità ebraiche, basti pensare infatti che ancora oggi sono attive 22 sinagoghe, di cui molte in scuole, ospedali o case private. Proprio nel cuore del ghetto ebraico è attiva la più grande Sinagoga d’Europa.

Edificata nel 1859 in stile neo-moresco, può ospitare fino a 3.000 persone. Nella parte bassa della sinagoga ci sono posti per 1.497 uomini, mentre al piano superiore 1.472 per le donne.
Nel giardino della Sinagoga, proprio sopra una ex fossa comune, c’è un monumento che ricorda gli ebrei uccisi dai nazisti tra il 1944 e il 1945: è un albero di salice, chiamato “Albero della vita”, con foglie di metallo. Su ognuna di esse è inciso il nome di un martire. All’interno della Sinagoga ha sede il museo che ricorda la vita quotidiana degli ebrei ungheresi e le persecuzioni durante la Seconda guerra mondiale. Sorge sul luogo dove nacque Theodor Herzl, il padre del Sionismo e dell’idea di uno stato ebraico.

L’Isola di Margherita di Budapest

isola margherita budapest
isola margherita budapest

Budapest ha bisogno di essere visitata con calma. Merita la vostra attenzione il giro sul Danubio con sosta e giro sull’Isola di Margherita (la si può raggiungere anche attraverso l’omonimo ponte).

Situata al centro del Danubio, è composta principalmente da un parco. La cosa più bella è affittare una bicicletta sul posto e girare in lungo e in largo per scoprire ogni angolo dell’isola. In fondo è lunga solo 2,5 km e larga appena 500.
Prima dell’Isola di Margherita, c’erano tre isolotti distinti: l’isola Balneare, l’isola dei Pittori e l’isola delle Lepri. Unite dal cemento alla fine del 1800, oggi formano un’unica grande isola che prende il nome dalla figlia del re Béla IV, Margherita, che dopo l’invasione tartara si ritirò in un monastero sull’isola stessa (oggi ne sono rimasti solo i ruderi purtroppo).
Oggi l’Isola è il luogo preferito dagli abitanti che cercano poco smog, giardini, parchi per passeggiare e fare sport, o che sognano di farsi un bagno nelle acque termali della grande piscina all’aperto Palatinus. Tra le altre attrazioni c’è anche la fontana musicale, con getti d’acqua alti fino a 25 metri, che funziona in sincronia con l’orologio che batte le ore con la diffusione di pezzi musicali. Ovviamente nei mese estivi è affollatissima.

Il Palazzo del Parlamento a Budapest

parlamento budapest
parlamento budapest

Il Palazzo del Parlamento di Budapest è uno dei simboli cittadini, forse il più conosciuto e fotografato. Per la costruzione, tra il 1885 ed il 1904, l’architetto Imre Steindl si ispirò al Parlamento di Londra e al Duomo di Colonia.
Il gotico delle guglie, torrette, arcate e finestre, contrastano con il barocco e rinascimentale dell’interno. La grande facciata sul Danubio non rende però giustizia alla grandezza complessiva del palazzo: quasi 18.000 mq, 27 ingressi e 691 stanze. Non c’è che dire, il Presidente della Repubblica, il Primo Ministro e i parlamentari hanno una gran bella dimora in cui svolgere le loro funzioni!

Cosa mangiare a Budapest

Gli alimenti base della cucina ungherese non sono particolarmente leggeri, ma sicuramente gustosi. Troviamo piatti con carne, patate, cipolla, spezie o paprika. Le caratteristiche fondamentali sono i sapori intensi, ottenuti grazie all’abbondante uso di spezie.

Con il clima particolarmente rigido (in inverno può arrivare anche a -50 gradi sotto lo zero), il corpo richiede calorie e il palato di consolarsi un po’. Così tutto inizia con il lardo soffritto con l’aggiunta della paprika. Questa è la base del famoso Goulash, il piatto tipico per eccellenza. Non esiste un goluash uguale ad un altro, perché ognuno lo cucina in maniera propria, con una propria variante: non devono però sicuramente mancare carne, patate, pepe e paprika. Ci sono altre zuppe tipiche, come la halászlé (una zuppa a base di pesce), mentre il piatto di carne più famoso è il maiale con paprika e patate. Dovete provare pure il porkolt (spezzatino di carne a base di cumino e cipolla). Ci sono tanti piatti da gustare, basta solo prepararsi a lunghe digestioni.

Dove dormire a Budapest

Budapest è una delle destinazioni europee in crescita grazie all’aumento dei voli low cost. I prezzi degli alberghi ancora accettabili e una buona ospitalità turistica, spiegano il successo in crescita della capitale ungherese. Infatti è entrata ormai nella top ten delle capitali europee, turisticamente parlando. Sono presenti sul territorio molti hotel, B&B e pensioni. Vi consigliamo di alloggiare nella parte centrale che permette di muoversi con maggiore libertà, soprattutto di sera.

Cosa fare, vedere e mangiare a Parigi

Cosa fare vedere e mangiare a Parigi in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Parigi è una città splendida, merita di essere visitata almeno una volta nella vita. È considerata la città degli innamorati, ma non solo, offre molto, tra musei, monumenti, chiese, quartieri caratteristici, cibo e tanto altro.

Certo, alcuni posti a Parigi sono irrimediabilmente romantici, come Montmartre vista da una mansarda oppure le luci soffuse dei localini del Quartiere Latino tra i parigini oppure ancora le piazzette e gli angoli del quartiere Marais oppure Ville Lumière. Potete fare un giro della Senna in battello, che consente un’affascinante esplorazione della città e del fiume.

A Parigi anche il cibo vi stupirà! Se non vi fermate ai locali per turisti, scoprirete il meglio della cucina francese che non si limita a croissant, formaggi e salsine varie.

Cosa vedere a Parigi

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Parigi per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Montmartre a Parigi

moulin rouge montmartre
moulin rouge montmartre

Nel 1800 il quartiere di Montmartre (Monte dei Martiri o Monte di Marte) era considerato maledetto perché era scelto dagli artisti squattrinati in cerca di fortuna e dai borghesi annoiati amanti delle prostitute e del Moulin Rouge.

Era un quartiere sfacciato, una città nella città, scelto come casa da Picasso, Van Gogh e Modigliani.
Diventò una zona popolare atta al divertimento. Rappresenta il punto più alto di Parigi e sulla sua sommità c’è la Basilica del Sacro Cuore ed è stato la culla della vita Bohème durante la Belle Époque. Oggi Montmartre è un quartiere molto amato, dove la folla di turisti rende difficile anche muoversi, possiede comunque ancora un fascino particolare tutto da vivere.

Basilica del Sacro Cuore di Parigi

basilica sacro cuore parigi
basilica sacro cuore parigi

La Basilica del Sacro Cuore di Parigi fu costruita con pietra calcarea, che ha la caratteristica di non trattenere polvere e smog, così dopo ogni pioggia risulta ancora più splendente. Fu costruita nel 1873 nella sommità del quartiere di Montmartre, che allora era ancora poco più di un villaggio.

La decisione di costruire la basilica venne presa subito dopo la sconfitta francese nella guerra franco-prussiana, per donare alla nazione la fiducia e l’ottimismo necessari ad una nuova rinascita. Dopo l’inaugurazione, inizialmente venne snobbata dagli abitanti di Montmartre che continuarono ad andare a messa alla Chiesa di Saint Pierre, una delle più antiche di Parigi.

Il Museo D’Orsay a Parigi

musee orsay parigi
musee orsay parigi

Il Museo d’Orsay ha un fascino antico e prezioso, nel cuore di Parigi, lungo la Senna. La struttura e l’architettura del Museo sono assolutamente moderne, ma osservando il complesso da determinati punti, ci si ritroverà sorpresi di scorgere lo scheletro appena accennato della vecchia stazione.

Infatti il luogo in cui sorge era prima la vecchia stazione d’Orsay, trasformata in occasione dell’esposizione Universale di Parigi del 1900.

Le opere d’arte presenti incantano gli occhi, gareggiando sempre per bellezza e quantità di opere con il vicino Louvre. I prati di Manet e i papaveri di Monet, l’autoritratto di Van Gogh e le splendide ragazze tahitiane di Gauguin, questi sono solo alcuni dei gioielli presenti e li troverete insieme a migliaia di altre bellissime opere d’arte.

Il Louvre di Parigi

louvre
louvre

Il Louvre è uno dei più celebri musei del mondo ed uno con il più alto numero di visitatori. Il museo ha preso il nome dal palazzo che lo ospita, originariamente una fortezza, costruita alla fine del XII secolo.

Negli anni ottanta si propose un rinnovamento dell’intera area e in questa occasione venne progettata una piramide di vetro e acciaio, posizionata in maniera da illuminare un grande atrio sotterraneo che avrebbe funto da nuovo ingresso principale al museo, oltre al Carrousel du Louvre che è una vera e propria città sotterranea con bar, negozi, auditorium, servizi, libreria e un sala per le esposizione temporanea.

Trovate le bellezze dell’arte egizia, greca, romana e altre; le opere di Antonello da Messina, Botticelli, Michelangelo, Canova, Leonardo, Caravaggio, Raffaello, Giotto, Tiziano, Cézanne, Degas, Delacroix, Bosch, van Eyck, Rembrandt, Velázquez e molti altri ancora.

Nel Louvre c’è di tutto e purtroppo non è possibile ammirare centinaia di capolavori in una sola giornata. Quindi vi consigliamo di decidere in anticipo quali opere e pianificare il giro che deciderete di fare. Vi consigliamo di dedicare solo uno sguardo veloce alla Gioconda perché è sempre attorniata da una miriade di turisti.

La Torre Eiffel di Parigi

tour eiffel paris
tour eiffel paris

La Torre Eiffel fu nella storia respinta, criticata e poi finalmente amata. Questa grande struttura in ferro, la cui punta sembra voler toccare le nuvole, oggi è il simbolo di Parigi. È costruita con ben 18.038 pezzi di metallo ed è stata ultimata il 31 marzo 1889.

Secondo i piani però doveva essere smantellata dopo soli due anni, invece per nostra fortuna è ancora lì. Mentre riceveva pesanti umiliazioni da parte degli intellettuali (c’è chi la definì “uno scheletro di torre“, chi “un lampadario assolutamente tragico” o ancora “un comignolo di plastica“), ben 2 milioni di persone la visitavano e attualmente con i suoi 6 milioni di visitatori l’anno, è il monumento più frequentato del mondo.

Una visita con foto sotto la Torre è un obbligo per chiunque visiti Parigi. Resterete sbalorditi dall’illuminazione notturna e dal gioco di luci che puntualmente parte i primi 10 minuti di ogni ora.

Il Quartiere Latino di Parigi

quartiere latino parigi
quartiere latino parigi

Il Quartiere Latino non è un vero quartiere, ma una zona che trae il suo nome dall’uso esclusivo del latino che si faceva nei corsi erogati dalle scuole e università medievali che vi hanno sede.

In questo quartiere c’è un’aria frizzante e non, come si potrebbe pensare dal nome, una moltitudine di localini spagnoli e portoghesi.

L’atmosfera è francese ed è ricco di locali e di cafè, aperti giorno e notte in ogni periodo dell’anno, straripanti di professori e studenti che, usciti dalle sobrie mura della Sorbona e delle altre istituzioni culturali, cercano distrazione e relax.

L’unica nota straniera la danno l’Istituto del Mondo Arabo e i ristoranti che vendono kebab in Piazza St. Michel.

Se volete fare una sosta dalle lunghe camminate che si fanno quando si visita una città, fermatevi nei giardini del Lussemburgo, giardini alla francese pubblici del Palazzo del Lussemburgo. Sul piccolo stagno al suo interno vengono effettuate regate di barche in miniatura. Il giardino contiene diverse sculture molto belle.

La Cattedrale di Notre-Dame a Parigi

notre dame parigi
notre dame parigi

Notre-Dame de Paris (il cui vero nome è cattedrale metropolitana di Nostra Signora), è il principale luogo di culto cattolico di Parigi. L’elegante e misteriosa signora di Parigi è il centro della Francia, perché proprio davanti al suo ingresso si trova il Punto Zero, ovvero la stella di bronzo dalla quale vengono calcolate tutte le distanze stradali della Francia.

La cattedrale, fin dalla sua fondazione, fu luogo di importanti eventi di rilevanza nazionale. Voluta dal Vescovo Sully per invidia nei confronti della Cattedrale di St. Denis, venne costruita rastrellando soldi in tutta Parigi. Notre Dame ha vissuto momenti bui e di splendore, per essere definitivamente salvata dal fascino di un romanzo: Notre-Dame de Paris di Hugo.

Il romanzo, che ruota intorno alla cattedrale e ai suoi personaggi, le ha restituito prestigio. Custodisce alcune delle reliquie più importanti della cristianità, tra cui un chiodo della croce di Gesù e la corona di spine. Indubbiamente merita una visita, anche se spesso c’è molta coda da fare per entrare.

La Reggia di Versailles a Parigi

reggia di versailles
reggia di versailles

La Reggia di Versailles fu un’antica e grandiosa residenza reale dei Borboni di Francia. È ad una ventina di km da Parigi, ma merita senza dubbio una visita. Se poi siete cresciuti guardando Lady Oscar, non potete proprio perdervela. Resterete affascinati dallo sfarzo e dalla regalità di questa reggia, uno dei palazzi più belli e più grandi al mondo.

Gioiello nato dai capricci di Luigi XIV, soprannominato il Re Sole, la Reggia di Versailles, diventa il riflesso della potenza di questo sovrano. Il Re si trasferì a Versailles perché a Parigi vedeva congiure dei nobili da ogni parte. Vista la sua scelta del nome, Re Sole, le stanze hanno il nome dei pianeti e gravitano attorno all’importante Salone di Apollo (Dio del Sole), non a caso la sua Camera del trono.

La Sainte-Chapelle di Parigi

Sainte-Chapelle parigi
Sainte-Chapelle parigi

Il cattolicissimo re Luigi IX per custodire un pezzo della Croce Santa, uno dei chiodi conficcati nella carne di Cristo e la sua Corona, ordinò la costruzione della meravigliosa Sainte-Chapelle, cappella palatina del medievale palazzo.

Queste reliquie (ancora però non riconosciute autentiche dalla Chiesa) sono attualmente conservate a Notre-Dame, ma la Cappella mantiene integro il suo fascino: è considerata l’espressione più autorevole dell’architettura gotica e il suo splendore lo si coglie già dall’esterno, ammirando le vetrate colorate.

Nella Sainte-Chapelle la parte bassa era il luogo di preghiera del popolo, mentre quella alta ospitava la famiglia reale e i nobili, che raggiungevano la Cappella attraverso un passaggio protetto che portava al Palazzo di Giustizia, allora sede reale.

Entrate ed ammirate la splendida luce che filtra attraverso i 600 mq di splendide vetrate colorate, la più importante testimonianza dell’arte vetraria del XIII secolo. Le scene raccontano diversi episodi della Bibbia, tra cui la Genesi, l’Esodo, la storia delle reliquie della Passione, il Libro dei Re e altro. Il grande rosone sul lato sud (9 metri di diametro), rappresenta invece l’Apocalisse.

Il Mercato delle pulci di St-Ouen a Parigi

Fate una passeggiata al mercato delle pulci di St-Ouen sia se siete appassionati di antiquariato sia se vi piace solo curiosare tra pezze colorate, oggetti strani, libri antichi e non. Si svolge tre giorni alla settimana: sabato, domenica e lunedì. Potete trovare di tutto, dalla patacca cinese con aria retrò a pezzi d’autore e di valore riconoscibili solo dagli esperti e capitati lì per caso. Potete essere fortunati e riuscire a trovare un prezioso e affascinante oggetto d’epoca e fare il grande affare.

Il mercato di Saint Ouen è diviso per sezioni: libri, mobili, vestiti, dischi. Anche se non andate alla ricerca del grande affare, sarete comunque contenti di aver respirato un po’ d’aria caotica, festosa e francese.

Cosa mangiare a Parigi

La cucina parigina è considerata una delle più buone al mondo. Cercate di non fermarvi nei locali tipici per turisti, perché rischierete di mangiare male e spendere tanto.

Al mattino i parigini amano gustare una ricca colazione a base di croissant e baguette (pane lungo) con burro e marmellata. Fermatevi a gustarla in un affollato bistrot.

I piatti tipici da non perdere assolutamente durante una vacanza a Parigi sono: Omelette, famosa frittata di uova farcita con formaggio; escargot, squisite e succulente lumache insaporite con burro e prezzemolo; soupe à l’oignon, zuppa di cipolle (ne vale la pena, è veramente buona); carne di anatra o oca; la carne è uno dei piatti più apprezzati della cucina francese; Foie Gras, fegato d’oca o d’anatra; crepes, con vari ripieni.
Da gustare sono gli innumerevoli formaggi, i più famosi sono il Beaufort, il Brie o il Roquefort. Da accompagnare rigorosamente a un ottimo vino francese.

Come dolci vi consigliamo di non lasciarvi scappare i macarons, meringa e crema. Solo un morso a questo piccolo pasticcino basta per creare dipendenza! Provate anche, se volete per colazione, il pains au chocolat, un semplice saccottino a base di pasta sfoglia con cioccolata all’interno.

Dove dormire a Parigi

Parigi è piena di hotel, appartamenti, b&b, stanze e in ogni quartiere della città. I costi non sono proprio bassi (a partire da 80 € per notte in hotel 2 o 3 stelle). Considerate, nella scelta del posto per dormire, che gli spostamenti possono richiedere anche molto tempo. È necessario quindi cercare un buon compromesso tra costi e la posizione dell’hotel.

Cosa fare, vedere e mangiare a Londra

Cosa fare vedere e mangiare a Londra in 1, 2, 3 giorni o nel weekend!

Londra è una città dalle mille sfaccettature, dalle mille culture, dai mille cibi e dalle mille etnie. È una città in cui i signori in inglesi camminano al fianco dei cingalesi, degli italiani, degli indiani, dei brasiliani, dei tedeschi, degli africani, dei giamaicani e qualche altro centinaio di etnie di tutto il mondo.

Questa fusione ha portato Londra ad una importante evoluzione e a diventare la meravigliosa metropoli che è.

È una delle capitali europee che assolutamente merita una visita. È necessario vedere il Big Ben e l’House of Parliament, Buckingham Palace e Cambio della Guardia, tornare bambini facendo un giro sul London Eye, provare i “Fish&Chips”.

Oppure provate a vedere Londra anche da punti di vista un po’ più insoliti. Per esempio fate un giro sulle orme di Jack lo Squartatore, potrebbero aprirsi scenari inaspettati.

Cosa vedere a Londra

Di seguito alcune meraviglie che è necessario vedere se vi recate in vacanza a Londra per 1, 2, 3 giorni o per il weekend.

Trafalgar Square e National Gallery di Londra

trafalgar square londra
trafalgar square londra

La piazza principale di Londra è Trafalgar Square e la possiamo identificare un po’ come l’icona della città. La piazza, dedicata alla battaglia di Trafalgar, sfoggia al centro una Colonna con Horatio Nelson, in ricordo del celebre ammiraglio eroe della battaglia (sconfisse le flotte spagnole e francesi durante le guerre napoleoniche nel 1805).

In origine la piazza era la sede delle stalle reali, King’s Mews. Dalla piazza si snodano le arterie principali della città: The Mall (il viale che porta a Buckingham Palace), lo Strand (che porta alla City) e Whitehall (che conduce all’House of Parliament). Sulla piazza si affaccia anche la National Gallery.

La National Gallery, fondata nel 1824, custodisce il nudo più famoso dell’arte preistorica, la Venere di Bilendorf, risalente a 25.000 anni fa, e la principale raccolta inglese di pittura, in cui troviamo anche i dipinti di scuola italiana, fra i quali Botticelli, Raffaello e Michelangelo, e i maestri inglesi del ‘700 e ‘800, oltre a una vasta raccolta di opere contemporanee. L’ingresso alla collezione principale permanente è gratuito, anche se talvolta è richiesto il pagamento di un biglietto per accedere ad alcune esposizioni speciali. Non perdetevelo.

Buckingham Palace e Cambio della Guardia a Londra

Buckingham Palace
Buckingham Palace

Buckingham Palace è una tappa obbligatoria durante la visita della città. Si raggiunge da Trafalgar Square, percorrendo il Mall e passando sotto il maestoso Admiralty Arch. È la residenza della monarchia inglese, costruito nel 1703 per il duca di Buckingham, e soltanto in seguito acquistato da Giorgio III che ne fece la residenza sua e della famiglia reale.

Il palazzo reale ha 775 stanze, un immenso parco reale di 20 ettari ed è visitabile solo d’estate (perché durante il periodo estivo la famiglia reale si trasferisce nella residenza estiva, il castello di Windsor).

Dal 1 agosto al 27 settembre infatti viene aperta al pubblico l’Ala Ovest, che comprende alcune stanze degli appartamenti di stato e le scuderie reali, dove sono custodite le favolose carrozze usate dai sovrani nelle occasioni ufficiali.

Inoltre se vi trovate a passare da quelle parti intorno alla 11.30, non perdetevi assolutamente la cerimonia del cambio della Guardi di Sua Maestà: uomini in uniforme rossa, con un ingombrante copricapo di pelliccia nera, che sfilano scambiandosi cenni curiosi.

Questa cerimonia va avanti dal 1660. Per sapere se la regina è a casa, fate attenzione al numero delle guardie, se ce ne sono 4 “The Queen” è a casa.

Big Ben e House of Parliament di Londra

big ben londra
big ben londra

L’House of Parliament (o Palazzo di Westminster) è un imponente edificio di architettura neogotica di 1200 stanze in cui ha sede l’House of Commons e l’House of Lords, le due camere del Parlamento inglese.

Questo palazzo è attraversato in lungo e in largo da 3 km di corridoi, la gigantesca struttura nasconde infatti un labirintico sotterraneo e si dice che George Orwell si sia ispirato proprio a questi sotterranei per descrivere il “Miniver”, il Ministero della Verità di Londra, nel suo romanzo “1984”.
L’House of Parliament è sovrastata da due celebri torri: la Victoria Tower dalla quale si accede al Parlamento e la Clock Tower, la torre del Big Ben. Pochi sanno che il nome Big Ben non appartiene all’orologio, ma all’enorme campana di 13 tonnellate e mezzo (così chiamata perché fu fatta installare da Benjamin Hall) che ha il compito di battere le ore, mentre altre 4 campane più piccole suonano ogni quarto d’ora.
Purtroppo la visita alla Clock Tower, alta 96 metri, è consentita solo ai cittadini britannici, ma si può entrare a visitare le due Camere. Passeggiare di sera da quelle parti e osservare la facciata dell’House of Parliament quando le luci si rispecchiano nel Tamigi ridisegnandone il profilo, raddoppiano lo spettacolo.

Tate Gallery di Londra

millennium bridgePasseggiando per il Millennium Bridge, ponte pedonale spettacolare in acciaio che collega direttamente la riva nord del Tamigi alla riva sud, si arriva proprio alla Tate Modern, la galleria d’arte nata dal progetto di espandere e dividere la collezione d’arte britannica contemporanea da quella del passato custodita nella Tate Britain. Entrambe, insieme alla Tate Liverpool e la Tate St. Ives in Cornovaglia formano il complesso museale Tate.

Aperta dal 2000, la Tate Modern è una delle gallerie d’arte più all’avanguardia del mondo e nelle sue sale è rappresentata tutta l’arte dal 1900 ai giorni nostri, con opere di Picasso, Matisse, Dalí, Kandinsky e Van Gogh.

In generale comunque è una struttura che va vista e ammirata in quanto è essa stessa un’opera d’arte, fu costruita in una centrale elettrica in disuso, ma l’edificio conserva ancora il suo fascino originale nell’aspetto esteriore, nell’imponente ciminiera e nei suoi spazi interni: la Turbine Hall, ad esempio, quella che un tempo era la sala macchine, oggi è l’ingresso principale alla Galleria.

Per gli appassionati di teatro, vi segnaliamo che vicino alla Tate Modern, c’è lo Shakespeare’s Globe Theatre, moderna ricostruzione del celebre Globe Theatre, costruito nel 1599 dalla compagnia teatrale di Shakespeare.

La Cattedrale di Saint Paul a Londra

st paul cathedral
st paul cathedral

La Cattedrale di St Paul è sorta dalle ceneri della cattedrale distrutta nel tragico incendio del 1656. Il clero inglese volle un campanile tradizionalmente inglese, tutto guglie e navate.

Ma nel 1710, dopo 35 anni di lavori, Londra si ritrovò la sua cattedrale con la cupolona, che in realtà è pura illusione perché le cupole sono 3. Quella esterna maestosa e imponente, visibile da tutti, al suo interno ne racchiude una seconda visibile soltanto dall’interno della cattedrale, e nel mezzo ne è presente una terza che però non è visibile, ma che sostiene il lucernaio.

La cattedrale di St Paul ospita gli eventi più significativi della città: dai funerali di Winston Churchill a quelli di Lord Nelson, dal centesimo compleanno della Regina Madre, al matrimonio di Lady Diana con il Principe Carlo. La chiesa ospita inoltre lapidi commemorative e tombe di molte illustri personalità britanniche, tra i quali il Duca di Wellington, Lord Nelson, sir Winston Churchill, T.E. Lawrence, Sir Alexander Fleming e tanti altri.

Da non perdere la Whispering Gallery (La Galleria dei Bisbigli) che deve il nome ad una acustica particolare: pronunciando infatti una parola vicino al muro, la si può ascoltare da qualsiasi punto vicino alla galleria. Dalla Gold Gallery (Galleria d’Oro) è invece possibile ammirare e godere di una splendida vista su Londra.

British Museum di Londra

British Museum londra
British Museum londra

Il British Museum, in un’esperienza unica, ci mostra le meraviglie dall’arte contemporanea alle origini della nostra storia. Un viaggio all’indietro nei secoli alla scoperta dei tesori più affascinanti e antichi del mondo, attraverso otto milioni di oggetti che raccontano la storia dell’uomo, dalle prime incisioni su pietra dell’era preistorica alle prime monete, dai geroglifici alle antichissime ceramiche cinesi, fino ai dipinti del XX secolo. È il museo pubblico più antico al mondo, con il suo imponente ingresso con frontone e colonnati che riprendono il modello dei templi greci

Il British Museum dedica un’intera galleria alle sculture del Partenone, vanta la più antica collezione di vasi greci, la più grande collezione al mondo di reperti dell’Antico Egitto (seconda solo a quella del Museo del Cairo) e custodisce la Stele di Rosetta che ha permesso di decifrare e studiare i geroglifici.

Data la vastità del museo, vi consigliamo di scegliere un itinerario con le opere che più vi interessano e visitare solo quelle, altrimenti non vi basterebbe una giornata intera.

Il London Eye di Londra

london eye
london eye

Il London Eye (occhio di Londra), anche noto come Millennium Wheel (Ruota del Millennio) è una ruota panoramica situata sulla riva sud del Tamigi tra il Ponte di Westminster e l’Hungerford Bridge, a Londra. È una delle ruote panoramiche più alte del mondo, sicuramente però è la più alta d’Europa. Se desiderate tornare un po’ bambini o solamente restare abbagliati dalla bellezza di Londra vista dall’alto, visitatela, resterete a bocca aperta. Terminata nel 2000 dopo un paio d’anni di lavori, è alta 135 metri.

Torre di Londra

St. John’s Chapel
fonte foto:englishmonarchs.co.uk

La Torre di Londra è diventata Patrimonio dell’Umanità, protetta dall’UNESCO. Durante una visita di Londra, la torre con i suoi 1.000 anni di storia merita l’attenzione necessaria. È un castello storico eretto nel 1078 lungo il Tamigi per proteggere i Normanni dalle incursioni dei cittadini della City e dagli invasori esterni.

Il primo edificio ad essere eretto, dietro ordine di Guglielmo il Conquistatore, è la White Tower (la Torre Bianca) con quattro torri angolari coperte da cupole e custodisce la meravigliosa St. John’s Chapel, capolavoro di architettura normanna. Antica residenza reale, prigione di stato, teatro delle esecuzioni di personaggi di alto rango e dei dissidenti religiosi, zoo reale, sede della zecca del regno, custode dei gioielli della Corona, è tra le mura di quest’imponente fortezza che è stata scritta gran parte della storia di Londra. Ed è qui che alla storia si intreccia la leggenda. La fortezza non è sorvegliata solo dagli iconici “Beefeaters”, le guardie in costume cinquecentesco color nero e rosso, ma anche da un gruppo di sorveglianti speciali: the Ravens, uccelli della famiglia dei corvi. La leggenda narra che Re Carlo II fosse convinto che la monarchia e la Torre sarebbero andati in rovina qualora i sei corvi che presidiavano la Torre avessero abbandonato la fortezza. Oggi è possibile incontrare il gruppo di volatili che continuano a perlustrare il territorio ma soltanto sotto la guida del “Raven Master” e, non dimenticatelo, non è consentito dar loro del cibo!

Tower Bridge a Londra

tower bridge
tower bridge

Dall’antica fortezza medievale al ponte levatoio più famoso al mondo, il Tower Bridge collega la zona di Southwark alla Torre di Londra. Se ti affascinano i panorami mozzafiato e insoliti, non puoi non visitare il Tower Bridge. Anche la suggestiva passerella in vetro, che collega le due torri neogotiche a 42 metri di altezza dalle acque del Tamigi è una tappa obbligatoria.

Costruito per permettere il transito sul Tamigi di navi molto grandi, con un meccanismo che faceva alzare le due estremità del ponte azionato da un sistema idraulico che sfruttava la forza del vapore.

Dagli anni ’70 invece il vapore è stato sostituito dal gasolio, ma è sempre possibile visitare le Sale Macchine Vittoriane, nella torre Nord, in cui sono esposti gli ingranaggi d’epoca. Nella Tower Bridge Exhibition, inoltre, è stata allestita una mostra interattiva che racconta la storia dell’imponente opera.

Cosa mangiare a Londra

L’aria di Londra ha sempre un leggero odore di frittura perché ad ogni angolo di strada troverete ambulanti che friggono senza sosta spuntini da mangiare al volo, anelli di cipolla e fish&chips. Quest’ultimo consiste in una porzione di merluzzo e patate, fritti, servite in una carta per alimenti grondante d’olio. Godetevi il vostro fish&chips senza pensare che l’olio in cui è stato fritto è scuro come il petrolio.

Ma il fascino della cucina di Londra sta anche nel fatto che potete guastare alternative etniche. La città inglese infatti è la città più multiculturale del mondo, quindi anche la sua cucina lo è.

Thailandese, cinese, africana, brasiliana, cingalese, giamaicana e tante altre. Potete veramente gustare cibo proveniente da ogni parte del mondo. Al mattino gustate uova, pancetta e porridge (zuppa d’avena). Dimenticatevi la deliziosa colazione italiana con caffè, latte e cornetti.

Se invece volete gustare del cibo tipicamente inglese, recatevi in un pub, che sono diversi dai nostri: servono anche piatti elaborati, di solito a base di carne di manzo o di maiale, cacciagione e cipolle. Un consiglio: di solito la carne è sotto, molto sotto le cipolle, ma c’è. Non disperate.

Dove dormire a Londra

Londra è la città più accogliente del mondo ma anche la più cara, proprio perché perennemente ricca di turisti e uomini d’affari in visita.

Per questo trovare posti economici per dormire, può essere una impresa a volte difficile. Spulciate tra le offerte e magari riuscirete a trovare qualcosa che vi soddisfi anche economicamente, magari una camera nei quartieri meno centrali. Ricordatevi che Londra ha una rete di mezzi pubblici efficiente e molto ampia.